Ancora su Achab

achab3.jpgContinuo la meditazione sul progetto quadriennale di iper-romanzo. Rilevo da un sito: “La Bibbia narra per l’appunto di costui come uno dei re che più degli altri fece infuriare Dio, come non era mai successo sino al suo avvento sul trono d’Israele. Infatti Achab, sposando la moglie Gezabele, fu persuaso a peccare d’idolatria adorando il Dio Baal (dio dell’acqua) e facendo convertire ad esso tutto il popolo d’Israele.”.
La domanda è: cos’è l’acqua?
Più specificamente: cos’è l’acqua sub specie universalis? Poiché dell’universale m’interessa. L’acqua è il liquido psichico, secondo la tradizione orfica: acqua psichica che regge un teatro di personaggi natanti (malsicuri ma a galla e a rischio di affondare), in identificazione con se stessi e con le proprie utopie, fatto salvo lo sguardo testimoniale che sopravvive e racconta. Freud stesso considerò l’acqua, col celebre paragone dell’iceberg-conscio/inconscio, l’elemento psichico. Il mare color del vino omerico ha una tinta violacea, tutt’altro che romantica, e veracemente luttuosa: è lo spazio indefinito in cui avvengono naufragi.
La domanda, quindi, è: cosa sostituisce l’acqua come rappresentante universale dell’avventura psichica?