The Guardian, 3.7.2004
THE ITALIAN MOB
Il regista e scrittore Chris Petit, autore di The Human Pool, è esaltato da Nel nome di Ishmael, la cospirazione europea di Giuseppe Genna, che paragona a un incrocio tra Dennis Wheatley e ‘La dolce vita’.
di Chris Petit
Spider’s Web di Alan Friedman, un libro inchiesta sull’entusiasmo di Londra Washington e Roma nell’armare Saddam Hussein durante gli Ottanta, inizia proprio a Roma, in piena deferenza al primato dell’Italia in fatto di cospirazioni. Per le stesse ragioni, Nel nome di Ishmael, thriller politico picchettato di eventi storici, definisce l’Italia come la nazione della cospirazione, precisando: “Gli Stati Uniti della Pubblicità sono dilettanti quando si parla di cospirazioni. Gli Italiani hanno una storia. Disporre di una storia significa disporre di cospirazioni”.
La cospirazione tratteggiata da Genna è un affaire compulsivo, perfino voluttuoso, che corre in parallelo a quelli esplorati nel cinema da Francesco Rosi, come Cadaveri eccellenti o il caso storico de Il caso Mattei. Mattei, a capo della compagnia petrolifera di Stato, l’Agip, e grande oppositore del cartello delle multinazionali, descritto ai tempi dal Time come l’italiano più potente dai tempi dell’imperatore Augusto, morì in un incidente aereo nel 1962. La sua morte gioca un ruolo centrale nel romanzo di Genna.
Nel nome di Ishmael è un thriller sofisticato e cinematografico, proprio alla maniera di Rosi, che con agilità incrocia due indagini a Milano, a distanza di quarant’anni, incentrate sul sacrificio rituale di bambini, omicidi politici, un network sadomaso e una setta di killer professionisti – tutti connessi a “un potere occulto e tentacolare”, un’organizzazione religiosa segreta guidata dal misterioso e invisibile Ishmael.… Continua
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