Il capitolo fantasma di Grande Madre Rossa
Il commento meno azzeccato su GMR l’ha formulato un mio amico, il quale mi ha detto: “Non è il tuo libro migliore, si vede che ti hanno massacrato, ti hanno tagliato, le tue accelerazioni non decollano”. Tutto sbagliato. Grande Madre Rossa era ancora più striminzito e balbettante, intere pagine sembravano graficamente un lungo irritante e smilzo poema, e la visionarietà non si sfogava mai. L’editore è intervenuto affinché io aggiungessi e non perché togliessi.
Si sa: le contratture non vendono.
Comunque, in effetti, qualcosa da GMR è stato tolto. E lo è stato senza che l’editore se ne rendesse conto anche se, in un certo senso, l’editore stesso me lo ha imposto. Accadde tutto in una telefonata del 22 dicembre 2003. Enunciai, in quella telefonata, quale era il terzo finale che avevo in mente per questo romanzo che, di finali, non ne ha. “E’ troppo”, venne detto. Acconsentii: quando è troppo, è troppo.
Pubblico perciò questo capitolo fantasma, che dovrebbe mutare completamente la percezione di GMR da parte di chi l’ha letto, mentre non rivela alcunché a chi non ha letto né ha intenzione di leggere il libro che, sia detto così, per puro gesto estetico, è il libro che, dopo Assalto a un tempo devastato e vile, mi ha più soddisfatto (il che non significa che sia il migliore).
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[Questo è un capitolo di