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DOV'E' LA SUA COSCIENZA?

ASCOLTA IL BRANO IN MP3 [2.9 MB]

Al funerale, tre giorni prima della cremazione, c’era molta più gente di quanta mi attendessi. Tutta la zona, moltissimi anziani che mio padre aveva aiutato gratuitamente a calcolare tasse e compilare bollettini, quelli dell’Associazione Partigiani, che avevano portato le bandiere dell’ANPI e del Partito Comunista, mettendo un vecchietto a reggerle sulla soglia dell’androne, in fondo al quale la bara di mio padre era sollevata eccessivamente dalle piastrelle su un tavolo di ferro povero.

Io e mia sorella Gisella, all’alba, eravamo andati all’obitorio. C’era la stanza riservata ai parenti, con la bara aperta, prima della chiusura. Due giorni dopo il ritrovamento, congelato, il corpo di mio padre ci costringeva a indugiare. Siamo entrati tenendoci per mano, Gisella che piangeva sommessamente. La bara era scoperchiata nella metà superiore corrispondente al volto.
Zoom lento e incerto, soggettiva tremula, l’orlo della bara aperta si avvicina, non si intuiscono ancora i contorni del volto.
E finalmente eccolo: papà che dorme, congelato. Nessuna modifica ai tratti. Le labbra serrate lo sono all’interno della bocca, per l’assenza di dentiera, e non si osservano nella loro distesa totalità. Labbra viola. Il colorito brunito e mediterraneo di mio padre ridotto a un grigiore scuro sopportabile alla vista. La peluria dei capelli sotto chemioterapia conferisce un’aria di innocenza bambina al viso. Sembra un pulcino implume, appena nato.
Il morto sembra appena nato.
Siamo rimasti minuti e minuti a contemplare la valva svuotata.
Padre mio che sei in nessun luogo, come e cosa è questo nessun luogo?
Mai più avremmo ascoltato la sua voce. Il pensiero schiantava mia sorella. Mai più, mai più. Un mantra che la sconvolgeva.
Io avvertivo beanza. La storia tra me e lui assolutamente ripulita, ai limiti dell’inesistenza. Sconcertante e dolce beatitudine azzurrina. Abbiamo commesso errori insieme e non erano errori, poiché niente è errato. E non è mai finita, questa fine non è definitiva. Questa è l’origine fontanile di qualcos’altro: era la nitida sensazione che mi distendeva lo sterno, il respiro alto che si abbassava a livello addominale, rilasciandosi.
Dov’è la sua coscienza?