di VIRGINIA PERINI
[da Affari Italiani]
La letteratura dedicata all'inchiesta e alle notizie 'scomode' diventa un trend. Gli autori critici, pronti a lanciare frecciate contro il sistema, sono sempre più dei 'big' del giornalismo e della letteratura contemporanea, come Marco Travaglio, Beppe Grillo, Barbacetto, Beha. E a dimostrazione di questo il successo che ha riscosso il libro, irriverente verso la politica, "La casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. "Travaglio, Beppe Grillo, Barbacetto non sono solo autori critici che scrivono contro il sistema. Sono lavori che raccolgono notizie e le diffondono, rispondendo così a un bisogno fortemente sentito nella società civile, che vuole fatti, notizie vere", spiega Maurizio Donati, editor di Chiare Lettere, una giovanissima casa editrice nata dal progetto di Lorenzo Fazio, attuale direttore editoriale e dai altri soci: il gruppo editoriale Mauri Spagnol, Sandro Parenzo e Guido Roberto Vitale. "E' un progetto editoriale dedicato all'inchiesta e ai fatti di cronaca, finanza e politica, che hanno segnato l'Italia. Parte con due collane di libri: 'Reverse', per cui è appena uscito 'L'agenda rossa di Paolo Borsellino' di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, con introduzione di Marco Travaglio; e 'Principio attivo' che partirà a settembre. Ma non solo, Chiare Lettere dedica grande attenzione alla rete, con un blog avviato da maggio che rappresenterà anche uno strumento per promuovere, discutere e diffondere i temi affrontati nei libri."
Sono entrambe collane dedicate all'inchiesta?
"Si tratta di saggistica con il taglio dell'inchiesta. La prima è composta principalmente di pamphlet e testimonianze che coinvolgono direttamente i protagonisti di varie sfere della società civile: dal mondo degli affari e della finanza, a quello della giustizia o della religione. La seconda è più specifica. L'obiettivo è togliere l'attualità e l’informazione dal dominio delle elités e portarla al grande pubblico. Nei libri vengono riportati anche dati oggettivi, numeri e statistiche per rendere ancora più realistica la descrizione dei fatti. Solo in questo modo un saggio diventa anche un libro-testimonianza."
Come scegliete autori e contenuti?
"Sugli autori abbiamo un unico requisito: lavorare con chi s’interessa unicamente ai fatti, e li racconta. Il giornalista di parte o di partito non ci interessa. Chiare Lettere non intende schierarsi da una parte o dall’altra, vuole semplicemente cercare di illuminare le zone oscure del presente e del passato più recente, non solo italiano ovviamente. Molto spesso costruiamo i libri direttamente con gli autori, rintracciando insieme temi che ci paiono particolarmente urgenti, o magari che sono stati trattati in maniera distorta."
Su questo modello dunque sono basati i libri usciti fino ad ora...
"Esattamente. In 'Come resistere nella palude di Italiopoli' del giornalista Oliviero Beha, con la prefazione di Beppe Grillo, si racconta un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori. Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra destra e sinistra. Ne 'Il Paese della vergogna' Daniele Biacchessi parla delle stragi nazifasciste dimenticate e di quelle in tempo di pace della Prima Repubblica. Sono storie che uniscono cronaca e passione civile. L’autore è impegnato da anni in spettacoli di teatro narrativo civile, attraverso cui porta in giro per le piazze e i teatri d’Italia le ombre della nostra storia".
Poi c'è l'ultima uscita...
"Sì, nell'ultimo, 'L'agenda rossa di Paolo Borsellino' di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza (giornalisti dell'Ansa di Palermo), pensato appunto per la ricorrenza dei 15 anni della morte di Borsellino, che sarà il 19 luglio. Per scriverlo i giornalisti hanno lavorato sui documenti, incrociando testimonianze di magistrati con quelle dei familiari di Borsellino, per ricostruire l'agenda rossa che scomparve da via D’Amelio, il luogo della strage. L'introduzione di Travaglio racconta le complicità politiche, i buchi neri lasciati dalla giustizia e non incalzati dalla stampa".
Qualche anticipazione sulle uscite future?
"Usciranno i primi libri della collana 'Principio attivo'. Testi di inchiesta pura, ricchi di documenti: tra questi, 'Mani sporche' di Barbacetto, Gomez e Travaglio che racconta il costume sempreverde di mani pulite dal 2002 al 2007. Conterrà anche delle notizie esclusive, mai comparse sui giornali. Uscirà a settembre 'Siamo italiani' di David Bidussa: un libro contro l’italianologia, la retorica che per molti italiani è un alibi per non muovere un dito e chiudersi nell’irresponsabilità. E’ un testo antologico, che raccoglie perle spesso dimenticate della nostra cultura: Prezzolini, Ruggero Romano, Curzio Malaparte, Gianni Brera… E anche le parole della politica, con testi di Berlinguer, Moro, Craxi, quando tentò di evitare la crisi politica dopo l'arresto di Mario Chiesa. E ancora, stiamo lavorando a un libro francese scritto da un economista e un giornalista: un esperimento di fantapolitica in cui gli autori descrivono una Francia nel pieno di una crisi finanziaria. Per l’Italia potrebbe non essere fantapolitica. Il libro avrà un’introduzione di Francesco Giavazzi".
Il mondo dell'editoria si apre sempre di più alla critica al potere. Riconosce una tendenza che porta gli autori più critici e avversi al sistema a diventare sempre più dei big?
"Grillo, Travaglio, Beha non vanno letti semplicemente come autori critici che scrivono contro il sistema. Non credo si possa parlare di una 'moda' per cui i libri 'd'accusa' fanno successo. Sono lavori che raccolgono notizie e le diffondono rispondendo così a un bisogno fortemente sentito nella società civile, che vuole fatti, notizie vere. Da questo punto di vista sì, siamo di fronte a un trend che si va affermando. Perché la nascita di case editrici e collane che si occupano di questo aumenta, stimolata da un pubblico sempre più interessato e che vuole sapere. Che s'interessa."