Giuseppe Genna: bio&biblio
Versione italiana
English version |
|
|
|
|
| |
|
| |
|
|
| |
• Da mercoledì a Milano: OFFICINA ITALIA
L'anno scorso era sembrato un miracolo: centinaia di persone stipate nello splendido spazio della Palazzina Liberty, a Milano. Non la...
• Stella del mattino: romanzo beyond-gender di Wu Ming 4
di MONICA MAZZITELLI Dopo la pubblicazione di un brano di Stella del mattino, l'iper-romanzo di Wu Ming 4 edito da...
• Ricordo di Luigi Malerba
E' morto nella notte a Roma, Luigi Malerba, scrittore, giornalista e sceneggiatore. Il suo vero nome era Luigi Bonardi, nato...
• Wu Ming 4: da Stella del mattino
E' appena uscito in libreria il primo romanzo "solista" di Wu Ming 4 (qui il blog ufficiale), Stella del mattino,...
• Ancora Piperno sul Corriere: su Le Benevole di Littell
Riprendo qui lo splendido articolo di Alessandro Piperno su Littell, apparso quest'oggi nelle pagine culturali del Corriere. Non concordo in...
• Evangelisti/Moresco: Controinsurrezioni
Sepolto dagli impegni, sono riuscito a leggere di un fiato Controinsurrezioni, il fantastico dittico pubblicato a quattro mani da Valerio...
• L'addio a Sbancor su l'Unità
[Devo ringraziare Stefania Scateni, responsabile delle pagine culturali de l'Unità, per avermi permesso la pubblicazione di un coccodrillo che mai...
• La svolta narrativa: NEW ITALIAN EPIC, by Wu Ming 1
Accadono svolte, punti di in cui la crepa devia e si allarga, dispiegamenti che giungono a frutto distendendendo ai nostri...
• Mauro Trotta su "il manifesto": il romanzo Hitler
Vorrei ringraziare di tutto cuore la redazione de il manifesto e Mauro Trotta, per la pubblicazione dell'ampia recensione che riporto...
• Calvairate-Berlino via Genna
di ALBERTO GIUFFRE' [Un autentico servizio giornalistico sul mio percorso letterario ed esistenziale: è il video registrato e montato da...
• Miserabili fatiche: il sito si ferma dal 21 al 25. Date la colpa a Philip Roth.
Per colpa di Philip Roth, questo sito non verrà aggiornato per una settimana. Prima di spiegarne i motivi, lascio la...
• Una mail sul romanzo Hitler: intercettazione dell'autore
Devo ringraziare Fabio Deotto, che mi ha spedito una splendida mail su Hitler: non tanto per l'apprezzamento circa il libro,...
• Il romanzo Hitler su Mangialibri: intervista e recensione
David Frati, direttore del ricchissimo sito letterario Mangialibri, si è occupato di quasi tutti i libri che ho pubblicato -...
• Scusate: sto male... Ma in un altro senso. Sto male davvero.
Quello che avrei da dire su questo Paese di merda, l'unico nel Continente a non avere in Parlamento una forza...
• Scusate: sto male...
Arrivo da buon ultimo: non lo conoscevo. E' la Letteratura incarnata... Vedeteveli tutti, vi supplico......
• Una cosa divertente che non farò mai più
Con il geniale titolo "Topolino, me la dice una cosa su Minnie?", Vanity Fair, nel numero attualmente in edicola, ha...
• Canenero dei Subsonica (ispirata al Dies Irae) vince il premio Amnesty!
Può uno scrittore essere felice? Restringo il campo: posso io in quanto scrittore essere felice? Difficilmente. Ma oggi sono felicissimo....
• Walter Siti: Il contagio
Questa recensione è apparsa nel numero di Vanity Fair attualmente in edicola. Si tratta di un contributo assolutamente insufficiente rispetto...
• Il best off 2008 di minimum fax: TU SEI LEI
Con colpevole ritardo, a causa del lungo strascico di discussioni e interventi intorno al romanzo Hitler, mi occupo dell'antologia Tu...
• Congedo di un lettore devastato e vile
Sul numero 49 della rivista Atelier, che inaugura il suo tredicesimo anno di vita, il codirettore Marco Merlin, poeta (sotto...
• Conversazione con Lucio Angelini sul romanzo Hitler
Lucio Angelini, eccelso autore per ragazzi e irriverente commentatore sul suo blog "Cazzeggi letterari", ha costruito una parodia ragionata sul...
• Alain Elkann intervista il Miserabile sul romanzo Hitler
Mi si è avverato un sogno: da questo momento, posso morire felice. Sono stato infatti convocato da Alain Elkann, per...
• Dal romanzo Hitler: il brano letto a Roma
Devo ringraziare per l'ospitalità e l'eccezionale lavoro svolto da minimum fax per l'unica presentazione che è stata fatta (e non...
• Il romanzo Hitler ancora su "Bottega di Lettura": la critica di Giorgio Fontana
Giorgio Fontana ha pubblicato il terzo intervento su Hitler che appare su Bottega di Lettura. Nel suo blog si lamenta...
• Settimana di fuoco - Il Miserabile a Roma per presentare "Tu sei lei" e "Hitler". Venerdì, alle "Invasioni Barbariche". Poi in Germania per il Misterioso Reportage.
E' una settimana di fuoco per il sottoscritto che, superando la paralisi parkinsoniana indotta dal colpo della strega e un'otite...
|
|
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
Questo sito è ottimizzato per Explorer. Firefox e Safari visualizzano da schifo le pagine, che sono realizzate in html corretto, inesplicabilmente misinterpretato dai browser alternativi a quello di Bill Gates. Il che non è una gioia per il sottoscritto che, comunque, vi avverte per correttezza di lettura e di visione dei contenuti.
|
|
|
| |
|
Wu Ming 4: da Stella del mattino
E' appena uscito in libreria il primo romanzo "solista" di Wu Ming 4 (qui il blog ufficiale), Stella del mattino, edito in Stile Libero Big di Einaudi (€ 16,80; a prezzo ribassato di 3,36 euro si può acquistare qui; invece qui si risparmiano 5 euro). Sto portandone a termine la lettura e posso già affermare che si tratta di una delle narrazioni super-storiche più importanti degli ultimi anni (in linea precisa con la poetica del New Italian Epic fenomenologizzata da un altro membro del collettivo bolognese, WM1). L'apparentemente principale perno della vicenda è T.E. Lawrence, meglio noto come Lawrence d'Arabia. Tutto si svolge a Oxford, ma non si svolge a Oxford, poiché nella prestigiosa sede oxoniense si incrociano i destini del primo Divo mutuato dalla realtà in epoca spettacolare e le esistenze di alcuni particolari reduci della Prima guerra mondiale: Tolkien, Graves e Lewis - ed è nello sguardo e nella mente di questi fab four che l'iper-romanzo di WM4 prende vita e travolge. Oltre a questi personaggi centrali, partecipa alla narrazione un teatro umano e fantasmatico di impressionante estensione e levatura. Le menti vacillanti e coriacee, geniali e creative dei protagonisti di questa saga, che meriterebbe un ciclo, determinano un intrico di visioni realistiche e intime, spettrali ed esotiche, anticipatorie e ucroniche, come se si stesse nella strozzatura di una clessidra, avendo indifferentemente alle spalle o davanti agli omeri i coni enormi del passato e del futuro. E, da quella strozzatura, è come se si passasse a ritmi precisi e spiazzanti dalla storia al mito, dalla realtà al sogno, dal presente al ricordo, dall'icona alla profezia. Un romanzo pluriallegorico, laddove il teatro mentale, certamente psicologico ma anche più che psicologico, permette a Wu Ming 4 di innestare una dentro l'altra vie di fuga che conducono all'attualità, all'epifania, all'archetipo, alla meditazione sulla narrazione. E' una narrazione magica che mette al centro la magia della narrazione: questo è, tra le molte cose, un oggetto narrativo che parla della potenza delle parole, mascherandola sotto ogni specie: riflettendo sulla guerra, sull'ambiguità degli istinti, sulla cronaca, sul complotto agito e rigettato, sull'amore, sull'emancipazione, sui mutamenti dell'era tecnologica. E' una narrazione aperta che assomma su di sé una massa di saperi prodigiosa per allusioni e rimandi. Ed è pienamente e godibilmente leggibile (lo dice uno che non sa nulla, ma proprio nulla, di Lawrence D'Arabia e di quel frangente): leggendo Stella del mattino ci si incanta in forza di quel magnetismo che impedisce di smettere e che fa correre a casa con la voglia di riprendere in mano il libro per vedere cosa questa "avventura totale" riserva.
Pubblico qui una scena chiave, che peraltro sta a inizio di romanzo: l'incontro, in una particolare sala del Museo di Oxford, tra Tolkien, futuro autore del Signore degli anelli, e l'eroe brit della rivolta araba.
Vorrei aprire una conversazione con il collega Wu Ming 4, su questo suo esordio solista: non un'intervista, ma una conversazione a puntate. Stay tuned.
[...]
Ronald
detestava Shakespeare. Trovava incredibile quante occorrenze
gli spettassero, come se avesse voluto usare tutti i vocaboli
possibili. Un vero usurpatore della lingua, vorace e ingordo.
Qualcuno iniziò ad alzarsi e accomiatarsi con sobri cenni
di saluto. Il grigiore delle mansioni contagiava i costumi.
Parlare a bassa voce, muoversi il minimo indispensabile. Ronald
si era adattato.
Uscì dalla vecchia sede del museo, concessa ai compilatori
del Dizionario per portare a termine la grande opera. Broad
Street era ancora sgombra dal via vai di toghe e colletti inamidati
che in capo a un’ora l’avrebbero riempita. La percorse
fino all’angolo e si diresse verso casa. All’incrocio successivo
si fermò a contemplare il nuovo palazzo dell’Ashmolean,
che biancheggiava sul lato di Beaumont Street. La scalinata,
le linee neoclassiche dell’edificio, il frontone sorretto da quattro
colonne ioniche, ogni dettaglio magnificava la gloria di
chi, grazie alla propria fama, aveva convinto l’università a
trasferirvi il museo. Sir Arthur Evans non si sarebbe accontentato
di niente di meno per contenere i ninnoli di re Minosse
che aveva portato alla luce con tanta cura. Archeologi
e classicisti regnavano sovrani nella Nuova Arcadia Oxoniense.
Per loro si costruivano palazzi. I filologi dovevano accontentarsi
degli edifici dismessi.
Fu proprio al museo che si diresse. Da qualche tempo aveva
preso quell’abitudine, una deviazione prima di tornare a
casa, un innocuo segreto.
A quell’ora le sale erano deserte, mancava poco alla chiusura.
All’ingresso il custode lo salutò portandosi la mano alla
visiera. Per qualche oscura ragione lo credeva un artigliere
suo commilitone e per questo gli concedeva di trattenersi qualche minuto fuori orario. Ronald era stato nei Lancashire
Fusiliers, ma non si era mai presentata l’occasione di
smentire quell’uomo, quindi poteva indulgere nell’equivoco
senza sentirsi in colpa.
Superò le collezioni minoiche e filò al piano di sopra.
Quando entrò nella sala sentì una sottile emozione solleticargli
la nuca. L’illuminazione degli espositori era l’unica fonte
di luce rimasta. La grande teca ottagonale dominava il centro
della stanza. Da lontano era già un bel colpo d’occhio vederli
disposti sul piano inclinato, quasi a formare una freccia
puntata verso l’alto. Anelli. Forme e dimensioni erano le più
svariate. Angeli e dragoni, croci e stemmi, perle e pietre preziose.
Erano appartenuti a papi, vescovi, principi italiani.
Cerchi che racchiudevano patti tra gli uomini, vincoli di potere,
il senso di una fede immortale. Alcuni suggellavano un
vincolo coniugale sopravvissuto agli stessi amanti, e forse celavano
motti incisi all’interno.
Sfiorò il vetro col naso per osservarli meglio. La fascetta
d’oro che portava al dito era ben poca cosa davanti a quello
sfarzo. Pensò a Edith, a quanto l’amava. Si sentì in colpa e
gli venne voglia di correre a casa.
Voltandosi trasalì e quasi urtò la teca. C’era qualcuno sulla
soglia, una sagoma illuminata a malapena. Un piccolo essere,
anche più basso di lui, con una grossa testa. Gli ricordò
l’illustrazione di un goblin su un libro di favole di quando era
bambino. Rabbrividì, proprio come allora davanti a quella
pagina.
– Domando scusa, – disse l’uomo minuto. – Credevo non
ci fosse più nessuno.
Si avvicinò a passi piccoli e delicati. Ronald lo osservò
sbirciare oltre il vetro. Aveva occhi di un azzurro intenso
che catturavano la luce.
– Provo spesso a immaginare chi li portava al dito.
Sembrava alludere a un discorso iniziato da tempo. Ecco
uno che condivideva il suo segreto.
– Uomini che reggevano il peso del potere. – disse Ronald.
Per un attimo l’altro parve incupirsi, ancora sovrappensiero.
– Chissà se tutti ne erano all’altezza.
– Immagino di no. Il potere corrompe –. Ronald diede un
colpetto di tosse. – Credo che il museo sia chiuso.
– Oh, non sono un visitatore, – rispose l’altro, gli occhi
sulla collezione di anelli. – E nemmeno un ladro, – ammiccò.
– Avevo un appuntamento con il direttore. Lei viene qui
spesso?
– No, – mentì Ronald. – Lei sì?
– Ci venivo prima della guerra. Mi perdoni, – disse mostrando
la mano destra bendata e porgendo la sinistra. – Mi
chiamo Lawrence.
Ronald si adattò.
– Tolkien.
Pubblicato il Giovedì 8 Maggio 2008
|
|
|
• HITLER - romanzo
L'officina del romanzo in uscita da Mondadori a gennaio 2008 e i materiali relativi. |
|
|
|
|
• DIES IRAE
- Tutti i materiali su DIES IRAE
- Il sito ufficiale di DIES IRAE
Rizzoli, € 17
• L'ANNO LUCE
- Materiali su L'ANNO LUCE
Net Saggiatore, € 8
• COSTANTINO E L'IMPERO
- Materiali su COSTANTINO E L'IMPERO
con M. Monina,
Tropea, € 10
• GRANDE MADRE ROSSA
- Materiali su GRANDE MADRE ROSSA
Mondadori, € 15
• IL CASO BATTISTI
- Materiali su IL CASO BATTISTI
con V. Evangelisti e Wu Ming 1,
NdA Press, € 8
• FORGET DOMANI
- Materiali su FORGET DOMANI - racconti lounge
con I. Domanin,
peQuod, € 11.30
• I DEMONI
- Materiali su I DEMONI
con F. Parazzoli e M. Monina,
peQuod, € 15
• NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
- Materiali su NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
Mondadori, € 8.40
• NEL NOME DI ISHMAEL
- Materiali su NEL NOME DI ISHMAEL
Mondadori, € 8.40
• CATRAME
- Materiali su CATRAME
Mondadori, € 8.80
• ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE
- Materiali su ASSALTO
Mondadori 2002, peQuod 2001
In uscita per minimum fax nella versione 3.0, 2008
• I TITOLI TRADOTTI ALL'ESTERO
- La sezione STOREFRONT dei libri tradotti
|
|
|
|
|
|
|