|
|
|
|

GIUSEPPE GENNA - centraal station STOREFRONT di Giuseppe Genna
Clicca e valuta HITLER-romanzo Il Miserabile: il blog su la7.it
giugennaimghome.gif
Giuseppe Genna: bio&biblio
Giuseppe Genna biobibliografia Versione italiana
Giuseppe Genna biobibliography English version
MEDIUM: l'iperlibro
Giuseppe Genna - MEDIUMLa storia della morte e della transutanziazione del padre: il libro più intimo del Miserabile. Pubblicato in doc e pdf, in html multimediale, e in cartaceo attraverso Lulu.com (un libro vero, il prezzo è stampa e spedizione). Un abbraccio al lettore...
lineastacco.jpg
- Il sito: testo html e materiali
- Download in doc o pdf
- Il libro cartaceo (9.19 euro)
Installazioni, performance
Installazioni - testi, immagini in movimento, sonorità: le art-slideshow alla ricerca di forme nuove
APOCALISSE CON FIGURE
Fabula Orphica: testo di Giuseppe Genna, regia di Federica Restani
Museo Trascendentale: testo di Giuseppe Genna, regia di Federica Restani
Zone
Diario & riflessioni
Il nuovo libro
Medium
Fabula Orphica
Libri visti
Segnalazioni
Testi
News
Materiali
Interventi
Tutti i post
Ultimi inserimenti
Da mercoledì a Milano: OFFICINA ITALIA
L'anno scorso era sembrato un miracolo: centinaia di persone stipate nello splendido spazio della Palazzina Liberty, a Milano. Non la...

Stella del mattino: romanzo beyond-gender di Wu Ming 4
di MONICA MAZZITELLI Dopo la pubblicazione di un brano di Stella del mattino, l'iper-romanzo di Wu Ming 4 edito da...

Ricordo di Luigi Malerba
E' morto nella notte a Roma, Luigi Malerba, scrittore, giornalista e sceneggiatore. Il suo vero nome era Luigi Bonardi, nato...

Wu Ming 4: da Stella del mattino
E' appena uscito in libreria il primo romanzo "solista" di Wu Ming 4 (qui il blog ufficiale), Stella del mattino,...

Ancora Piperno sul Corriere: su Le Benevole di Littell
Riprendo qui lo splendido articolo di Alessandro Piperno su Littell, apparso quest'oggi nelle pagine culturali del Corriere. Non concordo in...

Evangelisti/Moresco: Controinsurrezioni
Sepolto dagli impegni, sono riuscito a leggere di un fiato Controinsurrezioni, il fantastico dittico pubblicato a quattro mani da Valerio...

L'addio a Sbancor su l'Unità
[Devo ringraziare Stefania Scateni, responsabile delle pagine culturali de l'Unità, per avermi permesso la pubblicazione di un coccodrillo che mai...

La svolta narrativa: NEW ITALIAN EPIC, by Wu Ming 1
Accadono svolte, punti di in cui la crepa devia e si allarga, dispiegamenti che giungono a frutto distendendendo ai nostri...

Mauro Trotta su "il manifesto": il romanzo Hitler
Vorrei ringraziare di tutto cuore la redazione de il manifesto e Mauro Trotta, per la pubblicazione dell'ampia recensione che riporto...

Calvairate-Berlino via Genna
di ALBERTO GIUFFRE' [Un autentico servizio giornalistico sul mio percorso letterario ed esistenziale: è il video registrato e montato da...

Miserabili fatiche: il sito si ferma dal 21 al 25. Date la colpa a Philip Roth.
Per colpa di Philip Roth, questo sito non verrà aggiornato per una settimana. Prima di spiegarne i motivi, lascio la...

Una mail sul romanzo Hitler: intercettazione dell'autore
Devo ringraziare Fabio Deotto, che mi ha spedito una splendida mail su Hitler: non tanto per l'apprezzamento circa il libro,...

Il romanzo Hitler su Mangialibri: intervista e recensione
David Frati, direttore del ricchissimo sito letterario Mangialibri, si è occupato di quasi tutti i libri che ho pubblicato -...

Scusate: sto male... Ma in un altro senso. Sto male davvero.
Quello che avrei da dire su questo Paese di merda, l'unico nel Continente a non avere in Parlamento una forza...

Scusate: sto male...
Arrivo da buon ultimo: non lo conoscevo. E' la Letteratura incarnata... Vedeteveli tutti, vi supplico......

Una cosa divertente che non farò mai più
Con il geniale titolo "Topolino, me la dice una cosa su Minnie?", Vanity Fair, nel numero attualmente in edicola, ha...

Canenero dei Subsonica (ispirata al Dies Irae) vince il premio Amnesty!
Può uno scrittore essere felice? Restringo il campo: posso io in quanto scrittore essere felice? Difficilmente. Ma oggi sono felicissimo....

Walter Siti: Il contagio
Questa recensione è apparsa nel numero di Vanity Fair attualmente in edicola. Si tratta di un contributo assolutamente insufficiente rispetto...

Il best off 2008 di minimum fax: TU SEI LEI
Con colpevole ritardo, a causa del lungo strascico di discussioni e interventi intorno al romanzo Hitler, mi occupo dell'antologia Tu...

Congedo di un lettore devastato e vile
Sul numero 49 della rivista Atelier, che inaugura il suo tredicesimo anno di vita, il codirettore Marco Merlin, poeta (sotto...

Conversazione con Lucio Angelini sul romanzo Hitler
Lucio Angelini, eccelso autore per ragazzi e irriverente commentatore sul suo blog "Cazzeggi letterari", ha costruito una parodia ragionata sul...

Alain Elkann intervista il Miserabile sul romanzo Hitler
Mi si è avverato un sogno: da questo momento, posso morire felice. Sono stato infatti convocato da Alain Elkann, per...

Dal romanzo Hitler: il brano letto a Roma
Devo ringraziare per l'ospitalità e l'eccezionale lavoro svolto da minimum fax per l'unica presentazione che è stata fatta (e non...

Il romanzo Hitler ancora su "Bottega di Lettura": la critica di Giorgio Fontana
Giorgio Fontana ha pubblicato il terzo intervento su Hitler che appare su Bottega di Lettura. Nel suo blog si lamenta...

Settimana di fuoco - Il Miserabile a Roma per presentare "Tu sei lei" e "Hitler". Venerdì, alle "Invasioni Barbariche". Poi in Germania per il Misterioso Reportage.
E' una settimana di fuoco per il sottoscritto che, superando la paralisi parkinsoniana indotta dal colpo della strega e un'otite...

Carmilla
Il taccuino di Babsi Jones
Wu Ming Foundation
Link fraterni
Autet
Babsi Jones
Blackmailmag
Bottega di Lettura
cadavrexquis
Carmilla
Crocetti
Eymerich
Fahrenheit
giuliomozzi
I Quindici
leonardocolombati
Lipperatura
Macchianera
Marco Mancassola
Marano Dissidenze
minimum fax
nazione indiana
peQuod
Tommaso Pincio
ViaLibre5
Wu Ming
Hosted by BlogNationQuesto sito è ospitato generosamente da BlogNation, il gigantesco server con cui il pietoso e ciclopico genio di Gianluca Neri dà asilo a molti blog, mentre la fondamentale assistenza tecnica è ascrivibile alla generosità impagabile di Gianmarco Neri. Ogni contenuto di questo sito è replicabile a piacere, purché non a fini commerciali. NON SI ACCETTA LA SPEDIZIONE DI MANOSCRITTI, NE' IN FORMA CARTACEA NE' DIGITALE. Se si desidera contattare il Miserabile Autore, l'indirizzo di mail è giuseppegenna[AT]
gmail.com
explorer.gifQuesto sito è ottimizzato per Explorer. Firefox e Safari visualizzano da schifo le pagine, che sono realizzate in html corretto, inesplicabilmente misinterpretato dai browser alternativi a quello di Bill Gates. Il che non è una gioia per il sottoscritto che, comunque, vi avverte per correttezza di lettura e di visione dei contenuti.
freccinamenugg2.gif    Home     freccinamenugg2.gif    Diario & riflessioni     freccinamenugg2.gif    Il Personaggio Vuoto: 2 - Bartleby

Il Personaggio Vuoto: 2 - Bartleby

melvillebartleby.jpg“Messaggere di vita, queste lettere corrono verso la morte. Ah Bartleby! Ah umanità!”. Ecco l'esito finale di un Personaggio Vuoto, il Personaggio Vuoto americano per eccellenza, lo scrivano indefettibile e para-ascetico che rinnova un'impossibilità di redenzione del simbolico attraverso la sua formula vuota, una formula magica o, a ben vedere, anti-magica: "Preferirei di no" ("I would prefer not to"). L'esito è un a-verbalismo, l'impotenza dello scrittore, l'urlo che non appartiene ai linguaggi, la resa o il compimento di Melville, di Bartleby, di tutta l'umanità, l'urlo gridato con dolore profetico, quello che lancia l'Isaia che ha predetto e ha descritto e nonostante tutto ha visto compiersi la catastrofe annunciata: "Ah!". Lingua che esiste a-linguisticamente, ma che è lingua, verbale ed emotiva e corporea: non lingua morta - questo non è un decreto fallimentare, è la constatazione del compimento, è il Vivente della lingua. Oltre quell'urlo: il silenzio.

L'esito delle "lettere morte" (quelle che non giungeranno mai al mittente, per variegatissimi motivi di impossibilità) sono il perno principale del lavoro di Bartleby lo scrivano e tornano alla fine della sua sconcertante (?) vicenda personale.
Comincio da qui: è una vicenda personale? No: non abbiamo notizia esistenziale di una simile esistenza. Questa è la vicenda di un personaggio. Quando impegno il termine "vicenda", lo oppongo al termine "storia". L'avvocato che, via via, dopo avere assunto Bartleby ed essere stato fatto oggetto delle sue ripetute enunciazioni agrammaticali ("preferisco [preferirei] di no" compare dieci volte nel racconto, a diversi livelli di intensità e con diverse intensità consequenziali - direi crescenti) - questo datore di lavoro, che viene letteralmente contaminato da Bartleby, cerca invano di ricostruirne la storia, perché lo colpisce la vicenda in cui trova immerso. La storia pregressa di Bartleby è incomponibile, l'unico tratto verificabile è quello che l'avvocato sta vivendo, è attivo, è l'esperienza del rapporto attuale con Bartleby e della deriva di relazione, febbricitante ai limiti del deliquio. La vicenda è dunque per me un tratto di una storia che è attivo a prescindere o anche in forza di una storia ricomponibile in figura. La vicenda sta alla storia come l'emblema sta al racconto. La vicenda è la durata attiva del divenire di un Personaggio Vuoto: intendo che la vicenda è la narrazione (non il semplice racconto) che emerge quando in scena entra un Personaggio Vuoto. Essendo il Personaggio Vuoto una tremula e soltanto apparente configurazione del totale regime di possibilità di configurazione, la vicenda ne è il rappresentante narrativo: è la potenza della narrazione che sembra racconto e invece è l'enunciazione di un accadere, di uno stare per, immanente al mondo, di una potenzialità di senso mai rinchiudibile nel simbolico, mai riconducibile a una psicologia, perfino influenzante i tratti fisici e addirittura fisiologici del Personaggio Umano (che, come negli animali umanizzati in Kafka, ma ancor di più nelle creature che popolano l'Interzona di Burroughs, non sono mimesi narrativa di persone umane: i Personaggi Vuoti possono e anche possono non rappresentare l'umano, l'alternativo onnipossibile all'umano, pur di fare ascoltare e "percepire" il vuoto che è in loro).
Devo attuare una prima deriva, che impegna proprio la potenza della narrazione, qui intesa come il canto di Giuseppina di Kafka: la narrazione come potenza di tutto ciò che può prendere forma di storia e, quindi, come sorgività della mitopoiesi. Le storie sono esemplari, che si pongono su una scala di intensità, che va dalla mimesi mondana (racconto mimetico psicologico, storico, di formazione - praticamente i generi del macrogenere romanzo) alla storia emblematica (i poemi, i romanzi emblematici che utilizzano poetiche allegoriche, sfuggendo alla classificazione di genere). In questo senso, le storie configurano, cioè condensano in forme, una potenzialità vuota che è la narrazione. Le vicende sono eccezioni delle storie. Dall'inerzia inattiva delle storie mimetiche non è possibile isolare una vicenda; è possibile solo quando la storia narrata è allegorica, e allora qui si ha la sensazione che un vuoto inizi a spalancarsi, grazie all'arco voltaico che si instaura tra l'allegorizzante e l'allegorizzato, che istituiscono tra loro un rapporto verticale o magnetico o appunto ad arco, e non un rapporto di superficie come quello algebrico/sostitutivo che lega metaforizzante e metaforizzato. E tuttavia è solo con la pura vicenda che il vuoto si manifesta come tale: si è costretti a stare nel mèllei, nell'incombenza dell'accadimento che non è incombente (noi avvertiamo un'incombenza, ma potrebbe accadere che nessuna forma si manifesti) - e solo la poesia e la vicenda che è la narrazione di un Personaggio Vuoto permettono di stare in una tale indeterminatezza, che è l'essere che può e può non. E' la differenza che corre tra enèrgheia aristotelica e atto: la vicenda è enèrghia che simula un atto, un atto portatore del ricordo obliato dell'enèrgheia stessa. Il Personaggio Vuoto è il rappresentante in terra (in carta, in mente) della potenza del canto, cioè della potenza della narrazione.
In questa lettura, il grido che sfugge a Melville ("Ah!") non è motivato dalle lettere morte, ma dal fatto che quelle lettere, in quanto sono ciò che è veramente la morte, cioè l'incarnazione del non sapere cosa accadrà, sono esse stesse un Rappresentante Vuoto che abbacina, così come abbacina Bartleby e la stessa umanità: qui considerata non nella sua storia di storie, bensì nella sua vicenda - la vicenda dell'umano che è il Personaggio Vuoto per eccellenza, di cui si può agevolmente dire: "La specie, finché è, è", il che coincide con il massimo che di dovrebbe dire di Bartleby.
Insomma, per come la vedo io, la situazione in cui Bartleby mette il lettore è semplice: Bartleby evita la determinazione dell'azione, perchè evita l'oblio di essere potenziale (cioè di essere Vuoto, di essere energetico, di essere attivamente la possibilità di ogni configurazione). Questo evitamento non può essere un rifiuto, poiché, se così fosse, il Personaggio Vuoto assumerebbe una configurazione stabile e dura, che fa uscire dal regime delle potenzialità e dalla narrazione, configurando Bartleby stesso in un personaggio al limite allegorico. Se Bartleby dicesse "No" alle offerte dell'avvocato, la vicenda narrata da Melville semplicemente non sarebbe - sarebbe un racconto, nemmeno tanto enigmatico. L'evitamento di Bartleby è una mossa che si avvicina al néti néti induista: né questo né quello, poiché l'Unico (cioè l'ubiquo potenziale che è nel mondo in ogni qui e ora) non è configurabile, pena la perdita della sua originarietà, della sua sorgività.
Poichè il Personaggio Vuoto si muove attraverso un testo che manifesta la sua vicenda, non è una sorpresa che la formula a-grammaticale dello scrivano abbia interrogato in maniera perturbante gli interpreti. Per esempio Deleuze, nel suo Bartleby o la formula (in Deleuze & Agamben, La formula della creazione, editor da Quodlibet). Deleuze non ignora quanto fin qui ho affermato a proposito di Bartleby: "E' egli stesso ad aggiungere [alla formula PREFERISCO DI NO]: 'ma non sono un caso particolare', 'non ho niente di particolare', I am not particular". A Deleuze interessa che questa particolarità, se assunta, farebbe ricadere comunque il tutto nella sorda incombenza della forma insolita che assilla il linguaggio di Bartleby. E' attraverso la formula che Deleuze giunge a non-determinare Bartleby, cioè a qualificarlo come Personaggio Vuoto. In realtà, in coincidenza con l'enunciazione della formula, Bartleby compie alcuni atti, che Melville qualifica, via via, come "automatici", "lividi", "meccanici" - siamo, cioè, in parole davvero povere, ai confini dell'umano. Deleuze evita l'esame di questi atti, perché di fatto equivalgono alla formula, che è l'esponente unificante del carattere transitorio, parangelico (nel senso che Diogene Laerzio dà agli Angeli: potenze non incarnate che possono però determinarsi nel mondo) di qualunque azione compiuta da Bartleby - "Ogni particolarità è abolita" afferma Deleuze. Bartleby sopravvive in una sospensione che tiene tutti a distanza. Questa sopravvivenza (evidententemente per me, non per Deleuze, è la vita, non la sopravvivenza; la sopravvivenza di Bartleby va intesa come sopravvivenza dei pallidi tratti che espongono l'atissima intensità del vuoto, della narrazione come potenza, poiché Bartleby ha, in quanto Personaggio Vuoto, una missione che esige una momentanea sopravvivenza in quei tratti: condurre nel mondo il ricordo dell'ubiquità dell'essere vuoto, dello stare per che l'essere irradia). Per Deleuze, Bartleby non dispone di alcuna Macchina significante o simbolizzante o "reterritorializzante", nemmeno la balbuzie, nemmeno il "pigolio doloroso" che è l'ultimativa enunciazione di Gregor Samsa nella Metamorfosi di Kafka: no, Bartleby dispone della formula e la formula lo condurrà in uno stato che sembra quello degli asceti che mirano alla realizzazione dell'essere, una contemplazione in cui il fool è indiscernibile rispetto al saggio, ma in cui domina il silenzio - la silenziosa pace che è la strana musica che emette Giuseppina la cantante in Kafka.
La formula di Bartleby fa dunque "il vuoto nel linguaggio", dice Deleuze. E quale personaggio è in grado di fare il vuoto nel linguaggio, se non è un Personaggio Vuoto, cioè un rappresentante narrativo che è potenzialmente il vuoto da fare accadere nel linguaggio? Ecco dunque una particolare metafisica manifestarsi in Deleuze: "Bartleby è istantaneo". Deleuze vede in Bartleby l'impossibile incarnazione dell'inafferrabile qui e ora, che è nel tempo, non è prima e non è dopo. Come può vedere questo Deleuze, se egli stesso non è Bartleby, cioè se in lui non agisce, non saputa, la sostanza (che non è sostanza) di cui Bartleby è fatto? Ecco in che senso intendo parlare di irradiazione del Personaggio Vuoto e della sua vicenda sul lettore: il Personaggio Vuoto supera ciò che è mentale, teorico ed esperienziale, supera le configurazioni e le forme, ma non compie quest'atto naturale senza una conseguenza, senza una missione (senza un messianesimo, cioè - e infatti tutti i Personaggi Vuoti, da Kafka a Melville a Blanchot a Burroughs a Walser a DeLillo evocano interpretazioni che si confrontano con l'orizzonte messianico) - no, la verità è che la loro radianza vuota stimola l'emersione del vuoto nel lettore/scrittore, stimola una postura aperta per cui il qui e ora non è l'idea del qui e ora, bensì una pratica. Pratica che è sorgiva, ma mai stabilizzata in noi come lo è nel Personaggio Vuoto. Questo contagio è la stessa vicenda narrata da Melville: l'avvocato che dà il lavoro di copista a Bartleby è contagiato, inizia una discesa agli inferi interiori che non conduce alla comprensione della natura edenica e indifferenziata a cui Bartleby, senza alcuna fatica, spinge. Spinge dove? All'autoconsapevolezza della natura edenica, della potenza del canto indifferenziato, dell'al di là del simbolico e del linguistico, al di là dell'atto e del detto. Il che non fa sfumare il mondo: in Bartleby lo scrivano si parla. E la postura finale di Bartleby, interpretata dallo sguardo dell'avvocato che non ha accolto in sé la radianza dell'essere indifferenziato, fa sorgere la paura di perdere il mondo: se seguo Bartleby, mi ritrovo davanti a un muro, non faccio più niente. Eppure Bartleby non chiede nulla, non chiede di essere introiettato. Chi è disponibile ad accogliere in sé la radianza vedrà se effettivamente, essendo divenuto consapevole della onnipotenzialità dell'indeterminatezza della sensazione di essere, perderà il mondo o meno.
Questa introiezione, è certo, non interessa a Deleuze. Da questo punto il filosofo francese assume i metodi di una Macchina di visione che lo conduce, attraverso categorie psichiche (l'elemento schizoide, lo slittamento dalla nevrosi alla psicosi...) deterritorializzate, a stabilire una differenza, se non un'autentica gerarchia, tra personaggi melvilliani (e non solo): coloro che espongono un paradigma padre/figlio e coloro che incarnano un'orizzontalità fratello/fratello. Che cosa leghi il fratello a suo fratello rimane inesplicato. L'unico affondo, in questa direzione, è costituito dall'affermazione: "L'ossessione suprema che muove l'opera di Melville è riconciliare i due originali, riconciliare l'umano e l'inumano". In questo senso, l'ossessione è il Personaggio Vuoto, che non ricade nella casistica fenomenologica e interpretativa che Deleuze ricava dalla lettura di Bartleby: il Personaggio Vuoto è infatti la riconciliazione tra ciò che è umano e ciò che è non umano (nel senso che potrebbe esserlo ma ancora non lo è e forse non lo sarà mai.




Pubblicato il Giovedì 24 Maggio 2007

Il nuovo libro
Giuseppe Genna - HITLER - romanzoHITLER - romanzo
L'officina del romanzo in uscita da Mondadori a gennaio 2008 e i materiali relativi.
I miei libri

DIES IRAE.jpgDIES IRAE
- Tutti i materiali su DIES IRAE
- Il sito ufficiale di DIES IRAE
Rizzoli, € 17
lineastacco.jpg
L'ANNO LUCEL'ANNO LUCE
- Materiali su L'ANNO LUCE
Net Saggiatore, € 8


lineastacco.jpg
COSTANTINO E L'IMPEROCOSTANTINO E L'IMPERO
- Materiali su COSTANTINO E L'IMPERO
con M. Monina,
Tropea, € 10
lineastacco.jpg
GRANDE MADRE ROSSAGRANDE MADRE ROSSA
- Materiali su GRANDE MADRE ROSSA
Mondadori, € 15
lineastacco.jpg
IL CASO BATTISTIIL CASO BATTISTI
- Materiali su IL CASO BATTISTI
con V. Evangelisti e Wu Ming 1,
NdA Press, € 8
lineastacco.jpg
FORGET DOMANIFORGET DOMANI
- Materiali su FORGET DOMANI - racconti lounge
con I. Domanin,
peQuod, € 11.30
lineastacco.jpg
I DEMONII DEMONI
- Materiali su I DEMONI
con F. Parazzoli e M. Monina,
peQuod, € 15
lineastacco.jpg
NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGONON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
- Materiali su NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
Mondadori, € 8.40
lineastacco.jpg
NEL NOME DI ISHMAELNEL NOME DI ISHMAEL
- Materiali su NEL NOME DI ISHMAEL
Mondadori, € 8.40


lineastacco.jpg
CATRAMECATRAME
- Materiali su CATRAME
Mondadori, € 8.80


lineastacco.jpg
ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILEASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE
- Materiali su ASSALTO
Mondadori 2002, peQuod 2001
In uscita per minimum fax nella versione 3.0, 2008
lineastacco.jpg
Titoli tradotti all'esteroI TITOLI TRADOTTI ALL'ESTERO
- La sezione STOREFRONT dei libri tradotti
Bookstore
I titoli disponibili sono acquistabili su:

ibsgg2.gif Internet Bookshop

bolgg2.gif Bol.it

libunivgg2.gif Libreria Universitaria