Il Sistema Politico Sergio Baracco

giu 15

Il Sistema Politico Sergio Baracco

Molti dei lettori di questo sito sono giovani, o disattenti, o giustamente disinteressati al recente passato, oppure talmenti boccheggianti nell’orrore dell’epoca da non volerne sapere di orrori che hanno preceduto questo tempo. Eppure inimmaginabili OGM umani e spettri fatti di etere e sparati da tubi catodici prepararono, non più di trent’anni fa, l’attuale disastro sociale e tutto italico.
Prescindiamo dai ricordi… Continua

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Il Miserabile legge il Miserabile

set 08

Il Miserabile legge il Miserabile

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Canenero dei Subsonica (ispirata al Dies Irae) vince il premio Amnesty!

apr 10

Canenero dei Subsonica (ispirata al Dies Irae) vince il premio Amnesty!

eclissi_diesirae.jpgPuò uno scrittore essere felice? Restringo il campo: posso io in quanto scrittore essere felice? Difficilmente. Ma oggi sono felicissimo. Il prestigiosissimo Premio Amnesty Italia 2008 è stato assegnato al brano Canenero dei Subsonica, dall’eccezionale album L’Eclissi. Canenero nasce da una suggestione che il gruppo torinese ha mutuato da Dies Irae: questa disseminazione, questo dialogo prima silenzioso… Continua

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Il romanzo Hitler sul “Corriere Adriatico”

mar 05

Il romanzo Hitler sul “Corriere Adriatico”

hitlercovermedia.jpgDevo ringraziare il Corriere Adriatico e in particolare Alessandro Moscè per l’attenzione e lo spazio, oltre che la capacità di acuta analisi, dimostrati nei confronti del romanzo Hitler. Moscè è un critico noto, con alle spalle un’importante serie di saggi e introduzioni (per esempio, quella alle poesie di Alberto Bevilacqua). Mi risulta fondamentale lo spazio che la

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Con Hitler, insorge postumo e attuale il Dies Irae

mar 03

Con Hitler, insorge postumo e attuale il Dies Irae

diesirae_hitler_genna.jpgCosa sta succedendo? Sia sul piano privato sia sul piano pubblico sta accadendo che, al pari delle acque smosse dal romanzo Hitler (Mondadori), sta salendo a galla il Dies Irae (Rizzoli), il mio libro che precedeva quest’ultimo: soggetto, stile, argomento, piani strutturali clamorosamente differenti dal romanzo Hitler. Mi arrivano e-mail a iosa sul Dies Irae, lettori si lanciano in paralleli… Continua

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Intervista al Miserabile sul Dies Irae et alia

feb 01

Intervista al Miserabile sul Dies Irae et alia

Genna3.jpg[L'intervista che segue doveva essere pubblicata sulla rivista fernandel, ma è risultata troppo lunga e resistente ai tagli. L'intervistatore non ne ha colpa: sono io che ho esagerato, a fronte di domande che mi parevano decisive. L'intervista è quindi stata pubblicata sul bellissimo sito ilCritico.com, a cui caldamente consiglio una visita approfondita. A distanza di quasi un anno dall'uscita del Dies Irae, che è ormai quasi irreperibile, se non nei bookshop in Rete, mi interessa molto proporre riflessioni da accostare al lavoro che sto effettuando sul nuovo libro, il romanzo, circa il quale allestisco un'officina teorica che avrà prestissimo uno dei suoi culmini, richiamando i maestri Szondi e Benjamin, che mi forniscono elementi di conforto rispetto alla composizione e allo stile che sto adottando. Il Dies Irae è l'esatto opposto retorico del romanzo, il quale non avrà peraltro bisogno delle "cesoie" invocate da certi critici che, trascorso un anno dalla pubblicazione del DI, si può dire con pacifica serenità che non hanno compreso un'acca del tomo, delle intenzioni e dei punti in cui gli esiti hanno tradito le intenzioni, costituendo un fallimento letterario ricercato con pervicacia, attraverso l'adozione di un'installazione linguistica leopardiana su una struttura hugoliana. Di ciò, varrà la pena di discorrere in futuro: l'autointerpretazione mi sembra un giusto contraltare all'officina teorica che invece anticipa la stesura del romanzo. Scusandomi per la lunga premessa, ecco l'intervista sul Dies Irae e molto altro. gg]

DIES IRAE: INTERVISTA A GIUSEPPE GENNA
di Gianluca Mercadante
gencover.jpgEsiste una zona della letteratura, italiana ed estera, che racconta una storia differente da quella che conosciamo. Una storia dai contorni familiari, forse, ma dai contenuti obliqui, distorti, o per meglio dire chiariti, resi vitrei – e perciò potenzialmente pericolosi – dall’occhio dell’autore. Siccome un libro si perpetua poi grazie a un altro sguardo, uno sguardo moltiplicato – quello dei lettori –, vale allora la pena arginare il rischio e, democraticamente, lasciare che certe cose escano, ma solo in forma di finzione. In modo che si possa, democraticamente, dubitarne.
Dies Irae di Giuseppe Genna (Rizzoli) viaggia su queste frequenze. Racconta un’Italia il cui cordone ombelicale parte dal fondo di un pozzo artesiano dove ha perso la vita un bambino, anni fa, e l’evento fu seguito per ore, a reti unificate (le uniche due reti allora in fun-zione), da tutto il Paese. Quali germi ha piantato, fatto germogliare e coltivato nel tempo un evento simile? Genna risponde al quesito con un libro di 760 pagine, magmatico, pieno di trame e controtrame, sottintesi e grida a squarciagola. Un libro positivamente impegnativo, che qualche critico afferma sarebbe stato preferibile sfogliare nel salotto di casa con un paio di cesoie alla mano.
Ci sarà un motivo?…… Continua

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Dies Irae, l’infinita recensione: su Quaderni d’altri tempi

dic 05

Dies Irae, l’infinita recensione: su Quaderni d’altri tempi

[Su Quaderni d'Altri Tempi - Culture e Fantascienza di Massa, a mia detta, e non solo mia, una degli e-zine di maggiore qualità della sfera letteraria in Rete, Adolfo Fattori recensisce il Dies Irae con una competenza e completezza di riferimenti che mi lascia stordito: gli autori che cita, ravvisandone tracce nel romanzo, sono còlti con precisione geometrica. Non posso che ringraziare! g.g.]
Più di vent’anni di storia d’Italia – quelli dall’estate del 1981 ad oggi (con una testa di ponte immaginaria nel futuro) – riletti sulla base di una ipotesi paranoide quanto seducente e illuminante: la tragedia di Vermicino come occasione di distrazione dall’esplodere dello scandalo della Loggia P2 e dagli inizi – ancora sotterranei – del potere di Berlusconi. La nascita, insomma, di una nuova configurazione del sistema di potere, che a partire dalla rivoluzione elettronica e televisiva riorganizza i rapporti interni ai poteri forti. Il tutto in una cornice fra il fantascientifico e l’horror che si svolge sull’asse Milano/Berlino, per passare per Marte, la zona degli asteroidi e l’Aldilà e spingersi nel futuro.… Continua

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Mancassola: Rileggendo il Dies Irae

ott 02

Mancassola: Rileggendo il Dies Irae

di MARCO MANCASSOLA[dal sito ufficiale di Marco Mancassola] 600.jpgHo letto il Dies Irae di Giuseppe Genna due volte di fila, nel corso dell’estate, ed era una cosa che non facevo da anni. Praticamente da quando ero ragazzino. Negli ultimi tempi mi era successo solo con racconti audiovisivi (Mulholland Drive, oggetto di visioni ripetute e ravvicinate -come del resto si preannuncia il nuovo Lynch, Inland Empire, per adesso visto appena una volta al Festival di Venezia). Rivedere non tanto con l’obiettivo di vedere ancora, né con l’improbabile obiettivo di capire meglio, ma semplicemente per assorbire il rimanente. Ci sono storie, sempre più rare, che possono essere ingerite più volte, e ancora riescono a offrire nutrimento. Lo possono fare perché sono dense, immensamente ricche, misteriose, hanno superfici mille volte intarsiate, e nascondono al loro interno sacche energetiche impreviste, invisibili, che nessuno può assorbire in una volta e che forse nessuno, addirittura, potrà mai assorbire del tutto. Si tratta di opere non assorbibili, opere condannate a solitudine e grandezza, perché non saranno mai del tutto capite, mai del tutto decomposte ai loro elementi fondamentali, né del tutto assorbite dal flusso della comunicazione contemporanea. Opere che staranno per sempre fuori dalle banalizzazioni, dalle commercializzazioni, dall’impero della chiacchiera, dalle schedine del club del libro, opere che saranno messe sul mercato ma resteranno aliene al mercato, aliene al flusso, calcoli durissimi nei reni del mondo. Opere che non si lasciano nemmeno riassumere, non esauribili e per questo infinite. Pozzi artesiani dotati di mille strati, nessuno dei quali è l’ultimo. Il Dies Irae è un’opera del genere.… Continua

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Dies irae su Brik/Libri: “Un Gilgamesh nazionale”

set 20

Dies irae su Brik/Libri: “Un Gilgamesh nazionale”

coverbig.jpgdi GIUSEPPE PETRALIA
[da Brik-Libri]

Giuseppe Genna – imprevedibile ed eclettico autore che divide la sua esistenza tra studi e pratiche di intelligence, esperienze al limite del soprannaturale, pubblicazioni di stranissimi thriller che hanno conquistato molti Paesi, come gli Stati Uniti – ci conduce in un maelstrom impressionante, che dal 1981 arriva a oggi, allestendo una saga corale, una specie di epica contemporanea in cui nessun personaggio è un eroe omerico, ma ha qualcosa da dire e molto da soffrire.… Continua

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DIES IRAE e Vittorio Sereni

ago 27

DIES IRAE e Vittorio Sereni

genna_sereni.jpgNon mi capita mai o, se è capitato, è capitato all’estero. Il pezzo che segue, un’analisi critica a opera di Luca Fiorentini (pubblicata su ORE PICCOLE) sulla scorta dell’impostazione mengaldiana, entra nel cuore di una distorsione ritmica e lessicale che, in un passo del Dies Irae, ho praticato su Amsterdam, da Gli strumenti umani di Vittorio Sereni. Non è che la letteratura sia un cruciverba e vada letta esclusivamente così. Certo è che non è possibile che la critica non intercetti operazioni di questo tipo, che sono intenzionali per l’autore, nonostante non siano previste al momento in cui il testo si crea.
L’articolo di Luca Fiorentini mi fornisce ossigeno, esattamente come proprio ad Amsterdam, nel corso di un’intervista per la presentazione dell’edizione olandese del Drago, me lo fornì un giornalista che mi chiedeva perché, a pagina 25 di un apparente thriller, io distorcevo High windows di Philip Larkin e domandava a me e a se stesso se davvero ci trovassimo di fronte a un thriller.
Ecco la puntale analisi di Fiorentini, che coglie appieno le mie intenzioni, partorite nel momento in cui scrivevo quel passo.… Continua

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