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GIUSEPPE GENNA - centraal station STOREFRONT di Giuseppe Genna
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Giuseppe Genna: bio&biblio
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MEDIUM: l'iperlibro
Giuseppe Genna - MEDIUMLa storia della morte e della transutanziazione del padre: il libro più intimo del Miserabile. Pubblicato in doc e pdf, in html multimediale, e in cartaceo attraverso Lulu.com (un libro vero, il prezzo è stampa e spedizione). Un abbraccio al lettore...
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APOCALISSE CON FIGURE
Fabula Orphica: testo di Giuseppe Genna, regia di Federica Restani
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La recensione del Mucchio Selvaggio
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E' per me un onore che uno dei più importanti quotidiani del Sud, la Gazzetta del Sud, abbia deciso di...

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Nandropausa: WM5 e WM1 su Dies Irae

coverdiesiraemini.jpgEsce il decimo numero del magazine elettronico dei Wu Ming, Nandropausa: recensioni à go go, in questa edizioni capaci di contaminare letteratura e scandalo sul calcio, perfino a livello stilistico, con una memorabile recensione in forma di intercettazione telefonica tra Moggi e Baldas. Riproduco la recensione di Wm5 e quella incrociata tra Dies Irae e il libro-indagine di Beha a opera di WM1.

da NANDROPAUSA #10 - Libri letti, discussi e consigliati da Wu Ming - 21 giugno 2006

C'è da chiedersi quale sforzo implichi la produzione di un lavoro del genere, quali cassetti debbano essere stati aperti e quali sottoscala rovistati. C'è da chiedersi se uno non debba alla fine pagare anche nel corpo, oltre che nello spirito, per portare alla luce materiale come questo.
Memorie dal sottosuolo di un paese putrescente.
Quando si suona certa musica, alcune specie animali emettono urla simili a lamenti. E' il loro modo di reagire all'insopportabilità della bellezza. Costretti alla condizione ferina di mangiare o essere mangiati, la musica è semplicemente troppo per loro. In modo simile le fiere fuggono alla vista delle fiamme. E molti fuggiranno e alzeranno lamenti, davanti all'imprendibilità, all'inaccettabile scandalo, alla musica sublime dell'ultima opera dell'autore di noir Giuseppe Genna.
Niente copertine per lui, nessun appeal generazionale, materiale troppo serio per maneggiarlo in modo disattento, sangue e merda – strati magmatici, sedimentati, tellurici di sangue e merda - danza di elementi vibratili che delineano la storia degli ultimi venticinque anni del Paese Putrescente come in una sorta di American Tabloid-Sei Pezzi da Mille abitato da visioni e presagi, narrato in prima persona, dolente, ripiegato sulla visione interiore, deformato fino a prendere i contorni di una paradossale saga familiare, aerea meditazione sull'esplorazione stellare, sugli ultimi giorni di un'umanità futura che ha dimenticato quale pianeta ospiti le ossa degli antenati, letteratura al di là di categorie inutili quali speranza e disperazione, yantra perfetto che lega geometrie malsane per congiurare un'Idea potente di Guarigione, assoluto non-duale celato dietro storie in prima persona, dietro personaggi violati in mille modi, stoici esponenti dell'indistinto di carne e pensieri che chiamiamo gente. Tutta la letteratura che significa qualcosa, al momento, è un tentativo di far parlare, cantare i morti. La psicofonia è la chiave privilegiata che consente di aprire le scatole dell'indicibile, che permette di capire i lutti e i drammi e le tragiche buffonate del quotidiano, della così detta cronaca nel momento in cui diviene storia.
Giuseppe Genna, ancora roba così, se puoi. [WM5]

  • "Per progetto stilato e controfirmato in Parnaso, la narrativa italiana ha spessissimo evitato di sporcarsi le mani; casomai negli ultimi anni se le è sporcate – male – in oziosi maurivaudages col racconto di genere (in questo, Genna ha anche peccato). Alcuni scrittori sembra invece desiderino oggi sporcarsele al modo sartriano, ma già provocano zitellesche reazioni. È una narrativa che ha il proprio incunabolo nel Petrolio pasoliniano. Ben venga." (Enzo Siciliano, RIP, Nuovi Argomenti, n°34)

  • Di recente, Giuseppe Genna ha "surgelato" la sua rivista letteraria on line I Miserabili (sporadicissimi gli aggiornamenti) e aperto un proprio sito ufficiale, giugenna.com.



Recensione comparata: Dies irae + Indagine sul calcio

Cosa abbiamo qui?
Il primo capitolo di Dies irae
è un colpo basso sferrato dall'alto di una prosa che mi ha incantato, prima di lancinarmi e farmi piangere, perché adesso lo so, so cosa vuol dire avere un figlio (figlia, nel mio caso), io so quanto progetto e fatica, quanta - semplicemente - vita si dedica e si riversa e prende forma in un figlio, il pensiero il sesso la gravidanza il travaglio il parto, l'aria che brucia prima la pelle e poi i polmoni, il pianto, il neonato non sa dove si trova e perché, non sa nemmeno chi è, cos'è, non vede niente, tutto è sfocato, le prime ore accanto alla madre, la fatica della suzione e la mandibola che fa male, e un'ora dopo la prima di tante coliche, aria che preme la pancia da dentro, esperienza di un dolore terribile senza parole per confinarlo, il bimbo non sa cosa né perché, la fame è un demone che morde, l'urlo e il pianto, la testa è pesantissima e il collo non la sorregge, e la fatica del genitore, i risvegli notturni che spezzano il sonno e la schiena, il correre in aiuto al minimo segno, l'ansia, respira?, dorme?, ha mangiato?, e il primo sorriso a farti sapere che ti è grato, cerca di darti in cambio quel poco che può ed è tantissimo, è tutto quel che ti importa, è un mondo intero che ti riempie le arterie, il miracolo di una bocca che si inarca, e il bimbo assimila, impara a tenere alta la testa, intreccia le mani, esplora il proprio corpo, mette a fuoco la vista, si impegna a stare seduto, e l'impresa del gattonare, e l'incubo della dentizione, lame che tagliano le gengive da sotto, la testa segata in due da nuovo dolore, male dentro le orecchie e malanni, e impara ad aggrapparsi e alzarsi in piedi, muove i primi passi, e nel frattempo cresce, impara, supera le malattie, afferra le cose del mondo, estende i campi sinaptici, partecipa all'impresa, s'inventa nuovi modi di ringraziarti per quello che fai, e il primo farfugliare parole immaginarie, fonemi liberi a circondare i primi nuclei di senso, i "mammamma" e "baba", e sempre avanti, sempre meglio, le parole, la corsa, il gioco, l'asilo, gli altri bimbi, la materna, la sfilza dei "perché?", la scuola, la vacanza dalla scuola, il sole, il profumo dell'erba, la mezza sera...
Alfredino. Un pozzo stretto e fangoso, profondo.
Lo scrittore Giuseppe Genna, oggi, 2006Qui comincia Dies irae, libro che sfonda tutte le pareti, ordinatissimo e scomposto, pagine curate all'ossessione o vomitate in un amen, pagine memorabili e altre da buttar via senza remore (ma quali sono le prime? e quali le seconde?). Tripudio sommesso dell'horror.
Vermicino prima e il Mundial un anno dopo (quello del pareggio pagato al Camerun per passare di turno) trasbordano il Paese negli Ottanta. Pertini è l'improbabile trait d'union, da Vermicino al Santiago Bernabeu ("Quando si muove il presidente Pertini è segnale che i fatti sono in qualche modo decisivi, le cose sono importanti. Ciò che è importante è ambiguo", pag.159).
Inizia una decade piena di ulcere, non ancora narrabile, soltanto aggredibile all'arma bianca, con una poetica del santo rancore, un personaggio che si chiama "Giuseppe Genna" e uno sterminato meta-romanzo di fantascienza che pare esista davvero e di cui qui leggiamo lunghi, interminabili estratti. Inoltre, articoli d'epoca, documenti, sedimenti, riscoperte rag-ge-lan-ti (cfr. pagg.160-161, il comunicato del Fronte Turkesh sulle condizioni di prigionia di Emanuela Orlandi).
Gli Ottanta. "Anni di merda", come da titolo di un libro di Oliviero Beha (su di lui tra poco). Il craxismo, Sposerò Simon Le Bon, i ragazzi dello zoo di Berlino, le tivù private pre-Legge Mammì.
Dies irae
è pieno di similitudini implicite: il periodo 1981-1989 (da Vermicino al crollo del Muro) è come i primi cinque centimetri morbidi di suolo marziano. Il fondo duro che segue, su cui appoggia lo stivale l'astronauta Paul Bradley (vero nome di Mal dei Primitives: "i nomi sono potenti, anche se non sono niente"), è l'era berlusconensis. Che comincia a indurirsi nell'86, con il calcio, un arrivo in elicottero sul prato del Meazza (Moretti coglie l'attimo ne Il Caimano), e col calcio magari finisse!, con una fuga in elicottero da Arcore come De La Rua dalla Casa Rosada (Buenos Aires 2001).
Dies irae è pieno di dichiarazioni di poetica: "Fate ciò che desiderate, ma non sottovalutatemi" (pag.108); "l'unico libro che avrò mai desiderato scrivere" (pag.146, notare il futuro anteriore); "La sostanza che ci unisce in un tutto organico interdipendente è merda" (pag.254); "la calma tra un crollo e l'altro non è che un crollo di calma" (pag.299); "In realtà io non esterno. Io comunico. Io non sono matto. Io faccio il matto. E' diverso. Io sono il finto matto che dice le cose come stanno" (pag.336, parole di Francesco Cossiga, alias Giuseppe Genna); "Ho dovuto fingermi pazzo per farmi ascoltare in un Paese di pazzi, ho dovuto fare il buffone per farmi seguire in un Paese di buffoni" (sempre Cossiga/Genna, ma è pag.164 di un altro libro, Indagine sul calcio di Oliviero Beha).
Dies irae e Indagine sul calcio sono due opere convergenti, entrambe smodate, esagerate a partire dalla mole, scritte in una lingua gonfia di incisi, parentesi, digressioni. Raccontano l'orrore degli ultimi venticinque anni (dal Totonero '80 al 2006, da Vermicino al 2006) e passano in rassegna i medesimi scandali. Genna parte dalla storia nascosta del Paese e spesso tocca il calcio. Beha dimostra che il calcio, in fin dei conti, è la storia nascosta del Paese, o quantomeno ne è elemento fondamentale.
"Se penso al 1982...", ripetono entrambi gli autori. "Il Mundial come amnistia generale". Ieri e oggi sono la stessa cosa, o si fa di tutto perché lo siano. Beha è convitato di pietra in un capitolo del libro di Genna (pagg.157-159). Gianni Brera compare in entrambi i libri. Genna intervista l'ex-calciatore Nordahl in qualità di ambasciatore del turismo lappone. Il calcio induce Genna bambino a comprare una copia del giornale milanese La Notte (e qui c'entra Roberto Bettega, Cabeza Blanca, non ancora elemento della triade juventina con Moggi e Giraudo). Genna ricorda quando fu costretto a improvvisare un panegirico di Totò Schillaci ("non festeggia, ghermisce il suo brandello di cielo..."). L'aneddoto su un attaccante argentino comprato dalla Grande Inter dà il senso di quanto pidocchiose siano le nostre epiche personali.
Lo scrittore e giornalista Oliviero BehaIndagine sul calcio mette in fila tutto il marciume del calcio dal Totonero '80 a oggi, passando per il primo scudetto del Milan berlusconiano (su cui grava la gigantesca ombra della camorra), il Totonero '86, un misterioso Roma-Lecce 2-3 alla penultima di campionato con il Lecce già in B, il disastro dell'Heysel, svariati episodi di corruzione arbitrale (si parla della finale d'andata di Coppa UEFA tra Inter e Roma), gli scandali edilizi e gli "omicidi bianchi" di Italia '90, il passaggio sperequativo di Lentini dal Toro al Milan, il doping, Moggi come il prezzemolo, la scomparsa del corpicino del figlio morto di Salvatore Bagni, la torta dei diritti televisivi, il padre dei conflitti d'interesse, fino all'anticamera dello scandalo di oggi: il nubifragio perugino, il puledro di Gaucci, i passaporti falsi etc.
Al termine della lettura (631 pagine), appare più che probabile che tutti i campionati di serie A degli ultimi 25 anni siano stati virtuali, combinati, comprati, svenduti, sabotati, avvelenati. Revocarne due - o addirittura uno solo, il penultimo - è una mezza pagliacciata.
Il sistema-calcio è il Paese, l'identità è totale. Per capire il capitalismo italiano bisogna capire il sistema-calcio. Per capire la politica italiana bisogna capire il sistema-calcio. Dal Ventennio in avanti, non si può raccontare la storia di questa palude senza parlare di calcio. Il calcio è il punto archimedico da cui sollevare e rovesciare il Paese, le sue statue, i suoi macigni. Come al solito, la sinistra (chiamiamola così per comodità) non lo comprende, nemmeno in questi giorni di scandalo e Coppa del Mondo. Beha, del resto, descrive i vani tentativi di "chiedere conto, culturale, politico ed economico, [alla sinistra] di questo Paese della [sua] ignoranza, insensibilità, sottovalutazione del fenomeno calcio e delle sue sfaccettature" (pag.143).
Quanto a Dies irae, nessuno dei recensori ha fatto notare quanto il calcio sia presente nel libro. Forse qualcuno un giorno scriverà una tesi o tesina: "Il calcio nel Dies irae di Giuseppe Genna". Anzi, guardate, ne traggo un'esortazione: studenti, prendete in mano questo libro, o meglio, entrambi i libri. Leggeteli con l'orecchio teso a quel che fa Borrelli.
Termino con le immortali parole di un altro personaggio del libro, Nicola Crocetti: "Le fighe con cui si sposano e girano i poeti! Rancide, brutte, esteticamente da censurare, la loro controparte esatta e perfetta, che gliela dà per pietà e ammirazione, ma solo queste inacidite donnette, queste massaie che si sentono sollevate dalla grigia normalità perché il marito stampa dei versi - solo questi corpi difettati, queste isterie su due brutte gambe possono aprirgliele, le gambe, a gente come i poeti italiani... Ma non li vedete? Hanno la forfora, i denti guasti, certi strabismi... Da cui si enfia un ego spropositato, inversamente proporzionale alle reali capacità di immaginare, di fondersi in una lingua, alle alte temperature! Ma quali alte temperature! Questi al massimo mettono i surgelati nel microonde!" [WM1]




Pubblicato il Mercoledì 21 Giugno 2006

Il nuovo libro
Giuseppe Genna - HITLER - romanzoHITLER - romanzo
L'officina del romanzo in uscita da Mondadori a gennaio 2008 e i materiali relativi.
I miei libri

DIES IRAE.jpgDIES IRAE
- Tutti i materiali su DIES IRAE
- Il sito ufficiale di DIES IRAE
Rizzoli, € 17
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L'ANNO LUCEL'ANNO LUCE
- Materiali su L'ANNO LUCE
Net Saggiatore, € 8


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COSTANTINO E L'IMPEROCOSTANTINO E L'IMPERO
- Materiali su COSTANTINO E L'IMPERO
con M. Monina,
Tropea, € 10
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GRANDE MADRE ROSSAGRANDE MADRE ROSSA
- Materiali su GRANDE MADRE ROSSA
Mondadori, € 15
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IL CASO BATTISTIIL CASO BATTISTI
- Materiali su IL CASO BATTISTI
con V. Evangelisti e Wu Ming 1,
NdA Press, € 8
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FORGET DOMANIFORGET DOMANI
- Materiali su FORGET DOMANI - racconti lounge
con I. Domanin,
peQuod, € 11.30
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I DEMONII DEMONI
- Materiali su I DEMONI
con F. Parazzoli e M. Monina,
peQuod, € 15
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NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGONON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
- Materiali su NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
Mondadori, € 8.40
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NEL NOME DI ISHMAELNEL NOME DI ISHMAEL
- Materiali su NEL NOME DI ISHMAEL
Mondadori, € 8.40


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CATRAMECATRAME
- Materiali su CATRAME
Mondadori, € 8.80


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ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILEASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE
- Materiali su ASSALTO
Mondadori 2002, peQuod 2001
In uscita per minimum fax nella versione 3.0, 2008
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Titoli tradotti all'esteroI TITOLI TRADOTTI ALL'ESTERO
- La sezione STOREFRONT dei libri tradotti
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