“Assalto” in ebook grazie a minimum fax
mar 16
gen 31
“Assalto a un tempo devastato e vile”, nella sua attuale forma (la cosiddetta “versione 3.0″) è il libro che più mi ha coinvolto in un confronto a due. Si tratta di editing? Io credo si tratti soprattutto di un dialogo tra scrittori: me e Christian Raimo, mio editor nell’occasione e mio amico. Pubblico qui una delle tracce scritte di questo confronto. Continua
Continuaott 22
E’ la terza volta che prendo in mano questo libro cult di Giuseppe Genna. La prima volta (nell’edizione PeQuod del 2001) l’ho soltanto sfogliato in una libreria (ben fornita) di Pisa; la seconda volta (nell’edizione Oscar Mondadori 2002) l’ho letto con molta attenzione; la terza volta, questa (edizione Minimum Fax 2010) ho preferito concentrarmi su alcuni punti dell’opera che mi sono sembrati i più significativi, i più discutibili (in senso positivo, s’intende).
Dal punto di vista strutturale, Assalto a un tempo devastato e vile è una raccolta di racconti autobiografici che, se da un lato affondano nel passato personale, privato dell’autore, dall’altro sono spaccati di vicende storico-politiche relative all’Italia intere e al suo tempo più “vile” che “devastato”. La prima versione del libro arriva a Ciò che resta (circa p. 154 dell’attuale edizione). La seconda termina con Questo è il martirio del Santo Me (circa p. 171 della Versione 3.0). Alla terza edizione sono state aggiunte molte pagine (da p. 172 a p. 323 facendo raddoppiare il testo di volume e di spessore). L’autore, oltretutto, aggiunge nella sua premessa iniziale al libro che si tratta di una versione non definitiva… Un libro non-finito, in-finito, in-de-finito e in-de-finibile, dunque.… Continua
mag 11
di DAVID FRATI
[da Mangialibri]
Uno spettro si aggira nelle periferie urbane, negli “hinterland fumigosi”, nei bar: è l’astio da cane rabbioso di una popolazione che l’edonismo e il consumismo hanno ormai mutato nel profondo, spazzando via la rassegnazione e la cultura del lavoro delle sue origini contadine e non lasciando nulla in cambio. … Continua
apr 26
di ENZO BARANELLI
[da Cabaret Bisanzio]
“L’inizio vibratile, che scuote le vele di immagini. Svanisce tutto nella presenza”.
Un libro che si autodefinisce come incompiuto. Primo e ultimo. Genna, dopo “Italia De Profundis”, si addentra nella sua opera fondamentale e fondante, per la sua scrittura e per la sua persona. Racconto, memoria, citazione, sbavatura barocca sopra il germe di una filosofia ansiogena (“Viviamo l’Epoca del Trauma”): Assalto è un testo ricco di sfumature, di odori rancidi, di profumi speziati, di sudore e morchia, dissertazione sul lavoro che mi consuma e mi riduce schiavo ogni giorno, ogni ora, legato a una rete che analizza i bisogni. Come disse Baudrillard: “Il consumatore è un lavoratore che non sa di lavorare”.… Continua
apr 21
La bravissima Silvia Bombino, di Vanity Fair, segnala Assalto e mi contatta per farmi un’intervista che giudico molto disinibita: sono domande che, normalmente, dovrebbero imbarazzare, se non ci si pone da scrittori esteti. A seguire: una citazione dall’intervista e, sotto, i due link ai file pdf.
[...] Molti racconti, dalla periferia di Milano al
Continuaapr 20
L’ASSALTO DI GENNA, UNO ZIBALDONE ANNI NOVANTA
di Barbara Caputo
da Il Mattino
… Contiene e rappresenta più cose, questo Assalto, libro che, come dichiarato dallo stesso autore, “si offre all’interpretazione: si tratta di un assalto a un tempo devastato e vile o un assalto caratterizzato dall’essere devastato e vile”?
• LA
Continuaapr 14
Angelo di Mambro, per la testata free-press DNews mi ha fatto una bellissima intervista, a proposito dell’uscita della versione 3.0 di Assalto a un tempo devastato e vile [sulla cui bellissima presentazione milanese pubblicherò nei prossimi giorni alcuni materiali].
Qui sotto, l’immagine cliccabile per potere leggere il file.
apr 12
[Durante la presentazione di Assalto a un tempo devatato e vile. versione 3.0 a Libri Come, domenica 28 marzo a Roma, Tommaso Pincio è intervenuto all’incontro leggendo questo “Omaggio a Giuseppe Genna”, in cui racconta il suo rapporto con il libro e con l’autore. Trattasi di un futuro autore minimum fax che parla di un autore minimum fax; pubblicarlo in questa sede potrebbe apparire una scelta alquanto egocentrica, ma il testo è bello a prescindere, e forse queste parole Pincio le ha scritte soprattutto per chi Giuseppe Genna non lo conosce e non l’ha mai letto, e dunque concentriamoci sugli scrittori. Buona lettura e buon inizio di settimana.]
È da diverso tempo ormai che Giuseppe Genna perturba le nostre lettere. In rete e sulla carta stampata. E dico perturba non perché sia per vocazione un agitatore. È il suo semplice esistere che scuote.