June 26, 2015 at 04:57PM


“Bambi” è dunque pronto. Questa è la copertina definitiva. La statuetta in ceramica sarà appunto fatta in ceramica lucida. A me pare che le copertine de Il Saggiatore stiano raggiungendo un punto che, nella mia minima esperienza editoriale, mai ho ravvisato essere nemmeno avvicinato. Il responsabile artistico è, lo ho già detto in occasione di quel capolavoro che è la cover di “Io sono”, il grande Fabrizio Confalonieri di CReE. Questa immagine è davvero “Bambi” e, in quanto accade ciò, è oltre Bambi. Comprendere che Bambi è questo ed è ogni superamento di qualunque cosa si possa comprendere: ecco cosa significa la sintonia in un gruppo in cui, non casualmente, ognuno è una fucina e viene spiazzato dall’altro. Questa copertina è parte integrante della composizione “Bambi”. Non sto a dire quanto mi ha spostato nella composizione il coautore di “Bambi”, Andrea Gentile: mi sposta talmente tanto, che, giuro, io non ci sono più. C’è solo Bambi, il quale o la quale: bambeggia.
Con “Io sono” e “Bambi” ho toccato un apice del fare, del tutto mio, non sto parlando del valore eventualmente oggettivo. Direi che basta: finirei qui, io. Spiace che non sia così.

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June 26, 2015 at 02:07PM

Abbiamo la copertina di “Bambi”. Secondo me è bellissima. Ancora poche ore e la mostro. A “Bambi” Andrea Gentile e io abbiamo messo questo sottotitolo: “Una specie di Bartleby”.
Sai quelli che vanno a capo alla fine per scrivere “Stay tuned.”?

June 25, 2015 at 01:26PM

Sta per terminare la stesura di “Bambi”, il libro che scrivo con Andrea Gentile. Sono ore ultimative, intense, insensate. Uscirà a ottobre per Il Saggiatore. Domani dovremmo avere la copertina definitiva. Non mi sono mai trovato a contatto di un’idrovora poetica di tale potenza. Saranno prosette, scherzetti, raccontini, Alfredini, nascondini, coordinati in un racconto zero, con una prosa poetica che sarebbe intollerabile, se non l’avessero ingaggiata illustri e inarrivabili predecessori.

June 24, 2015 at 11:35PM

Ho scoperto il Lapo del cancro. Questa intervista è incredibile.
Vi invito caldamente ad ascoltare con attenzione questo luminare pugliese di start-up barese che “qui siamo nell’innovation delle menti”. Sono attonito, entusiasta, orripilato. E’ il mio tempo.
“E’ il business delle menti”, dolcezza.

June 24, 2015 at 01:25PM

Ho visto la prima puntata di “True detective”, l’incipit della seconda stagione. Ecco cosa ne penso. Mi piacerebbe chiedere a Nick Pizzolatto se, inserendo le vicende, che immagino essere una vicenda unica, in un sobborgo di Los Angeles dal nome latino (Vinci), non abbia avuto in mente la El Monte dove è cresciuto orrendamente James Ellroy, bimbo sovrappeso a cui la polizia fece una foto incredibile, quando gli comunicò il ritrovamento del cadavere di sua mamma, assassinata. In effetti la struttura narrativa è al momento mutuata proprio da Ellroy: tre o quattro vicende intrecciate, ma non si capisce inizialmente come e perché, mentre l’attaccamento ai personaggi da parte dello spettatore si gioca su ossessioni personali molto semplici (traumi, condizioni esistenziali). Da Ellroy si mutua, mi pare, anche la presenza di porno ed esoterismo da quattro soldi, che sono una cifra effettiva della California allestita e raccontata dall’autore de “Il sangue è randagio”. La sigla è stupenda. La colonna sonora è stupenda. L’interpretazione di Colin Farrell mi ha molto sorpreso, pensavo che l’attore non fosse adatto e dal teaser avevo desunto un’imitazione parodistica del Rust della prima serie. Il momento più forte, da cui si desume che è davvero TD, si colloca nella visione di un ologramma con una donna che fa il bagno in una piscina colma di latte: non si capisce cosa sia, impressiona. La regia non è di Fukunaga e si sente, fa maniera della cifra visiva che ha reso la prima stagione di “True detective” un’opera d’arte. Si va da un “Gilgamesh” a un Dostoevskij: coralità, genere, movimento corale. Dall’assoluto della natura più che matrigna, si è di colpo urbani. Al momento è insostenibile la presenza dell’attore che impersona l’agente della stradale, e anche è intollerabile il personaggio medesimo, ma è presto per affermare alcunché. Non avendo assistito a quell’opera d’arte che è stata la stagione prima di “True detective”, avrei detto di essermi trovato ad assistere alla migliore serie di genere nero. Osservando cosa è piovuto dalla prima, orrenda puntata di “Breaking bad”, starei davvero cauto. Non vedo l’ora che sia trasmessa la seconda puntata, certamente non come contavo i giorni che mancavano all’emissione di quella Louisiana dello spirito un anno fa. https://www.youtube.com/watch?v=LHA6Ek3vQQ8

True Detective season 2 official opening 720p HD (intro music by Leonard Cohen – Nevermind)

Ho visto la prima puntata di “True detective”, l’incipit della seconda stagione. Ecco cosa ne penso. Mi piacerebbe chiedere a Nick Pizzolatto se, inserendo le vicende, che immagino essere una vicenda unica, in un sobborgo di Los Angeles dal nome latino (Vinci), non abbia avuto in mente la El Monte dove è cresciuto orrendamente James Ellroy, bimbo sovrappeso a cui la polizia fece una foto incredibile, quando gli comunicò il ritrovamento del cadavere di sua mamma, assassinata. In effetti la struttura narrativa è al momento mutuata proprio da Ellroy: tre o quattro vicende intrecciate, ma non si capisce inizialmente come e perché, mentre l’attaccamento ai personaggi da parte dello spettatore si gioca su ossessioni personali molto semplici (traumi, condizioni esistenziali). Da Ellroy si mutua, mi pare, anche la presenza di porno ed esoterismo da quattro soldi, che sono una cifra effettiva della California allestita e raccontata dall’autore de “Il sangue è randagio”. La sigla è stupenda. La colonna sonora è stupenda. L’interpretazione di Colin Farrell mi ha molto sorpreso, pensavo che l’attore non fosse adatto e dal teaser avevo desunto un’imitazione parodistica del Rust della prima serie. Il momento più forte, da cui si desume che è davvero TD, si colloca nella visione di un ologramma con una donna che fa il bagno in una piscina colma di latte: non si capisce cosa sia, impressiona. La regia non è di Fukunaga e si sente, fa maniera della cifra visiva che ha reso la prima stagione di “True detective” un’opera d’arte. Si va da un “Gilgamesh” a un Dostoevskij: coralità, genere, movimento corale. Dall’assoluto della natura più che matrigna, si è di colpo urbani. Al momento è insostenibile la presenza dell’attore che impersona l’agente della stradale, e anche è intollerabile il personaggio medesimo, ma è presto per affermare alcunché. Non avendo assistito a quell’opera d’arte che è stata la stagione prima di “True detective”, avrei detto di essermi trovato ad assistere alla migliore serie di genere nero. Osservando cosa è piovuto dalla prima, orrenda puntata di “Breaking bad”, starei davvero cauto. Non vedo l’ora che sia trasmessa la seconda puntata, certamente non come contavo i giorni che mancavano all’emissione di quella Louisiana dello spirito un anno fa.
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June 21, 2015 at 11:56AM


Il caleidoscopico romanzo di strane apparenti prosette poetiche “Bambi”, di cui siamo autori io e Andrea Gentile, con editing decisivo di Andrea Morstabilini, uscirà in libreria a ottobre, ovviamente per Il Saggiatore, eccezionale officina letteraria e culturale allestita e gestita e condotta con illuminata e sfrenata passione da Luca Formenton, presso cui lavoro io e lavorano i due suddetti. Questo libro atipico, tutto centrato sui fatti di tale Bambi, personaggio ineffabile che forse è l’Ineffabilità fatta Persona, si ispira, ovviamente in maniera del tutto insufficiente e fallimentare, ad alcune scritture, ad alcuni scrittori, ad alcune occorrenze del nostro immaginario e dell’attività arttistica in genere. Siccome abbiamo deciso di vendere tantissime copie, cosicché ci arricchiamo tutti, quale inattesa e spiazzante mossa di marketing abbiamo deciso di regalare una copia firmata dai saggiatoriani a colei o colui o coloro che riescono a indovinare il nome di un determinato culmine, appartenente al pantheon a cui è ispirato “Bambi”: è la figura che appare in immagine. Non è un concorso a premi, non è ufficiale: te lo regaliamo di affetto e amore, se indovini, Bambi. Fate girare!!!! E’ la domanda più sfidante!!!! “Bambi”, il Saggiatore, a ottobre, grande.

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