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Un libro formidabile, un romanzo strutturato per due racconti a chiasmo: La casa madre (Adelphi, € 16) di Letizia Muratori conferma l'irresistibile ascesa di questa autrice nel panorama narrativo italiano. Il libro verrà presentato oggi, presente l'Autrice, da Caterina Soffici e dal Miserabile sottoscritto, alle 19, presso il foyer del Teatro Litta a Milano, in corso Magenta 24.
E' con estrema gioia che dò il ferale annuncio: dopo avere resistito anni all'impero della blogosfera, da oggi, grazie a www.la7.it, il web dell'omonima rete televisiva, è aperto il primo blog personale del Miserabile sottoscritto. Si intitola, appunto, il Miserabile: il motivo è noto a chi frequenta queste latitudini. Sul blog de la7.it, ogni giorno (o quasi) il Miserabile scrittore darà sfogo a quanto potrà, accennando anche alla letteratura, ma, come dice il post di benvenuto, tenendo presente soprattutto altro. Autocito letteralmente:
Due parole su cosa sarà il Miserabilee perché si chiama così. Inizialmente questo blog presenterà post su grandi casi e questioni dell'attualità in ogni disciplina dello scibile umano e alieno, sotto la categoria "Reale"; sotto quella "Surreale" saranno almanaccati interventi che evidenziano quanto la realtà superi qualunque fantasia, anche il parto più perverso e scatenato; in "Singolare" pubblicherò estratti della Miserabile vicenda esistenziale, pensieri e pezzi di autentico diario, poiché da anni vivo esclusivamente esperienze o fantozziane o lynchiane, senza via di mezzo.
[...] Ciò che di giorno in giorno verrà qui edito è improgrammabile e imprevedibile. Ho la fortuna di praticare studi diversi e interessi distanti tra loro come il lato destro e quello sinistro di Giuliano Ferrara, uno dei blogger che ammiro maggiormente nella piattaforma allestita da la7.it, e col quale cercherò spesso di interlacciarmi. Per cui, quotidianamente, potrete trovare qui video, articoli, contributi sonori, tutti shareware, post su musica, macro e microfisica, libri, politica, geopolitica, satira, fumetti, astrofisica, cosmologia, filosofia, esoterismo, cronaca, arte, storie vere e finzioni, tv, fiction, cinema, psicologia e psichiatria, cibernetica e Web, domotica, radiestesia, arte circense, metodi di produzione della Nutella, e risposte esistenziali di una profondità abissale su amore, salute e lavoro. Prendete il Miserabile come un Branko enciclopedico che può eiettarvi un oroscopo fallace oppure l'annuncio che Nicola di Bari ha un sosia oppure le veraci previsioni sul successore di Ratzinger.
Non lasciatemi solo come una particella di sodio in quell'acqua il cui brand è rubato dal fiume mitologico greco: commentate, chiedete, scrivete. Se non siete d'accordo, potete anche insultare, nei limiti della buona educazione, il che significa con creatività verbale e immaginifica.
Se vorrete, potrete controllare con gli efficientissimi feed quanto andrò scrivendo su il Miserabile, che da questo momento diviene un'estensione dell'immaginario e della narrazione esistenziale di me medesimo, pronto a mettere il becco (o l'assai prospiciente nasone) praticamente ovunque, avendo per compagni di piattaforma fior fior di professionisti, tra cui il sognatissimo Giuliano Ferrara e l'onirico Lanfranco Pace.
L'invito messianico è: Venite, parvulos!!!
Col titolo "La rinascita dell'epica italiana? 'E' soltanto auutopromozione'" sopra il catenaccio "Evangelisti, Genna, Lucarelli, Wu Ming, De Cataldo: con noi è tornato il romanzo storico impegnato. Ma i critici li bacchettano: 'Inconsistenti'", è apparso un buffo articolo sul quotidiano dal nome antifrastico "Libero", a proposito del dibattito sul memorandum di Wu Ming 1 New Italian Epic. Mi pare interessante riproporlo qui, correggendone due errori: Stella del mattinoha come autore Wu Ming 4 e non Wu Ming 2; la legenda all'immagine centrale, da 300 di Miller, sostiene che si tratta del "fumetto di riferimento" e della "fonte di ispirazione" dei nuovi autori epici italiani, mentre la cosa sta esattamente agli antipodi, come è possibile verificare da un saggio dello stesso Wu Ming 1 proprio su 300.
L'articolo è diviso in due file pdf, poiché si estende su due pagine di quotidiano. Basta cliccare su icone o link qui sotto riportati per visualizzarlo.
Intanto su Carmillaprosegue il dibattito "alto" e serio sul NIE.
L'anno scorso era sembrato un miracolo: centinaia di persone stipate nello splendido spazio della Palazzina Liberty, a Milano. Non la si vedeva così strapiena dai tempi in cui Fo, occupatala, ci recitava Mistero Buffo o invitava John Cage e gli Area di Demetrio Stratos. Molto più difficile riempirla oggi, facendo leggere inediti da scrittori, in una città che - fatta eccezione per il festival Milanesiana voluto e artisticamente diretto da Elisabetta Sgarbi - della cultura ormai sembra strafottersene ampiamente. Il miracolo lo avevano compiuto Antonio Scurati e Alessandro Bertante, riuscendo a coagulare fondi e sponsor per un'impresa disperante, riuscitissima e coinvolgente. Il duo ha ripetuto il miracolo: da mercoledì 14 a venerdì 16, sempre alle 21.00, alla Palazzina Liberty di Largo dei Marinai va in scena la seconda edizione di Officina Italia, con un programma straordinario di narratori che presentano inediti, da Walter Siti a Sandro Veronesi, da Paolo Giordano a Valeria Parrella, da Sebastiano Vassalli a Michele Mari.
Per colpa di Philip Roth, questo sito non verrà aggiornato per una settimana. Prima di spiegarne i motivi, lascio la parola all'autore di Everyman, che parla proprio di questo romanzo. La seconda parte dell'intervista, a fine del post.
Il Miserabile Scrittore si immerge in fatiche: chiude una sopresa che apparirà in autunno e lavora come un matto per dare struttura e testo a un intervento (che diventerà un saggio) su Philip Roth in Everyman e Operazione Shylock, con correlazione all'impossibilità del romanzo tragico - intervento da tenersi all'Università di Siena nell'àmbito del seminario su "Traduzione e Trasposizione", intitolato Tradurre la morte: Altante "Everyman", durante il quale interverranno anche Donata Feroldi, Clelia Bettini, Marco Federici e Sabrina Mori Carmignani, (il 23/04 alle 15 e il 24 alle 9 e alle 15, presso l'Auditorium "S.Chiara", in v. Valdimontone, 1 - p.t. - Siena).
Il saggio su tragico e impossibilità del romanzo a essere strumento del tragico è particolarmente impegnativo, perché tende a dimostrare come una determinata ma decisiva prospettiva sulla tragedia possa collocare la Poetica di Aristotele in una dimensione metafisica, utilizzando un apparente stilema immaginale e archetipico che, via via, trapassa nella tradizione letteraria occidentale, fino a inabissarsi nella tradizione del romanzo, che ne manifesta però i sintomi, pur allineandosi essa a una tipologia altra di tragico, la cui più esplicita formulazione ravvedo nelle premesse presacrali di Miguel de Unamuno. Il percorso da mettere su carta, oltre alle considerazioni teoriche e filologiche, fa scattare un arco voltaico che va da Everyman e Operazione Shylock di Roth alle Baccanti di Euripide, appoggiandosi in maniera critica o accogliendo le osservazioni a teorici quali Schlegel, Hegel, Vernant, Colli, Benjamin, Ricoeur, Lukács, Burke, Kerény, Walter Otto, Hadot, Bouchard, Frye, Goldmann e Brereton, oltre al già citato Unamuno e a William Storm col suo fondamentale After Dyonisus. L'intervento si apre, grazie a una segnalazione di Wu Ming 1, con una citazione sorprendente dall'introduzione di Stephen King al suo Blaze. Ne fuoriesce un'immagine di Philip Roth come autore melodrammatico che, pur tentando il tragico in Everyman, realizza un tragico elementale e novecentesco, cioè per nulla profondo, mentre a una lettura sintomale emergono brani che sfuggono palesemente al controllo dell'autore e sono la traccia di un tragico che si incarna nella tragedia classica e non può realizzarsi nel romanzo contemporaneo, a meno che questo genere non ripristini una retorica di ordine allegorico, secondo le indicazioni che compaiono nel Dramma barocco tedesco di Walter Benjamin. Il titolo dell'intervento e del saggio è: Everyman di Philip Roth: il tragico nel romanzo, contro il romanzo tragico.. Lo pubblicherò in Rete al ritorno dal seminario, per i Miserabili Lettori che possono esserne interessati. La pubblicazione, successivamente, in maniera innovativa, avverrà anche per via cartacea, insieme ai contributi degli altri relatori, in un Atlante Everyman, titolo di warburghiana ispirazione.
Con colpevole ritardo, a causa del lungo strascico di discussioni e interventi intorno al romanzoHitler, mi occupo dell'antologia Tu sei lei, il "best off" 2008 di minimum fax, che mi è stato chiesto di curare.
Per il momento, ecco i particolari del libro e l'estesa rassegna stampa (in via di ulteriore espansione), interessante per la diversità di prospettive interpretative, che compone un largo spettro critico.
Tornerò personalmente su questa antologia, di tanto in tanto, poiché mi sembra necessario anzitutto e poiché essa va configurandosi come un libro che continua il suo percorso, non arrestandosi a mode del momento.
Un particolare ringraziamento va all'editore, minimum fax, e a tutto lo staff della casa editrice - una realtà su cui sarò felicemente costretto a soffermarmi dopo l'estate, per una sorpresa riservata ai Miserabili Lettori.
le autrici: Donata Feroldi, Esther G., Helena Janeczek, Babsi Jones, Federica Manzon, Alina Marazzi, Veronica Raimo, Carola Susani.
il libro:
Dopo la fortunata edizione 2007, dopo gli esordienti di Voi siete qui, ritorna l’antologia annuale di minimum fax con un’operazione ancora più innovativa e provocatoria. Tu sei lei. A curarla quest’anno è il romanziere e saggista Giuseppe Genna, uno dei più instancabili agitatori culturali del nostro panorama letterario. Ma la vera novità è che gli autori convocati questa volta sono tutte scrittrici. Tu sei lei è una testimonianza, viva e bruciante, di come, nonostante le lotte del passato che ne hanno formalmente legittimato i diritti, le donne (e le scrittrici come avanguardia sociale) in Italia siano ancora marginalizzate. Ma soprattutto la conferma di come, affrontando temi per niente concilianti - l'identità, il corpo, il parto, la morte - queste autrici siano le protagoniste di uno tsunami letterario che monta all'orizzonte delle nostre coste, e che lascerà il suo segno nel futuro più immediato.
Leggi la prefazione completa di Giuseppe Genna su Carmilla.
Ascolta l'intervista di Giulia Fossà a Giuseppe Genna e Veronica Raimo ospiti di Nudo e Crudo su RadioUno.
Valentina Pigmei - Elle
Racconti drammatici, densi, corporali, diversi uno dall'altro. Un'ampia riflessione. continua
Benedetta Marietti - D-La Repubblica delle donne
L'originale contributo di otto scrittrici esordienti ad un'antologia delle donne. continua
Radio 3 - Fahrenheit
Tra le pagine di questo quarto "Best off" i racconti di esordienti insieme a quelli di autrici già affermate. leggi altro
Giovanna Peru - La Nuova Sardegna
Racconti di vita comune eppure particolari, tutti impregnati della visione femminile delle cose. continua
Massimiliano Parente - Libero
Un addio ai clichè femministi. continua
Giovanna De Angelis - Il Riformista
Un urlo al femminile di otto autrici di successo. continua
Porzia Bergamasco - Rodeo
Queste scrittrici elevano e abbattono il muro che relega le donne nel mondo delle donne. continua
Fabrizio Tassi - Libertà
Un libro che guarda alfuturo. continua
Cristina Tirinzoni - Psychologies
Otto scrittrici gareggiano in bravura per far emergere uno sguardo tutto al femminile. continua
Marina Terragni - Io Donna
Un ritratto di Alina Marazzi. continua
Caterina Soffici - Il Giornale
Otto scrittrici affrontano temi poco concilianti come il corpo e la morte. continua
Chiara Amato - Style.it
Otto scrittrici esplorano temi come l'identità, il corpo, il parto, la morte. continua
Valori
Otto donne raccontano l'universo femminile. continua
Sergio Rotino - Liberazione
Una fra le migliori antologie di questo inizio 2008. continua
Andrea Di Consoli - Il Messaggero Scritture sincere, non schiacciate dalla retorica del linguaggio "feroce" e "viscerale". continua
Loredana Lipperini - Il Venerdì
Il curatore sottolinea l'urgenza della "questione femminile". continua
Maria Pia Ammirati - Liberal
Otto combattenti della scrittura. continua
Dario Pappalardo - la Repubblica Esiste ancora una questione femminile? continua
Vittoria Filippi Gabardi - Satisfiction Giuseppe Genna ci ama, donne. continua
Renato Barilli - TTL - La Stampa Conferma l'impressione di una scrittura al femminile che fa muro, che avanza come fitta falange macedone. continua
Lara Crinò - Kataweb Libri
Otto racconti al femminile. continua
Wuz.it
Creatività: nome comune, singolare, femminile. continua
Stefano Ciavatta - Epolis Best off è la dimostrazione che si continua a coltivare l'ambizione del libro cartaceo. continua
Sara Chiappori - La Repubblica
Ognuno di questi sguardi colpisce nel segno. continua
Pierluigi Pedretti - La Provincia Cosentina
Un libro coniugato al femminile. continua
Alessandro Besselva Averame - Il Mucchio
Otto racconti di qualità. continua
Tommy Cappellini - Il Giornale
Un'antologia che esplora i bassifondi dell'anima. continua
Franco Bolelli - La Repubblica - Ed.Milano
Grande ricchezza di linguaggio, sensibilità innovativa, sintesi di forma e sostanza. leggi altro
Chicca Gagliardo - Glamour
Un'antologia al femminile. continua
Cristina Taglietti - Corriere della Sera
Narrativa pura in forma breve. continua
Loredana Lipperini - Lipperatura
Racconti belli, alcuni molto belli, intorno al corpo femminile. continua
Andrea Tramonte - E Polis
Otto scrittrici tra sesso, corpo e identità. continua
Luigi Brunamonti - Paginedilibri.com
Uno tsunami letterario che monta all’orizzonte delle nostre cose e che lascerà il segno nel futuro. leggi altro
Maria Grazia Rongo - La Gazzetta del Mezzogiorno
Storie intense, poetiche, devestanti. continua
Velvet
Una segnalazione della raccolta di Giuseppe Genna. continua
Elena Dazi - Notebook
Donne che non si arrendono, che sfidano convenzioni, che creano meraviglie. continua
Carlotta Niccolini - Corriere della Sera
Donne sole allo specchio:otto scrittrici raccontano. continua
Alessandro Beretta - Corriere della Sera La tanto criticata "autoreferenzialità" generazionale sta trovando nuovo sfogo per l'impegno nello stile e nelle strutture delle vicende narrate. continua
Valeria Parrella - Grazia
Un'antologia pensata interamente al femminile. continua
Rossano Astremo - Vertigine.it
La narrativa italiana è donna. continua
Marta Cervino - Marie Claire
Otto scrittrici affrontano temi forti e toccano nervi scoperti. continua
E' una settimana di fuoco per il sottoscritto che, superando la paralisi parkinsoniana indotta dal colpo della strega e un'otite che nemmeno Jack Bauer sotto tortura in Cina, si muoverà instancabilmente per lo Stivale e oltre. Ecco l'agenda, riprodotta nel caso Miserabili Lettori di stanza a Roma fossero interessati e, venerdì, Miserabili Lettori ovunque residenti desiderassero trasformarsi in Miserabili Spettatori. Dubito che in Germania ci siano Miserabili Lettori interessati a quanto andrò a fare, ma quanto farò può interessare ai Miserabili Lettori che stanno in Italia. Ecco, dunque, il programma:
- TU SEI LEI - ROMA Mercoledì 26 alle 18
alla Feltrinelli di Piazza Colonna a Roma
Giuseppe Genna presenta Tu sei lei, "best off 2008" edito da minimum fax
Insieme al curatore intervengono, tra le autrici, Esther G., Alina Marazzi, Veronica Raimo e Carola Susani.
- HITLER di GIUSEPPE GENNA - ROMA Giovedì 27 alle 21
alla libreria minimum fax a Roma (via della Lungaretta, 90/e) Christian Raimo, Nicola Lagioia e l'autore Giuseppe Genna
presentano e leggono estratti da Hitler (Mondadori),
oltre a brani da Celan, Borges, Pynchon, Arendt, Levi,
intervallati da frammenti musicali di Arvo Pärt, Philip Glass, Iannis Xenakis, Lisa Gerrard, Autechre, Murcof.
- IL MISERABILE ALLE "INVASIONI" - LA 7
Venerdì 28, dalle 20.30 su La 7
Giuseppe Genna è ospite di Daria Bignardi a Le Invasioni Barbariche, partecipante di un dibattito a più voci su crisi e recupero del ruolo maschile nella società contemporanea [poiché è accaduto che la partecipazione alla trasmissione sia slittata più volte in precedenza, si darà avviso di eventuali modifiche di programma].
- IL MISERABILE IN ESPLORAZIONE PER VANITY FAIR - GERMANIA
Sabato 29, il Miserabile Scrittore si catapulta a Düsseldorf, in Germania, per redigere un reportage à la David Foster Wallace in un luogo che non è credibile in quanto non è di questo mondo. Il reportage vedrà la luce su Vanity Fairprossimamente.
Data la convulsa agenda, il dromofobico Miserabile si scusa con tutti coloro che sono interessati all'aggiornamento del suo sito, che rimarrà fermo per qualche giorno. Si scusa inoltre con i suoi corrispondenti elettronici, perché non sa se e quando avrà la possibilità di leggere le mail in questo fibrillante periodo.
Di Sergio Altieri, che da autore appare come Alan D. Altieri (qui il forum a lui dedicato), ho già espresso nei tempi passati la stima incondizionata e l'ammirazione che nutro per lui (si veda lo speciale pubblicato su Carmilla, che ad Altieri ha dedicato parecchi articoli, tra cui una memorabile recensione di Valerio Evangelisti). A ciò si è andato aggiungendo un affetto che giudico indissolubile ed è per questo che gioisco nel momento in cui, sabato scorso, vedo il settimanale della Stampa, tuttoLibri, dedicare a questa figura di intellettuale, scrittore (dopo L'eretico e La furia, ha appena chiuso con Il demone la monumentale, straordinaria Trilogia di Magdeburg sulla Guerra dei Trent'anni,) e operatore culturale un'intera pagina. Vorrei condividerla con voi, perché dall'intervista che Piero Soria ha fatto ad Altieri emerge a tutto tondo una persona che, al momento, mi pare significativa di un vasto agitarsi di acque nell'attuale letteratura italiana - acque che si agitano in preparazione di un'anomala onda.
Potete scaricare la pagina originale in formato pdf, cliccando al link qui in calce.
Una notazione: Altieri segnala titolo, e quindi soggetto, del mio nuovo libro, il romanzo di cui qui si sono aperte le porte dell'officina e che uscirà per Mondadori il 16 gennaio 2008 (a presto, copertina e quarta...). Di questo, e dell'augurio che mi fa, ringrazio Altieri.
[Ho ripetutamente affermato una sconfinata ammirazione per quanto i Subsonica stanno facendo, in questi anni, per la cosiddetta "società civile", per la ripresa dell'impegno e per la nuova letteratura italiana. Apprendo oggi dal Corriere della Sera (mentre bevo il cappuccino informativo) che nel nuovo album dei Subsonica, L'ECLISSI, un pezzo è dedicato a Roberto Saviano e Gomorra, mentre un secondo è ispirato a un libro del sottoscritto (si intitola Canenero ed è ispirata a un episodio del Dies Irae). I Subsonica producono anche nuove band e nuovi talenti, attraverso CasaSonica, che ha realizzato la colonna sonora di Manituana di Wu Ming. In proprio, pubblicano: Boosta è autore di uno splendido romanzo tarantiniano, Un'ora e mezza, che ho recensito qui.
Vorrei pubblicamente ringraziare i Subsonica, invitando i Miserabili Lettori a visitare in profondità il loro sito ufficiale e a considerare che ciò che questo gruppo sta facendo è la letteratura.
Riproduco il trafiletto del Corriere della Sera. gg]
dal Corriere della Sera, 20/11/07
MILANO — Un omaggio a Roberto Saviano e una canzone sugli abusi sessuali sui minori ispirata da un romanzo di Giuseppe Genna. C'è tanto della nuova letteratura italiana nelle canzoni di «L'eclissi», ultimo album dei Subsonica che esce venerdì.
«Dopo gli Anni 90 i musicisti hanno rinunciato alla sfida di confrontarsi con l'esterno. Il vuoto lo hanno riempito gli scrittori», spiega Max Casacci, chitarrista e mente della band torinese.
«Saviano ha fatto sentire una realtà della camorra vicina anche a chi geograficamente è lontano», aggiunge Samuel Romano, il cantante.
Il titolo del cd?
«Una metafora sul nostro tempo che fatica a percepire il futuro», dice Casacci.
Musicalmente c'è un ritorno all'elettronica: «Per la prima volta la usiamo in funzione narrativa», conclude il tastierista Boosta. ( a. laf.)
Segnalo due interventi, a mia detta fondamentali e definitivi, sulla deriva fascista e razzista che l'Italia ha preso con forza, portando in superficie il suo genoma ormai corrotto dalla mutazione antropologica prevista tempi addietro da molti intellettuali - genoma che, secondo altri è invece connaturato a ciò che sarebbe il supposto popolo italiano. A tale proposito, mi sembra di poter dire che finalmente, oltre che l'Italia, soltanto ora sono fatti anche gli italiani: che sono questa cosa putrescente, dannosa, corrosiva, non autocosciente, nemica dell'empatia e amica di un determinato star bene per i cazzi propri, clericolaica all'insegna dell'abolizione effettiva della pietas tanto ossessivamente enunciata mediaticamente.
Pubblico l'incipit di due interventi. Il primo è di Valerio Evangelisti e fa da editoriale su Carmilla. L'altro intervento è del collettivo Wu Ming dall'ultimo speciale Giap(la pagina per iscriversi alla newsletter è qui). A questo intervento, se ne sono assommati altri due, firmati dal poeta e romanziere Lello Voce e dal giallista Nevio Galeati - trovate i tre pezzi riuniti in un unico intervento su Carmilla.
Chi pensasse che tutto ciò non ha a che vedere con la letteratura è, dal mio punto di vista, un vero italiano, e può vantarsene in giro per il mondo. [gg]
VALERIO EVANGELISTI: ROMANIA FA RIMA CON ETNIA?
L’identità dei rumeni è tale da rendere difficoltose le campagne d’odio razziste cui siamo ormai abituati. Sono di pelle bianca. Sono in maggioranza di fede cristiana (sia pure nelle variante greco-ortodossa). Parlano una lingua che discende in linea diretta dal latino. Fanno parte dell’Unione Europea.
Non si possono applicare loro, insomma, i consueti alibi che giustificano il razzismo dilagante in questa porcheria di paese: lo “scontro di civiltà”, la “lotta al terrorismo”, la differenza di culture, e via delirando. I rumeni si chiamano così proprio per l’impronta lasciata loro dall’annessione a Roma – ammesso che simili argomenti abbiano un senso. Anzi, quando l’impero romano era ormai scomparso, là se ne teneva vivo un brandello. Dico questo per prevenire le obiezioni delle canaglie fasciste, sempre pronte ad asservire la storia per giustificare i propri delitti. Non vi serve cercare Dna particolari. La Romania era ed è più latina di quanto non lo sia l’ipotetica “Padania”. Se siete fascisti, siatelo fino in fondo. Se siete “padani”, andate affanculo. Da bravi barbari, vi bevete l’acqua del dio fiume, con larve annesse. Prosit!
Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi - se non peggio, perché in quel caso non c'era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda.
Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall'elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d'Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva).
Per il momento è soltanto una segnalazione. Il sottoscritto e il regista Carlo Arturo Sigon stanno lavorando a un'installazione che verrà proposta, su grande schermo, durante un'importante celebrazione in teatro dedicata a Giacomo Leopardi e alle Operette Morali. L'installazione verterà invece su micropassi dalla Zibaldone e si intitolerà L'Uomo Temporale. Tra i passi citati, il più lungo è il seguente, che torce l'interpretazione abusata del Leopardi nichilista, verso un Leopardi ancora inindagato, quello che metabolizza fonti orientali e per il quale naufragare non è il Nulla e nemmeno questo mare lo è.
"Vita tranquilla delle bestie nelle foreste, paesi deserti e sconosciuti ec. dove il corso della loro vita non si compie meno interamente colle sue vicende, operazioni, morte, successione di generazioni ec. perchè nessun uomo ne sia spettatore o disturbatore nè sanno nulla de’ casi del mondo perchè quello che noi crediamo del mondo è solamente degli uomini".
[Zib., 55]
Nell'àmbito della mostra Ernst Jünger - La violenza è normale?, curata da Maurizio Guerri e Silvana Turzio (qui il comunicato stampa), si discuterà questa sera, 18 settembre, alle ore 21, presso l'ex chiesa di San Carpoforo (Piazza Formentini 10, Milano, in zona Brera - qui la mappa) di come "Raccontare il terrore". Ad affrontare l'ambiguo e non elementare tema, saranno chiamati Antonio Scurati (di cui sta per uscire il romanzo Una storia romantica, 570 pagine a 19 euro, da Bompiani), Igino Domanin (a inizio 2008 il suo romanzo d'esordio, Spiaggia Libera Marcello, presso Rizzoli), Daniele Giglioli (qui una splendida recensione di Emanuele Trevi all'altrettanto splendido saggio di Giglioli, All'ordine del giorno è il terrore, uscito per Bompiani Agone), oltre al sottoscritto. Si tratterà infatti di affrontare i motivi profondi e le modalità di narrazione legati al terrore ed, eventualmente, all'estetica della violenza. Per parte mia, anticipo che il mio intervento sarà di ordine teorico letterario e filosofico - non da scrittore puro, quindi.
Il programma degli incontri è assai ricco ed è consultabile qui.
I Miserabili Lettori che abitano o sono di passaggio a Milano sono invitati, anche se il tempo promette pioggia! Al termine dell'incontro è infatti possibile che, con un kalashnikov, i conferenzieri si massacrino a vicenda, in una definitiva, liberatoria e non ripetibile performance...
Da dieci anni l'ensamble (che in termini letterari definirei avantpop) Sentieri Selvaggi è una realtà imprescindibile della musica contemporanea, non soltanto italiana: pressoché innumerabili collaborazioni di altissimo livello, da Glass a Nyman, testimoniano di un'attività e di un accoglimento d'eccellenza a livello internazionale. Filippo Del Corno[a sinistra], tra i fondatori e i compositori di Sentieri Selvaggi, pubblica in cd, intitolato Hotel Occidental, una sintesi in sette memorabili pezzi (Dogma#6, La tigre nella bocca del diamante, Killing time, L'arte del funambolo, Hotel Occidental, L'uomo armato e Banda passante) della sua produzione eseguita da Sentieri Selvaggi, per la direzione di Carlo Boccadoro (RaiTrade, € 18.50). A parlare del disco ha compiuto una mossa fuori dalle regole: ha chiamato il sottoscritto, uno scrittore, non un critico musicale, non un esperto tecnico. La presentazione, a ingresso libero, avviene a Milano, al Teatro dell'Elfo (via Menotti 11 - qui la mappa), sabato 15, alle ore 20. Nel corso della presentazione, sarà proiettata una installazione composta dallo scrivente, con immagini tratte dalla Rete, testi da Kafka e Burroughs, e la colonna sonora del pezzo di Del Corno che dà il titolo al cd (successivamente, l'installazione sarà scaricabile da questo sito).
Alle 20.30, un aperitivo, e poi, alle 21, un'esecuzione dei Sentieri Selvaggi , diretto da Carlo Boccadoro, con musiche di Paolo Coggiola, di Francesco Antonioni, degli stessi Filippo Del Corno e Carlo Boccadoro, di Roberta Vacca e di Mauro Montalbetti.
I Miserabili Lettori di stanza o di passaggio a Milano sono invitati a intervenire!
E' da oggi in tutte le librerie Sappiano le mie parole di sangue, il quasiromanzo di Babsi Jones, la cui officina durante la stesura e le fasi di produzione editoriale è rimasta aperta allo sguardo di tutti i lettori che, da mesi, attendevano l'uscita di questo straordinario oggetto narrativo. Non è questa la sede in cui mi sento di dare giudizi articolati sul libro (non articolati, invece, sì: è indispensabile, è di una potenza che da anni non si riscontrava nella letteratura italiana, è fondamentale da un punto di vista estetico e ancor più politico): ce ne saranno almeno due, atte a questo (come dice Babsi nella sua newsletter, tenete d'occhio Vanity Fair; e poi Carmilla, ovviamente...). Questa è invece la sede per dire due cose. La prima: leggetelo. La seconda: Babsi Jones ha interpenetrato il suo quasiromanzo con un ulteriore capolavoro, un'autentica opera d'arte Web. L'ingresso è il sito www.slmpds.net. Da qui si diparte un labirinto estremo, sono centinaia e centinaia di pagine, in modalità html oppure scrapbook (le immagini di taccuino sono mappate con link). Sì, c'è la sinossi e tutto quanto fa sito ufficiale. E' un inganno. Provate l'esperienza. E' possibile vedere lo splendido booktrailer ufficiale del quasiromanzo, è possibile ascoltare la sconcertante audioteca con gli incredibili mp3 recitati dall'autrice stessa dal suo libro o a partire da Beckett, Celan e Duras mixati, Sartre e moltissimi altri, oltre a un'ipotetica colonna sonora del libro. Pervaso da una miriade di link, che rimandano a riflessioni, apparati, citazioni da Handke o da Koltés (due esempi tra centinaia...), questo sito esce dalle logiche di Rete e diventa la prima autentica opera d'arte on line, annunciata da altri tentativicollettivi di giungere a un simile risultato: entrando (esiste addirittura la possibilità di una navigazione random, da quanto è impressionante il numero di pagine messe in linea...), è impossibile uscirne, tante sono le suggestioni per immagini, suoni e parole, pensieri e scarti poetici. Sappiano le mie parole di sangue comincia già non essendo letteratura: accade qualcosa, accade una tragedia (l'ossessivo riferimento all'Amleto, con l'esplosione finale dell'Amletario è significativa), e questa tragedia è metabolizzata da una scrittrice, prima di finire su pagina; e, finita su pagina, questa esperienza deborda ben al di là del confine cartaceo di una confezione testuale. E' questo il senso profondo di una confessione iperbolica, di un'esperienza umana totale dell'umano stesso.
La proposta di Babsi Jones è scandalosa per chi vive l'esistente come esistente, e ne è pacificato o, peggio, ipocritamente e non radicalmente schifato. E' una proposta di totalità possibile, mai chiusa. Questa proposta richiede un'accettazione o un rifiuto: richiede cioè una risposta. Sappiano le mie parole di sangue è messo in vendita da Rizzoli, con copertina ammiccantemente fuorviante, a € 16,50.
Presentazione di un testo fondamentale, per più motivi, non soltanto quelli che ne hanno fatto un classico di area underground: Cyberpunk, edito nel 1990 per le cure (con prefazione necessaria e universale) di Raf Valvola Scelsi, e riedito oggi in nuovo formato dalle edizioni ShaKe, è una sorta di Hubble letterario e politico, un sistema dioramatico di profezie antagoniste che si sono realizzate puntualmente in 17 anni - e uno scarto di visione che annuncia ulteriori mutamenti sociali, culturali ed esistenziali, che premono dal futuro immediato.
Questa sera, al Festival dell'Unità (Palasharp - MM Lampugnano), alle ore 21, allo spazio Libreria, l'influenzato sottoscritto ne discuterà con il curatore Raf Valvola Scelsi.
I Miserabili Lettori di stanza o di passaggio a Milano sono invitati a intervenire!
Un invito per tutti i Miserabili Lettori di stanza o di passaggio a Milano: presso la Libreria del Festival dell'Unità, alle ore 21, una delle menti più dinamiche e profonde d'Italia, Alessandro Dal Lago, prestigioso filosofo e sociologo docente presso l'Università di Genova, presenterà con Alessandro Bertante e il sottoscritto il saggio filosofico-narrativo Apologia della barbarie di Igino Domanin, edito nella collana Agone, diretta da Antonio Scurati per Bompiani.
Siete tutti invitati a intervenire!
Di seguito, la recensione al saggio di Domanin, che ho già pubblicato su Carmillae che si discosta da ciò che dirò questa sera, in dialogo con Dal Lago e l'autore.
Ho avuto la fortuna di visionare il cosiddetto booktrailer ufficiale di Sappiano le mie parole di sangue, il romanzo capolavoro di Babsi Jones in uscita a settembre presso Rizzoli 24/7: non è un booktrailer, è un video d'arte, è emozionante, stracolmo di citazioni che vanno dall'underground al punk a certa pittura americana - insomma, è bellissimo. Nel frattempo, aspettando la sua messa on line, Babsi ha realizzato un homemade booktrailer - è intenso e sconcertante. La parola "io" è scritta col suo sangue. Eccolo:
The Normals sono una band in cui figura, voce dall'empito preciso e incisivo, Gabriele Ferraresi, giornalista a Cronaca Vera (!), che su Carmillaha pubblicato un intervento penetrante sull'immaginario di massa. Su YouTube, Ferraresi e gli altri membri del gruppo hanno postato il video di un'esibizione particolare: dal Pasto Nudo di Burroughs, passi memorabili a ritmo adeguato. "Teppisti adolescenti invadono le strade di tutte le nazioni al ritmo di rock and roll. Irrompono nel Louvre e scagliano acido in faccia a Monna Lisa. Aprono zoo, manicomi, prigioni, fanno scoppiare le condutture principali dell'acqua con martelli pneumatici, [...] mentre i turisti prendono d'assalto le frontiere... "
La letteratura dedicata all'inchiesta e alle notizie 'scomode' diventa un trend. Gli autori critici, pronti a lanciare frecciate contro il sistema, sono sempre più dei 'big' del giornalismo e della letteratura contemporanea, come Marco Travaglio, Beppe Grillo, Barbacetto, Beha. E a dimostrazione di questo il successo che ha riscosso il libro, irriverente verso la politica, "La casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. "Travaglio, Beppe Grillo, Barbacetto non sono solo autori critici che scrivono contro il sistema. Sono lavori che raccolgono notizie e le diffondono, rispondendo così a un bisogno fortemente sentito nella società civile, che vuole fatti, notizie vere", spiega Maurizio Donati, editor di Chiare Lettere, una giovanissima casa editrice nata dal progetto di Lorenzo Fazio, attuale direttore editoriale e dai altri soci: il gruppo editoriale Mauri Spagnol, Sandro Parenzo e Guido Roberto Vitale. "E' un progetto editoriale dedicato all'inchiesta e ai fatti di cronaca, finanza e politica, che hanno segnato l'Italia. Parte con due collane di libri: 'Reverse', per cui è appena uscito 'L'agenda rossa di Paolo Borsellino' di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, con introduzione di Marco Travaglio; e 'Principio attivo' che partirà a settembre. Ma non solo, Chiare Lettere dedica grande attenzione alla rete, con un blog avviato da maggio che rappresenterà anche uno strumento per promuovere, discutere e diffondere i temi affrontati nei libri."
Lo Scrittore che a settembre esce con un libro che è la reincarnazione impazzita di Petrolio ha cambiato sede: questo è il suo blog rinnovato, sotto titolo desunto da Celan, la versione 5.0 del suo taccuino. Ha rifatto tutto. Continua a combattere la sua guerra, che è la nostra. E ha aggiunto qualcosa d'imperdibile: potete sentirlo [11M] e leggerlo, se ancora non l'avete letto. Aggiornate i bookmark.
Questa sera corono un sogno. Non quello di andare in tv a sproloquiare di chissaché: già fatto, in anni grotteschi narrati nel Dies Irae. Piuttosto quello di essere stato invitato da Pietrangelo Buttafuoco a partecipare alla trasmissione Otto e Mezzo, uno dei tre programmi più degni della nazione, su La 7, stasera dalle 20.30 alle 21.30. In realtà, nemmeno questo è il sogno che viene coronato: è invece quello di potere avere un contraddittorio con Rocco Buttiglione, un desiderio che covavo da anni. Si parlerà di scuola e bullismo, partendo dal caso dell'insegnante sicula che ha comminato a un bulletto un'antica punizione, cioè quella di scrivere per cento volte "Sono un idiota". L'insegnante è andata a processo. La discussione a Otto e Mezzo non sarà patafisica.
Ringrazio chi vorrà sostenermi a distanza, avvertendolo che osserverà il sottoscritto nella sua forma meno fotogenica e performativa, ché non sono un soggetto televisivo ideale...
Due volte vergogna sul sistema scolastico e universitario inglese. Prima accade quanto descritto nella mail che qui sotto è riportata. Più raffinata e meno nota in Italia, invece, la scelleratezza accademica che potete leggere qui, sulle pagine del World Jewish Congress.
Invito chiunque a partecipare alla catena di mail, inviando ad amici e conoscenti il testo che riproduco qui di seguito:
In molte scuole di Inghilterra, la menzione dell’Olocausto è stata rimossa con la scusa che essa “insulta” la popolazione musulmana, che insiste che la catastrofe non sia mai accaduta.
Questa è un’anticipazione minacciosa dell’orrore che si sta avendo nel mondo, e una prova terrificante della facilità con cui le nazioni stanno cedendo di fronte ad essa. Sono passati più di sessanta anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Questa e-mail è stata mandata come mezzo per creare una catena della memoria, il ricordo di sei milioni di ebrei, venti milioni di russi, dieci milioni di cristiani, e 1.900 sacerdoti cattolici che sono stati ammazzati, torturati, violentati, bruciati, affamati a morte e disumanizzati da quelli che cercavano una via alternativa!
Ora, più che mai, co