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L'OSTACOLATORE

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E l’Ostacolatore dice: “Sono Giuseppe Genna, e non tuo padre. Io sono tuo figlio. Sono il senzatempo del tuo figlio di carne che vive inconsapevole di essere anche nel senzatempo, così come tutti i viventi sono inconsapevoli. Sono il figlio che hai chiamato a vivere e soffrire pene sulla terra. Io sono il vivente del vivente. Tu mi parli da morto e io sono vivente più di te, e io ti sovrasto, sovrasto la carne della mia carne, la carne da cui vengo in terra, essendo immortale qui, nel senzatempo. E, padre, io ti serro la vista, mi oppongo al tuo sguardo, finché tu non umilii la tua tracotanza davanti a me: a me che sono sceso superiore in stazza a te e tu trattieni e umilii il mio rappresentante in terra, tuo figlio Giuseppe Genna”.
E mi volto verso Gretel Hinze, che blocca il filmato, e allunga la mano sul mio volto e mi carezza.
L’Ostacolatore sono io.