Videointervista senza rete al Miserabile
set 02
gen 05
di Flavio Santi
[Pubblicato su Gli Altri del 6 dicembre 2009 e su Nazione Indiana il 31 dicembre 2009]
Senza timore di smentita pensiamo di essere stati i primi pubblicamente (sul sito di pordenonelegge.it e su rivista) ad avere preso sul serio Giuseppe Genna quando molti facevano spallucce di fronte ai suoi pseudothriller, incapaci di vedere le orbite di senso che via via si inanellavano come implacabili segnaletiche dei nostri tempi “devastati e vili”, per citare un altro suo titolo di imminente riedizione. Adesso, com’è giusto, Genna è uno scrittore a 360°, di punta, ma non dimentichiamoci che fino a qualche anno fa la maggior parte di coloro che ora fanno carole festanti intorno a lui non esitava a bollarlo riduttivamente come scrittore di genere. Ma questo è il solito malcostume italiano: vizi privati e pubbliche virtù. Memoria cortissima, e doppie verità a go go. Da questo punto di vista scrittori e critici non sono certo meglio dei tanto biasimati politici: sono semplicemente una fetta della grande torta avariata che è l’Italia.… Continua
Continuanov 25
• Ascolta l’intervista di RadioAlt a Giuseppe Genna
Guido Lopez indaga. All’Idroscalo viene rinvenuta la testa di una ragazza, e le feste natalizie sognate, accarezzate, agognate dall’ispettore, improvvisamente non esistono più. Eppure già Scerbanenco ci aveva avvisati, molto tempo fa: i milanesi ammazzano al sabato. Ma nel libro di Genna c’è anche una… Continua
nov 17
mercoledì 18 novembre,
ore 18.30
per la rassegna Sguardi – Suggestioni letterarie all’Informagiovani di Milano
via Dogana 2, Milano
LE TESTE – Il ritorno di Lopez
Alessandro Bertante presenta e colloquia con Giuseppe Genna
che sarebbe il Miserabile autore del tomo.
Intervenite numerose/i!!!
Maggiori informazioni e grottesche foto… Continua
Continuaott 06
Quando si definisce “pseudothriller” un libro, lo si può fare solamente a partire da una tradizione – altrimenti si è, a mio parere, unicamente offensivi nei confronti di un nobile genere. Qualunque spostamento di cosiddetto “genere” (un’entità abusata dalla critica, nella quale non ho mai creduto) ha la funzione di porre domande. Ciò accade in molti testi, da Poe a Lovecraft, i quali dimostrano non la paternità, bensì l’inesistenza stessa del “genere”. E’ affidandomi a questa tradizione, dunque, che utilizzo il termine “pseudothriller” e alla medesima tradizione ho attinto scrivendone uno.
Un esempio: si legge così ne Le teste e, in gran parte e soprattutto, ne L’ambulante di Peter Handke:
Di regola, a questo punto della storia gialla la persona in questione si sta disponendo a compiere un’ulteriore indagine o un altro interrogatorio. Ha già scoperto qualcosa che limita il novero delle possibilità, e sta per giungere a un risultato che potrebbe limitarlo ulteriormente. Ora, per sventare la minaccia che l’atto delittuoso possa essere indicato come atto da lui compiuto, l’assassino, che lo voglia o meno, deve nuovamente agire.… Continua
Continuaset 29
Sul bellissimo 02blog.it, il critico e scrittore Gabriele Ferraresi (autore de Il testimone) mi aveva già convocato a rispondere a profonde domande su Italia de Profundis. Mi ha fatto l’onore di convocarmi nuovamente a proposito de Le teste. Ecco il testo dell’intervista.
Intervista: Genna e Lopez tornano nella Milano de “Le Teste”
di GABRIELE FERRARESI
[da 02blog.it]
Giuseppe Genna è uno scrittore milanese, l’avevamo intervistato l’anno scorso per Italia de Profundis, straziante requiem per il Paese che abbiamo disimparato ad amare. Ora torniamo a incontrarlo, lui, che è partito da Calvairate – avrete presente piazza Martini, piazza Insubria, il micidiale piazzale Cuoco con i suoi tristissimi circhi – ed è arrivato in molti paesi d’Europa e non solo, grazie alle traduzioni dei suoi pseudothriller.
Protagonista dei quali, è l’ispettore Lopez: uno che si muove tra corso Monforte – la Questura – e le zone peggiori della nostra metropoli. Nel nuovo – ultimo? – capitolo, Le Teste, edito da Mondadori, tutto parte da una testa mozzata all’Idroscalo. Abbiamo colto l’occasione al volo per fare quattro chiacchiere con il buon Genna a tema Milano, noir, e complotti (narrativi e non). Buona lettura…
Dopo Hitler, che è un unicum nella tua “produzione” e Italia de Profundis, torni al thriller e a Lopez. E ritorni sempre a far muovere i tuoi personaggi in una Milano lunare. Avevi voglia tu di far risorgere Lopez o sono stati i lettori – in parecchi si erano affezionati a quel filone partito con Catrame… – o che so, direttamente Mondadori, a voler far ripartire la saga?
Il libro ha una lunga gestazione. La prima stesura risale a prima di Nel nome di Ishmael, che gli è debitore a un certo livello (l’idea di una lotta di intelligence attraverso simboli spirituali – il che, a tutti gli effetti, accade realmente). Il thriller per me non è tale, ma lo dico stando attento a declinare con precisione affermazioni simili: io intendo affermare che non esiste la teoria dei generi in letteratura, al di fuori di una considerazione che metta in relazione gli unici generi che ho esperito da quando ho avuto il bene della ragione, e cioè prosa e poesia (e anche su questa distinzione nutro perplessità). All’interno della prosa nasce il romanzo, che per me è narrazione fantastica, il che non significa che non abbia profonde relazioni conoscitive con la realtà. A cosa mi serve una narrazione fantastica che mette in scena uno che indaga? Letteralmente a questo: a mettere in scena uno che indaga. Se sta indagando, non sa – è ovvio. La bidimensionalità apparente di Lopez non coglie nulla di emotivo in me: Lopez è un personaggio. Di quale tipo, giudicherà il lettore. Non sapendo se avrei continuato la saga di Lopez, quest’occhio testimoniale che si muove di fallimento in fallimento, ho deciso di depositare quello che per ora ne è l’ultimo capitolo presso l’editore che ha pubblicato tutti i libri in cui Lopez spettralmente si aggira.… Continua
set 24
La decapitazione è un atto che ha assunto plurime stratificazioni culturali, di ordine simbolico. Resta il fatto che essa è, e letteralmente, decapitazione. E l’accadimento avviene a livelli ugualmente plurimi – per esempio, implicitamente politici. Come nel caso delle “morti bianche”. Proprio questo è uno dei piani che, nel libro Le teste, risultano impliciti o espliciti, a seconda dello sguardo che legge (già nel racconto La morte vuota avevo tentato un avvicinamento narrativo alla questione, per me centrale).
Quest’atto tragico si verifica continuamente nella storia umana. Per esempio, ieri, in Italia. Ecco la terribile notizia, la quale comporta anch’essa una lettura di tanti impliciti, in primis che cosa sia oggi il lavoro umano.… Continua
set 23
Anzitutto, un’informazione di servizio. Il prezzo al dettaglio de Le teste è in libreria 16.20 €, mentre on line continua a risultare di 18 €.
Pubblico qui di seguito un passo dal libro, per evidenziare certe retoriche di inserto che mi interessano. Segnalo che, circa le retoriche legate agli inserti, Le teste tenta di risultare un lavoro che opera cercando di chiudere una questione aperta tra me e la mia scrittura (e, dunque: si prescinde, come mi pare naturale, dagli esiti eventualmente artistici della strutturazione del testo).
In tale brano, si tratta del bennoto mio amore per la lingua e la sintassi polacca, che come si sa pratico da moltissimo tempo. La situazione: Guido Lopez deve urgentemente recarsi a Bologna, provenendo dai lidi ravennati. Sono assolutamente debitore a un prezioso amico scrittore per l’informazione circa il cimitero polacco alle porte del capoluogo emiliano.
Ecco. il passo in questione.… Continua
set 22
• Il Corriere della Sera su Le teste
Al per me insostenibile prezzo di 18€, è da oggi disponibile in libreria, per i tipi Mondadori della collana Strade Blu, il libro Le teste, a firma del sottoscritto. Sulla portata del prezzo, due righe: non dipende dall’autore questa decisione, che mi pare irrispettosa nei confronti dei lettori, i quali non stanno acquistando, che so?, 1024 pagine rilegate di Antonio… Continua
Continuaset 21
• Il Corriere della Sera su Le teste [pdf]
Incontri – L’autocritica dell’autore mentre arriva in libreria il thriller «Le teste», quasi un congedo
«Caro ispettore Lopez, ti odio»
Genna è stanco del suo eroe: non conclude niente, non ha profondità
di RANIERI POLESE
[dal Corriere della Sera