Certi processi di enfiamento dello io
mag 09
gen 17
Il grande inattuale è più attuale che mai, ma la contemporaneità filosofica non sembra cogliere colui che coglie la contemporaneità. Maurizio Ferraris discute del rapporto tra Nietzsche e la dimensione politica, con un approccio sintomatico del fallimento stesso di una simile ermeneutica. L’invito è quello di tornare a pensare su altre basi il discrimine storico e metafisico imposto dalle profezie del filosofo de “La volontà di potenza”. Continua
Continuagen 10
Una formidabile lettura del romanzo come genere che sussume su di sé l’eredità di un’ambizione antica, quella di rappresentare “il libro della vita”, addivenendo alternativa a scrittura religiosa, scientifica e anche poetica. Una prospettiva “forte” di lettura teorica degli ultimi due secoli di antropologia culturale e letteraria: “Teoria del romanzo” di Guido Mazzoni è una tappa fondamentale di questo tempo che tenderebbe ad abolire, oltre al canone, le configurazioni interpretative che se ne possono trarre. Ripubblico l’intervista che Mazzoni ha rilasciato a Quattrocentoquattro File Not Found. Continua
Continuadic 10
L’autore de “Gli indifferenti” sul capolavoro di Michelangelo Antonioni: “E’ fuori dubbio, ad ogni modo, che il film adombra il conflitto ben noto tra i freudiani istinto di vita e istinto di morte. Eros e Tanatos e (forse più esattamente) tra concezione ludica e concezione utilitaria della vita. Guardata in questa prospettiva, la vicenda di Zabriskie Point si organizza e si articola in maniera coerente, senza più alcuna sproporzione ed esilità…” Continua
Continuadic 06
Il grande esoterista del XX secolo mette in guardia dai pericoli di ogni dottrina (che per lui nemmeno è tale) che si appoggi sullo spiritismo: “Quando parliamo di devastazioni e di vittime, non si tratta affatto di semplici metafore; le cose di questo genere, e lo spiritismo più di tutte le altre, hanno come risultato di squilibrare e rovinare in modo irrimediabile una quantità di sventurati che, se non le avessero incontrate sulla loro strada, avrebbero potuto continuare a condurre una vita normale”… Continua
Continuanov 20
“‘“Il segreto dell’umana vita consiste nel conoscere se stessi.’ È questa senz’altro la T-shirt più sovversiva sbandierata nel corso dei secoli dagli umanisti, è l’autoadesivo più eclatante affisso sulle loro neuro-automobili. Il pensiero individualista è il peccato originale delle bibbie giudeo-cristiano-islamiche. Sabota i tentativi delle autorità di mettere ordine nel Caos…” Continua
Continuanov 08
“Con questo libro ho tentato di porre un problema diverso: scoprire il sistema di pensiero, la forma di razionalità che, dalla fine del diciottesimo secolo, sottostà all’idea che la prigione è, in definitiva, lo strumento migliore, uno dei più efficaci e dei più razionali per punire le infrazioni in una società…” Continua
Continuanov 05
“Il tema di Proust e di Benjamin è davvero lo stesso? La loro ricerca del tempo perduto è una conseguenza di una medesima intenzione? O la loro vicinanza è soltanto una parvenza, che è necessario mettere in luce, perché essa potrebbe impedire allo sguardo di vedere come le intenzioni delle due opere non solo non siano affini, ma siano invece diametralmente opposte?” Il grande critico tedesco sui due campioni novecenteschi che hanno squadernato e devastato le convenzioni preposte all’idea stessa di storia… Continua
Continuaset 24
“I situazionisti partono da una critica dell’arte moderna, ma fatta da un punto di vista avanguardista: è a partire dalle conclusioni dell’arte moderna che essi elaborano il proprio progetto. Considerare, come fanno, l’arte moderna come l’esperienza storica del linguaggio poetico che si autodistrugge in quanto mezzo d’espressione e di comunicazione non è vero che dal punto di vista dell’arte moderna…” Continua
Continuaago 31
“La fine dell’oscenità: Se si volesse costruire una tipologia, o una casistica, dei processi intentati ai romanzi nei vari tempi e paesi, si finirebbe inevitabilmente con il disperderci in mille eccezioni; tra due romanzi a cui si attribuisca, in uno stesso periodo, un pari grado di «nocività», è solo il concorso delle circostanze a decidere perché uno viene processato e l’altro no, o perché uno viene condannato e l’altro assolto….” Continua
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