August 28, 2015 at 12:15AM


“Carne fresca” e carne cotta, immagine e tir, mercato e distribuzione della nuda vita: queste cose stavano in quel libro che si intitolava “Gotha” e che poi improvvidamente divenne “Non toccare la pelle del drago”. E’ avvenuto oggi in Austria: 50 cadaveri di clandestini rinvenuti in un camion abbandonato in un’area di sosta dell’autostrada A4, tra il lago Neusiedl e la località di Parndorf, nello stato del Burgenland, alla frontiera con l’Ungheria.

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August 27, 2015 at 10:12AM

Due questioni, ut scandala eveniant, sollevate da Carmelo Bene, che egli dice del cinema e valgono anche per ciò che un tempo era chiamato “romanzo” e io chiamo “prosa”: le arti plastiche hanno visto emergere l’astratto e dove è un “romanzo astratto”?; queste storie che raccontano non valgono il giorno successivo, hanno rotto i coglioni. Questa mia idiosincrasia, che è la mia poetica, è l’unica poetica e addio.

CARMELO BENE alla XL mostra del cinema di Venezia

Due questioni, ut scandala eveniant, sollevate da Carmelo Bene, che egli dice del cinema e valgono anche per ciò che un tempo era chiamato “romanzo” e io chiamo “prosa”: le arti plastiche hanno visto emergere l’astratto e dove è un “romanzo astratto”?; queste storie che raccontano non valgono il giorno successivo, hanno rotto i coglioni. Questa mia idiosincrasia, che è la mia poetica, è l’unica poetica e addio.
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August 26, 2015 at 01:11PM


Se la lingua, che non è soltanto suono, ma intermedio attraverso cui le intermittenze si vedono oltre a sentirsi, essendo questo intermedio il pieno delle strutture e il luogo di materia luminescente interiore e mentale che si ravvede quando fioriscono le cosiddette immagini – se la lingua è più larga e pesante e offuscata di quanto accade nella poesia, c’è la prosa, che è anche, e non soltanto, narrazione. E’ dunque uno stato. E’ confusivo, come qualunque stato preso in sé. All’interno di quello stato, per mediazione appunto, in cui vengono a evenienza le forme, crepita il silenzio, che non si comprende se è luminoso od oscuro. Quindi vale per la prosa, in modo più grossolano e offuscato, per tutta la prosa dico, compiere materialmente quanto Andrea Zanzotto faceva per dizione di rabdomanzia poetica, e bisogna dunque fare che il libro obblighi a sentire così: «Nella poesia […] si trasmette per una serie di impulsi sotterranei, fonici, ritmici, ecc. Pensate al filo elettrico della lampadina che manda la luce, il messaggio luminoso, proprio grazie alla resistenza del mezzo […] Così accade nella comunicazione poetica, nella quale il mezzo è costituito dalla lingua. L’eccessivo addensarsi dei significati, dei motivi, il sovraccarico di informazioni, può però provocare un “cortocircuito”, una oscurità da eccesso, non da difetto». Bisogna fare ventriloquismo soltanto fino a qualche anno fa, sembrando che si narri. Poi si sta nello stato confusivo. Il prossimo libro è dunque la pàtina dell’immagine, nemmeno più il soggetto: letteralmente si va con la testa tra le nuvole.

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August 25, 2015 at 05:33PM


E’ arrivata la prima copia de “Il profitto domestico” di Antonio Riccardi, edito nella collana Le Silerchie de Il Saggiatore, con postfazione del gran critico Alberto Casadei. E’ uno dei libri fondamentali nella poesia contemporanea italiana degli ultimi decenni.
Chiamo queste vite in una storia.
In un cono d’erba dai rami
vengono per restare sempre d’oro
come le mosche nell’ambra.
Sento il tempo comune alla specie
come profitto domestico.

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August 25, 2015 at 05:31PM


E’ arrivata la prima copia de “Il profitto domestico” di Antonio Riccardi, edito nella collana Le Silerchie de Il Saggiatore, con postfazione del gran critico Alberto Casadei. E’ uno dei libri fondamentali nella poesia contemporanea italiana degli ultimi decenni.

Chiamo queste vite in una storia.
In un cono d’erba dai rami
vengono per restare sempre d’oro
come le mosche nell’ambra.
Sento il tempo comune alla specie
come profitto domestico.

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August 24, 2015 at 04:09PM

Secondo me il prossimo romanzo va così, è un’estensione quantitativa di questo e comunque io tento questo in forma di prosa, anche se non mi avvicinerò neppure a questo Genïo:

Da un immoto fragor di carrïaggi
ferrei, moventi verso l’infinito
tra schiocchi acuti e fremiti selvaggi…
un silenzio improvviso. Ero guarito.

Era spirato il nembo del mio male
in un alito. Un muovere di ciglia;
e vidi la mia madre al capezzale:
io la guardava senza meraviglia.

Libero!… inerte sì, forse, quand’io
le mani al petto sciogliere volessi:
ma non volevo. Udivasi un fruscio
sottile, assiduo, quasi di cipressi;

quasi d’un fiume che cercasse il mare
inesistente, in un immenso piano:
io ne seguiva il vano sussurrare,
sempre lo stesso, sempre più lontano.

(Giovanni Pascoli, “Ultimo sogno”, da “Myricae”, 1891-1903)

August 21, 2015 at 01:19PM

Ildebrando di Soana, col suo Dictatus Papae, fu un pezzo di merda adorabile, che combatté i tedeschi ben prima di Merkel, e oggi vi avrebbe bannati tutti, coi vostri commenti sulla messa funebre negata a Welby e concessa a un imbecille che le forze dell’ordine dovevano mettere al suo posto nei decenni. Non so cosa dire, non sono manco battezzato, ma non ci vuole molto a capire la centralità per la Chiesa di ciò che Welby toccò. Il perbenismo contemporaneo è tutto un #nessunotocchiMilano, vi banno tutti, piccoli moralisti che si sentono postcompagni e savianizzano repubblichini.

August 19, 2015 at 02:03PM

Ogni granello di sabbia nell’Argentario urla la presenza del dio che presiede a una composizione disordinata e intera a ricreare l’itinerario della mente nella stessità della Mente stessa. E così si coagula la mente immaginando la scena del Sacrario in costruzione, dove appare l’impatto del Fatto, verso Bolsena in epoca fascista contemporanea a una mente italiana attonita.

August 19, 2015 at 02:03PM

Ogni granello di sabbia nell’Argentario urla la presenza del dio che presiede a una composizione disordinata e intera a ricreare l’itinerario della mente nella stessità della Mente stessa. E così si coagula la mente immaginando la scena del Sacrario in costruzione, dove appare l’impatto del Fatto, verso Bolsena in epoca fascista contemporanea a una mente italiana attonita.

August 18, 2015 at 04:11PM

Vorrei ribadire una volta di più che Bonaventura da Bagnoregio era un figo e tutti noi lo abbiamo tradito per ottocento anni.
PS. Il seienne sta bene e ha accennato a Willer Bordon quando fondò con Mariotto Segni la formazione Alleanza Democratica.

August 14, 2015 at 07:52PM

Stiamo per uscire dal regno delle parole, queste sorelle di metallo pesante hanno abbassato a norma propria la nostra identità: diciamo loro addio, sia pure restando esse, senza la crucialità che veniva loro attribuita nell’epoca del linguaggio fonico. Entriamo nell’era degli stati, in cui sono superate le storie e le costruzioni dell’appartenenza, là dove la questione è unicamente l’attaccamento, l’attrazione e la repulsione. Qui si farà la vicenda del fenomeno umano, la storia avrà ricezione in modo radicalmente diverso e la casualità non sarà che la manifestazione di ciò che un tempo veniva detto: destino. Quale lavoro ti attende, umano, tu, antica talpa…