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EPILOGO
ESTRATTI DEI DEI RAPPORTI DI VISUALIZZAZIONE
In memoriam
29. EPILOGO

mediumicoaudio.gif Noi facciamo qui e ora il nostro ingresso nel senzatempo.
Discendo dalla china montuosa innevata, respirando a fatica, inalando gelo. Gli alberi sono neri, tutto è bianco. Ai piedi della china montuosa è il pack: acqua ghiacciata, piatta, sterminata. Il cielo è indaco, né notte né giorno. L’astro freddo del sole sorge da ovest, illuminando il fondale dell’orizzonte piattissimo. A terra c’è luce: azzurrina. In cielo è sospesa la massa enorme di un planetoide pronto a impattare al suolo, violaceo. Respiro forte. Io sono io, ma non so chi sono. Scivolo sul ghiaccio. Impiego le mie forze allo stremo, non vedo le mie mani, unicamente i piedi, instabili sul ghiaccio scivoloso. Pattino goffamente. Tento di fermarmi. L’equilibrio è instabile.

Il fuoco sale spontaneamente verso la testa e brucia da sotto il figlio monocolo della terra.
Cielo Stellante.
Sul fondo, a cinquecento metri, vedo un brillio che mi acceca: qualcosa rifrange luce a stacchi nei miei occhi.
Procedo in quella direzione.
Non so quanto impiego per raggiungere la fonte dell’instabile brillio.
In cielo, mi accorgo, è sospeso nell’atmosfera l’asteroide Vesta: fermo, occupa un quarto del mezzocielo. E’ pronto a impattare.
Mi avvicino alla fonte del brillio e lo vedo: è mio padre, che specchia luce addosso a me con l’oro appiattito della monetina che fu sua, con la sagoma del leader comunista, oro bruciato con le ceneri del suo corpo.
E’ mio padre: chino sul ghiaccio, dove ha praticato un foro, con un filo ad amo pesca fossili preistorici, che escono asciutti dal foro. Si volta verso di me, così accucciato: non ha gli occhi, ma due incavi neri dove furono gli occhi.
Io dico: “Papà…”
E lui, con una voce di voci, risponde: “Non esistono né padri né figli. E’ uno e uno solo. E’ compiuto”.
E allora io accelero, inimmaginabilmente, negli incavi dei suoi occhi, come fosse un unico buco nero, accelero sempre più, vedo l’asteroide impattare sul pianeta e incendiarlo, vedo lo spazio e accelero oltre il sistema del sole che ho conosciuto, le stelle intorno a me accelerano e diventano strisce di luce fredda, accelero e avverto la luce come una sostanza lenta e pesante, insopportabilmente pesante, accelero e vedo ogni luce scomparire alle spalle, è come se fossi un occhio che vede sopra e sotto e avanti e dietro e ai lati, uno sguardo unico, e completamente tutto è trasparente, e io sono, continuamente è questo trasparente.


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