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Funerali, Papa
 [Questo è un capitolo di Grande Madre Rossa, il mio ultimo romanzo edito da Mondadori. Si tengono i funerali di Stato in Duomo, a Milano, per le 1.087 vittime di un attentato al Palazzo di Giustizia. Ai funerali appare il Papa, vecchio, parkinsoniano. Poi, una serie di omaggi alle vittime. I ruoli, oggi, potrebbero essere invertiti, ma solo apparentemente. L'esito finale è comunque identico. gg]
I funerali di Stato a Milano.
La mattina è umida, polvere di pioggia, il grigio cupo.
Il Duomo è squallido.
Sono quasi le nove e mezzo, la celebrazione sta per avere inizio.
Piazza del Duomo: una folla compatta, silenziosa, ombrelli aperti, non molti, il selciato è umido e scivoloso.
Ventimila persone circa.
Hanno dovuto superare, dalle sei del mattino, i controlli del cordone di sicurezza: una per una perquisite.
La piazza è un tappeto umano di teste, vista dalle guglie della cattedrale.
In chiesa, non c’è nessuno.
Il capitolo fantasma di Grande Madre Rossa
Il commento meno azzeccato su GMR l'ha formulato un mio amico, il quale mi ha detto: "Non è il tuo libro migliore, si vede che ti hanno massacrato, ti hanno tagliato, le tue accelerazioni non decollano". Tutto sbagliato. Grande Madre Rossa era ancora più striminzito e balbettante, intere pagine sembravano graficamente un lungo irritante e smilzo poema, e la visionarietà non si sfogava mai. L'editore è intervenuto affinché io aggiungessi e non perché togliessi.
Si sa: le contratture non vendono.
Comunque, in effetti, qualcosa da GMR è stato tolto. E lo è stato senza che l'editore se ne rendesse conto anche se, in un certo senso, l'editore stesso me lo ha imposto. Accadde tutto in una telefonata del 22 dicembre 2003. Enunciai, in quella telefonata, quale era il terzo finale che avevo in mente per questo romanzo che, di finali, non ne ha. "E' troppo", venne detto. Acconsentii: quando è troppo, è troppo.
Pubblico perciò questo capitolo fantasma, che dovrebbe mutare completamente la percezione di GMR da parte di chi l'ha letto, mentre non rivela alcunché a chi non ha letto né ha intenzione di leggere il libro che, sia detto così, per puro gesto estetico, è il libro che, dopo Assalto a un tempo devastato e vile, mi ha più soddisfatto (il che non significa che sia il migliore).
GMR recensito su Il Messaggero
Un boato a Milano
Esplode il palazzo di giustizia
di RENATO MINORE
Un undici settembre milanese, esplode il Palazzo di Giustizia, più di mille morti e qualcuno pensa anche di usare le scorie nucleari. L’occhio caldo e appassionato e la voce onnisciente accompagnano la mostruosa deflagrazione, scena primaria e apocalittica, grande incipit da vero scrittore del romanzo di Giuseppe Genna Grande Madre Rossa. Le indagini sono prima orientate sulla pista islamica e, poi, deviate verso la misteriosa consistenza di un'organizzazione, o setta segreta, che vuole, con la distruzione totale, rigenerare il mondo partendo dalle cose di casa nostra e stringendo in un cappio la memoria basculante e intermittente di medaglioni di famiglia, da Marx alla Meinhof.
Indaga l’ambiguo Guido Lopez, vecchia volpe dei romanzi di Genna. Deve recuperare un misterioso schedario che cela le nefandezze italiane di ieri e di oggi. Usa metodi inconsueti: anche una versione singolare de I Ching, con auratiche bottiglie fatte a pezzi. Il ritmo spezzato e incalzante, paratattico e avvolgente dei capitoli, come una lava continua che avvolge la continuità della storia, è la scrittura che meglio sorregge la percezione paranoica di un immenso complotto che inghiotte se stesso. Genna scardina la frontiera dei generi ampiamente usati e combinati, il noir, la spy story, la fantascienza per tentare un nuovo capitolo di una controstoria nostrana, alimentata da una realtà putrescente che diventa «finzione letteraria al cento per cento». Una via che non ha altri esempi di tale vigore espressionistico e visionario nella nostra narrativa più giovane.
'Grande Madre Rossa'
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 GRANDE MADRE ROSSA
Mondadori - Strade Blu
€ 15.00
2004
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Quello che tutti in Italia si attendono, dopo il crollo delle Torri Gemelle a New York e le stragi di Madrid, accade. E’ un pomeriggio gelido, a Milano, quando un sisma impressionante scuote la città più nera d’Italia: è esploso e crollato il Palazzo di Giustizia. Sotto le macerie, centinaia di morti e una bomba ancora innescata: è lo Schedario, la raccolta dei documenti riservati delle inchieste più delicate e ancora ignote al pubblico, a cui lavorano i magistrati milanesi, un archivio di dossier in grado di fare saltare ogni istituzione. Mentre Milano è avvolta da una nube persistente di polvere di marmo - residuo dell’esplosione -, militari, corpi dell’antiterrorismo e intelligence di ogni Paese lavorano per ricostruire la trama criminale che ha prodotto l’eccidio più devastante nella storia europea del Dopoguerra. E, come accaduto nelle ore seguite all’attacco terroristico al Pentagono e al World Trade Center, così come dopo le bombe di Madrid, le indagini avvengono in una adrenalinica, frenetica lotta contro il tempo. La mobilitazione di servizi segreti e task force è impressionante: si punta ovviamente sulla pista islamica. Ma la verità è ben lontana da ciò che sembra.
L’ispettore Guido Lopez – già protagonista dei thriller Catrame, Nel nome di Ishmael e Non toccare la pelle del drago – organizza il recupero dei dossier sepolti nel cratere del Palazzo di Giustizia ed entra in un livello di indagine che, in un turbine di colpi di scena, costituisce l’accesso a una verità scandalosa: un labirinto di specchi in cui ogni segreto rimanda a ogni segreto, un helter skelter in cui la politica nazionale si confonde con la violenza planetaria, e i cui protagonisti sono quotidianamente sulla bocca di ogni cittadino europeo. Nel vortice dei tradimenti, delle rivelazioni sconcertanti, delle miserie umane e delle verità inconfessabili, l’ispettore Lopez connette tra loro elementi marginali, casualità e coincidenze, diretto al cuore di un buco nero che sta inghiottendo Milano, l’Italia e il continente – e che ha il nome di Grande Madre Rossa, l’inaudito progetto di dissoluzione di un’intera civiltà. Dal microscopico al macroscopico: è l’indagine iniziatica che compie Guido Lopez, e noi con lui, passando attraverso un inferno degno di Bosch e seguendo il filo rosso che conduce a una tomba priva di nome.
Thriller vorticoso e multilivello, Grande Madre Rossa è un proiettile fatto di suspence, sparato da Genna al cuore dei segreti di Stato, e ambientato in una Milano oscura e devastata, tutt’altro che fantascientifica, perché è la metropoli delle paure con cui chiunque sta facendo i conti in questo inizio di millennio.
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Il nuovo romanzo, edito da minimum fax: sito ufficiale, booktrailer, interviste, rassegna stampa. |
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