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	<title>G I U S E P P E   G E N N A &#187; Nugae</title>
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		<title>I risultati del Miserabile Sondaggio sul prossimo romanzo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 08:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è concluso ieri, nel sacro giorno della festa della Repubblica, il Miserabile Sondaggio con cui i Miserabili Lettori hanno espresso quale romanzo del sottoscritto desidererebbero leggere prossimamente. Qui sotto, la tabella coi risultati: vince il romanzo di fantascienza, sopra le due specie di spy story. Nei prossimi giorni, alcune considerazioni, un inatteso annuncio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2631" title="libro" src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/06/libro.jpg" alt="" hspace="4" vspace="1" width="200" height="133" />Si è concluso ieri, nel sacro giorno della festa della Repubblica, il <a href="http://www.giugenna.com/2010/05/25/nuovo-sondaggio-quale-libro-deve-scrivere-per-te-il-miserabile/" target="_blank"><strong>Miserabile Sondaggio</strong></a> con cui i Miserabili Lettori hanno espresso quale romanzo del sottoscritto desidererebbero leggere prossimamente. Qui sotto, la tabella coi risultati: vince il romanzo di fantascienza, sopra le due specie di spy story. Nei prossimi giorni, alcune considerazioni, un inatteso annuncio e la decisione presa in base anche a questi 1.000 voti (nell&#8217;inedia di ieri, ho monitorato con continui refresh, finché non ho visto raggiunta la cifra fatale). Intanto, vorrei esprimere un ringraziamento sincero a chi ha speso tempo per votare. A caldo, la considerazione centrale: la fantascienza non vende, il genere storico sì &#8211; il che significa che in Rete i lettori divergono significamente nelle attese e nelle preferenze in àmbito letterario. Ma su questo, nei prossimi dì. Ecco i dati:</p>
<p style="text-align: center;">
<img class="aligncenter size-full wp-image-2630" title="sondaggio" src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/06/sondaggio.jpg" alt="" width="385" height="506" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Miserabile Sondaggio e la fantascienza: un intervento di Evangelisti</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nugae]]></category>
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		<category><![CDATA[Alla periferia di Alphaville]]></category>
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		<description><![CDATA[Una spy story di 400 o 600 pagine? Un romanzo borghese? Storico? Di formazione? Di fantascienza? Fuori dai generi? VOTA IL SONDAGGIO! Nonostante la mia conclamata preferenza per la stesura di un romanzo di genere, una spy-story che si muova nelle spire dell&#8217;immaginario 80/90, compressa, veloce, vuota come la sua icona di riferimento, il Miserabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una spy story di 400 o 600 pagine? Un romanzo borghese? Storico? Di formazione? Di fantascienza? Fuori dai generi?</p>
<p><strong><a href="http://www.giugenna.com/2010/05/25/nuovo-sondaggio-quale-libro-deve-scrivere-per-te-il-miserabile/" target="_blank">VOTA IL SONDAGGIO!</a></strong></p>
<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/05/2001.jpg" alt="" title="2001" width="280" height="153" class="alignleft size-full wp-image-2620" hspace=4 vspace=2 />Nonostante la mia conclamata preferenza per la stesura di un romanzo di genere, una spy-story che si muova nelle spire dell&#8217;immaginario 80/90, compressa, veloce, vuota come la sua icona di riferimento, il Miserabile Sondaggio (che indica le preferenze dei Miserabili Lettori circa la stesura del mio prossimo libro) sembra avviato a fare trionfare un romanzo di fantascienza. Non che manchino, in merito, soggetti o velleità che nutro ormai da più di un decennio. La fantascienza sta all&#8217;inizio del mio immaginario, nonostante io non abbia una cultura in ambito fantascientifico (fatti salvi i classicissimi). Già nel <strong>Dies Irae</strong> apparivano inserti di un romanzo incompleto, difficile da intuire, sull&#8217;estinzione della specie umana a partire dall&#8217;esondazione nello spazio cosmico. Così in <strong>Medium</strong>. Altrettanto in <strong>Assalto a un tempo devastato e vile</strong>. <img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/05/valerio.jpg" alt="" title="valerio" width="64" height="120" class="alignright size-full wp-image-2621" hspace=4 vspace=1 />Ritengo la fantascienza una modalità di narrazione che attiva temi e immagini e trame in maniera assoluta. Innegabile la sua potenza allegorica &#8211; a mio dire surclassa quella attuale del noir o del romanzo storico. Tuttavia&#8230; Tuttavia è il caso di leggere quanto scrive del genere <a href="http://www.eymerich.com" target="_blank">Valerio Evangelisti</a> (nella foto), in <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788883251832/evangelisti-valerio/distruggere-alphaville.html" target="_blank">Distruggere Alphaville</a></strong> (Ancora del Mediterraneo &#8211; 14 euro) &#8211; è possibile desumere quanto sia stracciata l&#8217;accoglienza della lettura SF oggi. Una conseguenza di cattiva letteratura e di immaginari ormai esausti. Dopo le opzioni del sondaggio, l&#8217;intervento di Evangelisti.</p>
<form method="post" action="http://poll.pollcode.com/B2H" target="_blank">
<table border=0 width=500 bgcolor="EEEEEE" background=http://pollcode.com/images/bg/leather.gif cellspacing=0 cellpadding=2>
<tr>
<td colspan=2><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF"><b>Quale romanzo di Giuseppe Genna vuoi leggere prossimamente?</b></font></td>
</tr>
<tr>
<td width=5>
<input type=radio name=answer value="1"/></td>
<td><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF">Un romanzo di genere crime, thriller o spy story, non piu&#8217; di 400 pagine</font></td>
</tr>
<tr>
<td width=5>
<input type=radio name=answer value="2"/></td>
<td><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF">Un romanzo di genere crime, thriller o spy story, almeno 600 pagine</font></td>
</tr>
<tr>
<td width=5>
<input type=radio name=answer value="3"/></td>
<td><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF">Un libro fuori dai generi, finto autobiografico come &#8220;Italia</font></td>
</tr>
<tr>
<td width=5>
<input type=radio name=answer value="4"/></td>
<td><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF">Un romanzo tradizionale di formazione e visione sociale</font></td>
</tr>
<tr>
<td width=5>
<input type=radio name=answer value="5"/></td>
<td><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF">Un romanzo storico tradizionale</font></td>
</tr>
<tr>
<td width=5>
<input type=radio name=answer value="6"/></td>
<td><font face="Georgia" size=-1 color="#FFFFFF">Un romanzo di fantascienza, allegorico e massimalista</font></td>
</tr>
<tr>
<td colspan=2 align=center>
<input type=submit value="Vote"/>
<input type=submit name=view value="View"/></td>
</tr>
</table>
</form>
<p><span id="more-2618"></span><strong>Periferia di Alphaville. 23,25, ora oceanica</strong><br />
di <a href="http://www.eymerich.com">VALERIO EVANGELISTI</a><br />
da <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788883251832/evangelisti-valerio/distruggere-alphaville.html" target="_blank">Distruggere Alphaville</a></strong> (Ancora del Mediterraneo &#8211; 14 euro)</p>
<p><em>Erano le 23,15, ora oceanica, quando Natasha e io uscimmo da  Alphaville attraverso i viali periferici.</em><br />
(Dal film  <em>Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville</em>, di Jean-Luc  Godard. Idem per le successive citazioni.)</p>
<p><a href=a href="http://www.ibs.it/code/9788883251832/evangelisti-valerio/distruggere-alphaville.html" target="_blank"><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/05/distruggerealphaville.jpg" alt="" title="distruggerealphaville" width="200" height="326" class="alignright size-full wp-image-2622" border=0 vspace=1 hspace=4  /></a>In apparenza la battaglia è vinta. La narrativa di genere – quella  che, per semplificarne le diverse anime, definisco “paraletteratura”,  strappando la definizione insultante dalle mani di chi la avversa – in  Italia ha vinto e stravinto. Domina largamente il mercato, soprattutto  in una sua componente, quella poliziesca e noir. Vede, sull’onda del  consenso di pubblico, issati sul piedistallo della gloria (attenzione  dei media, premi importanti, collezioni prestigiose) i suoi autori,  anzitutto Andrea Camilleri, mentre nelle enciclopedie letterarie entra  per la prima volta la voce “Lucarelli, Carlo”. Nessun critico sensato  discrimina più un romanzo solo perché tratta di delitti o di astronavi,  di gangster o di pirati. L’ingresso di Dumas al Panthéon ha sancito a  livello mondiale un trionfo ormai acquisito.<br />
Esistono sacche di resistenza, ma sono patetiche. Chi le anima è di  solito di età avanzata, e continua a chiedersi, e a chiedere in giro,  dove mai siano finiti i Pasolini, i Calvino, i Gadda (la risposta è  elementare e di natura anagrafica, però darsela significherebbe  riconoscere la brevità del proprio futuro). Altri, molto più giovani, si  interrogano sul perché la ricerca linguistica e stilistica sia venuta  meno, facendo riemergere trame e intrecci come elementi portanti della  narrazione. Costoro, chiaramente, non leggono i quotidiani, non  conoscono Internet né guardano i telegiornali. Altrimenti saprebbero che  le frontiere culturali non sono più quelle di un tempo. La ricerca  sulla lingua ebbe il suo momento legato al sorgere di un’identità  nazionale, o addirittura locale. Oggi la priorità è comunicare al di là  di confini sempre più aleatori. Logico che ciò che si comunica – in  termini di storie, idee, vicende – abbia la meglio sull’invenzione  linguistica intraducibile.<br />
Ma ciò non dovrebbe costituire un grosso problema. Era già realtà  quando, nel secolo XIX e ai primi del XX, in Europa circolavano,  tradotti più o meno bene, i romanzi di Dickens, Balzac, Dostoevskij,  Flaubert, Tolstoj, Zola, ecc. Quanti, ignari di russo, saprebbero  formulare un giudizio critico compiuto sullo stile letterario di <em>Delitto  e castigo</em>? Quel che resta nella memoria è l’intreccio, in cui  l’ampiezza dei temi si fonde con una <em>suspense</em> che lascia col  fiato in gola.<br />
Oggi il mondo è una grande Europa, ancora incompleta. Sia dunque la  benvenuta qualsiasi narrazione capace di passare le frontiere, tipo  quella proposta dalla letteratura di genere.<br />
Insomma, la paraletteratura ha trionfato. È adesso che bisogna iniziare a  preoccuparsi.</p>
<p><em>Gli abitanti di Alphaville non sono normali. Sono prodotto di un  mutamento</em>.</p>
<p>Credo che alcune voci critiche non abbiano torto a denunciare la  scalata del <em>thriller</em> nelle classifiche dei libri più venduti, e  le strategie editoriali che alimentano il fenomeno. Non c’è dubbio, ai  miei occhi, che ciò si inquadri in un generale moto restaurativo,  destinato a diffondere il non-pensiero dove esistevano complessità e  profondità.<br />
Se non posso associarmi alla denuncia, è perché la narrativa di genere è  infinitamente più ricca dei titoli che svettano sulle classifiche  attuali. Insomma, la fantascienza ci ha dato Dick (ormai un punto di  riferimento, a proposito e a sproposito), Ballard, Vonnegut, i meno  celebrati ma non per questo meno importanti Sturgeon, Leiber, Sheckeley.  Dal genere <em>noir</em> sono venuti Hammett, Chandler, Manchette,  Ellroy, Izzo, Leonard. Persino il vecchio poliziesco d’indagine può  vantare un Simenon, un Malet, un Camilleri, una Vargas. Dal negletto <em>horror</em> sono emersi Lovecraft e King. Chi potrebbe asserire che questi nomi (e  tanti altri che ho nella penna, penso a Khadra, Taibo II, Markaris,  ecc.) abbiano involgarito, e non invece arricchito, la scena letteraria  contemporanea?<br />
Certo, quelli citati finora sono nomi stranieri. Il dramma pare nascere  quando si passa ai nomi italiani. Allora sembra che scatti l’antico veto  che da Croce passò a Prezzolini, e si è in seguito perpetuato. L’Italia  non è terreno adatto a un tipo di letteratura che punta agli eccessi di  immaginazione e alle speculazioni estreme. Quella, se proposta nello  Stivale, è puro fenomeno imitativo dettato dal mercato. Alle nostre  latitudini bisognerebbe rifiutare i modelli eteroimposti, e lavorare  invece su lingua e concetti nostrani, in qualche caso addirittura  regionali o di paese.<br />
Non è certo questa, sia chiaro, la posizione di avversari del <em>thriller</em> come Carla Benedetti o Antonio Moresco (il quale, da par suo, compie  un’operazione opposta a quella descritta: cerca di iniettare nella  narrativa “alta” l’afflato universale, addirittura cosmico, della  migliore narrativa di genere). Rischia di diventarlo se la critica  giustissima ai meccanismi del mercato coinvolge singoli autori, vilipesi  (forse) oltre il dovuto oppure esaltati (forse) oltre il comprensibile.  E’ proprio al mercato e alle sue distorsioni che andrebbe rivolta  l’attenzione primaria. Poi, se un ex attore di varietà scala le  classifiche con <em>thriller</em> scontati, buoni per palati grossolani,  se chi firma un mediocre romanzo familiare borghese fa altrettanto, se  una ragazzina spigliata si afferma descrivendo le proprie esperienze  sessuali in uno stile che oscilla tra Luigi Capuana e Pierre Louys, e se  invece il successo non arride a uno scrittore che partorisce un romanzo  ai limiti della leggibilità, e insulta e scalpita cercando un alibi  nell’invenzione linguistica proposta quale dogma, che male c’è? Fin  dalle origini la letteratura ha avuto diverse tipologie, sia qualitative  che tematiche, e ciascuna di esse ha conosciuto il proprio sviluppo,  senza che una pretendesse di elidere le altre. Semmai il male sta  nell’insultare e nello scalpitare.<br />
Che senso ha litigare in nome dello spazio occupato negli scaffali delle  librerie? Personalmente, da narratore “di genere”, non mi sono mai  sentito minacciato dal successo di Alessandro Baricco, che certo segue  canoni completamente diversi dai miei. E leggo con passione e curiosità,  privi di spirito competitivo, Dario Voltolini, Tiziano Scarpa, Michele  Mari, Antonio Moresco, più infiniti altri. Hanno loro scopi e loro mete  stilistiche. Perché mai li dovrei odiare?<br />
Semmai mi preoccupa l’incapacità della letteratura di genere a  confrontarsi, serenamente e con spirito amichevole, con simili  personaggi. Ma questo è un problema interno a quel tipo di narrativa, e  prelude alla triste necessità della sua distruzione da dentro.</p>
<p><em>«Aiutami. Sono parole che non conosco. Non me le hanno mai  insegnate.» «Impossibile, principessa. Devi farcela da sola, e allora  sarai salva. Se non ce la farai sarai perduta, come i morti di  Alphaville.»</em></p>
<p>Prima di proseguire, mi permetto una sintetica digressione. La  letteratura – o anche la narrativa di stampo artigianale – è  essenzialmente un mezzo di comunicazione. Attraverso un linguaggio  idoneo allo scopo, l’autore cerca di trasmettere ad altri storie, stati  d’animo, concetti, visioni, contenuti che per lui sono pregnanti. Senza  lettore, non ci sarebbe scrittore. Qualche volta, i contenuti possono  essere individuati nel linguaggio stesso, ma ciò è raro (anche se  ovviamente è lecito), perché limita la possibilità di comunicare, e  restringe il campo dei ricettori a chi intenda quel gergo; quando la  vocazione naturale di un <em>medium</em> (come appunto la letteratura) è  farsi universale.<br />
Per dirla in parole più semplici, se Zola avesse scritto in dialetto  provenzale, e Dickens in <em>cockney</em>, oggi difficilmente li  conosceremmo in Italia.<br />
Dal lato dello scrittore, le cose cambiano. Come notò a suo tempo Lucien  Goldmann, egli si muove tra diversi <em>sistemi</em>: uno è quello  dell’assieme della letteratura, a cui deve giocoforza rapportarsi; un  altro è quello della società in cui vive. A quest’ultimo appartengono,  aggiungo io, anche i meccanismi mercantili attraverso i quali la sua  produzione può raggiungere i lettori. Meccanismi differenti col variare  dei periodi storici. I problemi di mercato che aveva Dante Alighieri  erano diversi da quelli di Balzac (gravissimi, come sappiamo), a loro  volta differenti da quelli di un autore contemporaneo, o di un giovane  esordiente.<br />
E’ nel dibattersi tra i diversi sistemi che lo attraversano che lo  scrittore definirà se stesso. In rapporto alla letteratura precedente (o  magari futura), in rapporto al contesto storico in cui agisce, in  rapporto agli obblighi di mercato che deve necessariamente attraversare  per giungere a trasmettere ciò che desidera arrivi ad altri. Il  “successo” intimo e personale gli arriderà se, traversati tutti questi  ostacoli, saprà portare al destinatario qualcosa di innovativo, in  rapporto ai sistemi che intendono condizionarlo. Il “successo” sociale  (possibile anche per l’altra via) sara più rapido se lo scrittore si  adeguerà ai sistemi che lo trascinano: tramite l’imitazione di modelli  pregressi, la sintonia della creazione con le domande della società, la  navigazione esperta attraverso i canali mercantili.<br />
Si noti a quante scosse è comunque sottoposto il testo, attraverso i  percorsi che ho indicato. All’inizio è qualcosa di unico e, in certo  modo, di inconoscibile. Tutti gli approcci psicanalitici o psicologici  alla critica letteraria sono falliti miseramente (Barthes ne ha indicato  il perché con una frase fulminante: “<em>Colui che parla</em> – nel  racconto – non è <em>colui che scrive</em> – nella vita – e colui che  scrive <em>non è colui che è</em>”). Per l’analista è già difficile  esplorare, a furia di sedute, la mente del paziente che ha nello studio.  Figurarsi quando si tratta di uno scrittore con cui non si ha nessun  contatto, e magari è deceduto da qualche secolo. Lo studioso deve  fidarsi delle sue confessioni scritte o, peggio, considerare tali le sue  opere. Senza badare al fatto che queste, del tutto o in parte, vivono  di finzione (mi rifaccio ancora a Goldmann).<br />
Da parte sua, nemmeno lo scrittore ha una padronanza completa della  propria psiche. Se la parte più remota viene detta “subconscio”, un  motivo ci sarà. La posizione dell’autore, o almeno dell’autore  consapevole del proprio lavoro, somiglia a quella degli antichi  alchimisti. Il creare è anche ricerca interiore. Plasmare la materia  grezza (sia la storia che la parola), raffinarla gradualmente, è  operazione che plasma l’oggetto ma anche l’operatore. Se l’alchimista,  nel passare dalla <em>nigredo</em> all’<em>albedo</em>, alla <em>citrinitas</em> e infine alla <em>rubedo</em> perfeziona la materia e al tempo stesso “si  fa Dio”, cioè si avvicina via via alla capacità creativa della divinità  (un’imitazione intesa non come bestemmia, quale nella cattiva  interpretazione del <em>Frankenstein</em>, bensì come una sorta di  preghiera), così lo scrittore, nel concepire intrecci e nel renderli  intelligibili (dunque trasmissibili), si approssima per gradi  all’inconoscibile; che però, nella società odierna, è la parte ignota di  se stesso, e non un demiurgo esterno.<br />
Oserei affermare che, se può esistere un metro assoluto di qualità  letteraria (e io ne dubito), esso risiede nella misura in cui lo  scrittore fa trapelare, senza mai renderla esplicita (essendo in gran  parte ignota a lui stesso), questa sua operazione. Il che, per fare nomi  a caso, accosta Dostoevskij a Philip K. Dick, Lovecraft a T.E.  Lawrence. Oppure, con riferimento ai risultati concreti dell’opera  alchemica, nei casi in cui lo scrittore – che a questo punto può non  avere un nome – disvela con sincerità l’interazione intenzionale di ciò  che produce con uno dei sistemi in cui è inserito: in questo caso,  quello sociale. E allora potremo accostare senza ritrosie i Wu Ming a  Balzac, Jack London a Moresco o a Genna.<br />
Restano fuori dai giudizi qualitativi le semplici gabbie linguistiche  che rinserrano il nulla, le narrazioni a formula fissa che si rincorrono  identiche, i racconti incomunicabili, ecc. Guai all’alchimista che si  fa “soffiatore” (semplice manipolatore di prassi notorie), guai a quello  che prescinde da chi potrà trarre beneficio dalle sue invenzioni.<br />
Insomma, la fase dell’<em>opera al rosso</em> ha due facce: una  soggettiva, inerente alla creazione, e l’altra oggettiva, inerente al  creato. Strumento analitico utile, ai fini di una valutazione  qualitativa, è solo quello dell’onesta dichiarazione dei propositi.  Fermo restando che questa non conduce automaticamente al <em>quid</em> destinato a restare ignoto, essendo ancora ignoti i meccanismi della  psiche e le regole dell’universo.<br />
Un’ottima divulgazione di tutto ciò si trova in uno scrittore molto  popolare: Dante Alighieri. Letto in mille forme, ma quasi mai da chi, a  conoscenza delle regole alchemiche, potesse distillare l’oggetto  primario della <em>Commedia</em>: la creazione, il “farsi Dio”,  l’intervenire alla luce delle conoscenze accumulate sul proprio presente  – per decifrarlo e, all’occorrenza, cambiarlo.</p>
<p><em>Gi abitanti di Alphaville non morirono tutti, ma tutti erano  rimasti colpiti.</em></p>
<p>Si dirà: ma che c’entra tutto ciò con la narrativa di genere,  adagiata per sua stessa natura sulla piattezza e la ripetitività? Viene  da rispondere: e che c’entra tutto questo con l’odierna letteratura <em>mid-cult</em> spacciata per “alta”, in cui non uno dei problemi posti dalla storia  viene affrontato, quanto meno in termini accettabili? Salgari e Dumas,  in tutta la loro modestia, trattavano l’uno di colonialismo e l’altro di  democrazia. Si collegavano a forme addirittura ancestrali di  affabulazione, fino a toccare, nei momenti più felici, il livello  onirico e, al di là di quello, addirittura la sfera archetipica.  Operavano con sincerità di intenti. Se la loro materia restava grezza,  non c’era però dubbio che, nel manipolarla onestamente, si “facessero  Dio” – tanto che hanno influito potentemente sulla psiche di intere  generazioni.<br />
Può dirsi lo stesso della narrativa <em>mid-cult</em>, dell’odierno  “romanzo borghese”, delle mille varietà dell’effimero presuntuoso che ci  circonda? Direi di no. Se ai suoi tempi un Dumas poteva dialogare con  un Balzac, oggi con chi può dialogare uno scrittore di genere? I nomi,  in Italia, non superano le dita di due mani. All’estero talora va  meglio: negli Stati Uniti, in America Latina, per esempio. Talaltra va  peggio. Mentre Jean-Patrick Manchette, in Francia, sudava su ogni  singola parola per distillare purezza stilistica e linearità narrativa,  al servizio di trame capaci di aggredire i massimi sistemi, attorno a  lui regnavano il baccano dei <em>nouveaux philosophes</em> dal pensiero  elementare e catodico, il rombo dei tromboni, dei cantori del nulla, <em>à  la</em> Philippe Sollers. Gli equivalenti d’oltralpe di chi, da noi,  vive di stile, snocciola nozioni e non dice niente.<br />
Con questo non intendo asserire una superiorità automatica dello  scrittore “di genere”  rispetto ai colleghi più nobili. Non è vero, e lo  si vedrà tra poco. Il nocciolo del discorso è semplificabile in un  esempio. Se un Pasolini (per il quale nutro una simpatia moderata, lo  ammetto) riesce a dominare la scena ancora oggi, è perché la trasparenza  delle sue intenzioni era palese, fino a rasentare la purezza, e perché  si abbandonò ai <em>sistemi</em> che lo avvolgevano: l’interazione con la  tradizione pregressa, quella col contesto sociale, l’analisi di se  stesso.<br />
Altri scrittori del medesimo periodo storico sono di fatto dimenticati,  dopo averlo dominato, come Alberto Moravia. Il fatto è che scelsero di  agire in un sistema o nell’altro, però non in tutti. Non riuscirono a  “farsi Dio”.</p>
<p><em>«Credi che siano morti tutti? No, non ancora. Può darsi anche che  guariscano, e che Alphaville diventi una città felice come Firenze, come  Angoulême City, come Tokyorama.»</em></p>
<p>Se il grosso problema, per lo scrittore senza etichette, è la  ripetitività, per quello di genere sono le gabbie. Il successo persino  eccessivo arriso al <em>noir</em>, il potere contaminante della  fantascienza (che può anche agonizzare, ma dopo avere riversato sulla  società immagini, idee e un intero vocabolario utile a descrivere i più  recenti sviluppi della società stessa), l’estendersi dell’<em>horror</em> nelle più inattese diramazioni mediatiche, ecc.: tutto ciò resta vitale  finché resiste alla minaccia incombente della cristallizzazione in  formule prive di anima e di tasso inventivo.<br />
Personalmente, comincio a non poterne più dell’investigatore privato  cinico e disilluso, del poliziotto coraggioso che si scontra con  l’abulia dei superiori, dell’agente tormentato da problemi intestinali,  del <em>serial killer</em> tanto idiota quanto capace di raffinate  nequizie, dell’astronave carica di rutilanti gerarchie in viaggio verso  ultime frontiere, di giudici zelanti che riaprono casi dimenticati, di  avvocati anticonformisti in crisi esistenziale ecc. Ognuno di questi <em>topoi</em> ha alle spalle alberi genealogici illustri. Ogni loro riproposizione  negli stessi termini accorcia, magari inconsapevolmente, la distanza che  separa <em>L’esorcista</em> da <em>L’esorciccio</em>, il laboratorio  dell’alchimista dalla cucina di casa. Gli esiti sono garantiti (come Eco  ha dimostrato analizzando la ripetitività in Rex Stout), ma logorano  progressivamente il genere, riconducono l’opera “al nero”.<br />
Quella che poteva essere una sfida, diventa acquiescenza e consolazione.  Inutile criticare, da una posizione tanto fragile, le banalità del  romanzo borghese. Inutile stigmatizzare il vuoto a partire da un vuoto  ancora peggiore. Sarà magari vero che la narrativa <em>noir</em> (e qui  comprendo sotto l’etichetta l’intera letteratura di genere, “nera” in  varie forme) ha le potenzialità per descrivere meglio di ogni altra la  società odierna. Però non basta prendere atto di questo, e adagiarsi  sulla rassicurante constatazione di essere nel giusto. La cognizione  deve farsi coscienza e, sul piano dell’atto, tradursi in militanza.<br />
Basta con i percorsi obbligati e i luoghi comuni. Basta con l’astronauta  coraggioso, il commissario umano, il giudice senza macchia,  l’assassinio seriale dalle efferatezze allucinanti e dalla psicologia  confusa, il mostro vampiresco che percorre la storia identico a se  stesso. Tutto ciò conduce a quella che alcuni hanno chiamato,  parzialmente a ragione, la “voga thrilleristica”. No. Il genere è  sostanza esplosiva a cui manca l’innesco. Autori come Ballard, Ellroy,  Vonnegut, Manchette, Raymond e quasi tutti gli altri che ho citato più  sopra lo hanno trovato e attivato. Usciti dagli schemi e dai percorsi  obbligati, si sono visti immersi nella letteratura senza  classificazioni, non più emarginabili, non più viventi da emarginati. Se  poi qualche accademico continua a sollevare il sopracciglio, diventa  problema suo, non loro. Il parruccone si troverà a sua volta in un  ghetto, fino a riuscire a berciare solo sulle pagine screditate e  avvilenti de <em>Il Domenicale</em>.<br />
Per quanto paradossale possa suonare, la vitalità della narrativa di  genere è direttamente proporzionale alla sua vocazione al suicidio. Il <em>feuilleton</em> di basso livello (non quello alla Dumas, bensì quello alla Paul Féval,  alla Xavier de Montépin, alla Carolina Invernizio, alla Émile  Richebourg) contribuì grandemente a democratizzare la scena letteraria,  inducendo alla lettura strati sociali che ne parevano esclusi per censo.  Poi perì o, quanto meno, seppe cambiare pelle. Tramiti ne furono il  gigantesco Fantômas, riassunto delle paure di un’epoca, e l’ironico  Arsène Lupin, che a colpi di umorismo sottile seppelliva i progenitori.<br />
Nuovi filoni sono emersi, ma anch’essi, negli esponenti di punta, votati  all’autodistruzione . Prendiamo l’Italia quale osservatorio, in  riferimento non agli scrittori italiani, bensì a quelli tradotti.  Collane popolari, come <em>Il Giallo Mondadori</em> o <em>Urania</em>, sono  state (e in misura ridotta sono ancora) fattore importante di  alfabetizzazione in un paese in cui il tessuto delle librerie è fitto  solo in metà dello stivale, mentre nell’altra metà prevalgono ancora la  cartolibreria e l’edicola. Oggi, autori che fecero in quelle sedi la  loro prima apparizione, hanno raffinato i loro mezzi espressivi fino a  diventare irriconoscibili, e nessuno oserebbe collocarli di fianco a  Edgar Wallace, a Mickey Spillane o a Murray Leinster.<br />
Come avvenne per il nostro cinema <em>peplum</em>, interi generi letterari  di successo hanno lasciato la scena e occupano oggi solo la memoria.  Sono spariti il western, il romanzo di pirati, la narrativa di guerra  alla Sven Hassel. Sono apparsi McCormack, Björn (Hassel non è stato  sostituito perché, dopo Joseph Heller, la narrativa militarista può  interessare solo i poveri di spirito). E’ oggettivamente difficile  rimpiangere, di fronte a costoro (che nessuno definirebbe specialisti in  western o in storie piratesche), Louis L’Amour, Zane Grey o Luigi  Motta, per quanto rispetto retrospettivo dobbiamo a simili autori.<br />
Aveva ragione Manchette ad asserire che il <em>noir</em> era la migliore  chiave interpretativa di una società a sua volta anneritasi, in cui  crimine e potere si erano fusi. Però di questo assunto non fece mai un  assioma e, appena si accorse che sciami di imitatori rischiavano di  ridurre a formula sterile le sue intuizioni, li scomunicò uno dopo  l’altro – salvo poche eccezioni – con quelle parole capaci di scorticare  di cui lui solo possedeva il segreto.<br />
Il <em>noir</em> – dopo avere assassinato il “poliziesco” puro – resta  grande in quanto si ricollega direttamente alla tragedia. Ma, in questa  accezione, non richiede né investigatori né delitti. Romanzi neri, anzi,  nerissimi, sono quasi tutti quelli di Zola, compresi alcuni che non  appaiono tali (tipo <em>La conquête de Plassans</em>, che descrive  l’instaurarsi di un delirio erotico-religioso in una cittadina di  provincia; oppure <em>Au Bonheur des dames</em>, con la vicenda del  vecchio ombrellaio rovinato dall’ascesa dei grandi magazzini).<br />
Il <em>noir</em> può continuare a proporsi quale oggetto letterario dotato  di centralità se capirà che la lotta contro il “giallo” è stravinta, ed  è inutile continuarla sullo stesso terreno formale. Le migliori opere  di Paco Ignacio II e di James Ellroy sono una biografia di Ernesto Che  Guevara e un’anti-storia degli Stati Uniti.<br />
Quanto alla fantascienza, la sua grande stagione ’50-‘70 non ha avuto  seguito. Il <em>cyberpunk</em> ne è stato l’ultima propaggine. Però non si  può dire che la narrativa fantascientifica, il genere tra tutti più  vitale e fecondo, più letterariamente propositivo, sia morto di  consunzione. Al contrario: ha deciso con lucidità di compenetrare tutto  ciò che lo attorniava, dalla letteratura “alta” a ogni sfera della  comunicazione. La fantascienza scritta si è volutamente suicidata (le  vendite di <em>Urania</em> sono passate da 40.000 copie a un decimo  appena) per contaminare della propria sostanza l’ambiente circostante, e  trasmutarlo. Ha raggiunto <em>l’opera al rosso</em>. Si è fatta  quintessenza o, per usare un termine più comune, pietra filosofale. Il  genere più nobile ha avuto il più nobile dei destini.<br />
Un esempio da seguire. Alphaville va smantellata, in vista però di una  fusione, non di un’evaporazione.</p>
<p><em>«Ho paura della morte. Ma per un modesto agente segreto come me è  un elemento normale, come il whisky. E io ho bevuto whisky per tutta la  vita.»</em></p>
<p>Insomma, il destino di Alphaville, se vuole perpetuarsi, è esplodere.  Autodistruggersi, in vista non della morte, bensì di un’altra vita. La  saggistica selvaggiamente assemblata che propongo persegue questo fine,  articolato in tre fasi: 1) comprendere la ricchezza del genere; 2)  violarla in molte forme; 3) passare ad altro, pur senza rinnegare  l’ambito d’origine.<br />
(&#8230;)</p>
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		<title>Miserabile Sondaggio: classifica temporanea e considerazioni transitorie</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 09:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una spy story di 400 o 600 pagine? Un romanzo borghese? Storico? Di formazione? Di fantascienza? Fuori dai generi? VOTA IL SONDAGGIO! A due giorni dalla messa on line, il Miserabile Sondaggio che domanda ai Miserabili Lettori qual è il prossimo romanzo del Miserabile sottoscritto che vorrebbero leggere, i voti totali sono 431 in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una spy story di 400 o 600 pagine? Un romanzo borghese? Storico? Di formazione? Di fantascienza? Fuori dai generi?</p>
<p><strong><a href="http://www.giugenna.com/2010/05/25/nuovo-sondaggio-quale-libro-deve-scrivere-per-te-il-miserabile/" target="_blank">VOTA IL SONDAGGIO!</a></strong></p>
<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/05/ggmini.jpg" alt="" title="ggmini" width="70" height="104" class="alignright size-full wp-image-2616" hspace=4 vspace=1 />A due giorni dalla messa on line, il Miserabile Sondaggio che domanda ai Miserabili Lettori qual è il prossimo romanzo del Miserabile sottoscritto che vorrebbero leggere, i voti totali sono 431 in questo istante. In testa è l&#8217;opzione del romanzo fantascientifico (31%), seguita dalla spy story o di 400 o di 600 pagine (13%+12%) e da quella del romanzo (pseudo)biografico fuori dai generi (22%). Il mio voto è andato alla spy story compressa in 400 pagine: mi piacerebbe lavorare sull&#8217;immaginario 80/90 e in particolare su un&#8217;icona &#8220;vuota&#8221; che implica potere, stupro, spettacolo mediale, amore e morte. Con questa dichiarazione di voto non intendo influenzare le scelte altrui. Sorprende che in testa alle preferenze di lettori evidentemente &#8220;forti&#8221; ci sia un genere &#8211; quello fantascientifico &#8211; che le persone sembrano non gradire e l&#8217;editoria scoraggia dal praticare. Ciò implica alcune riflessioni che svolgerò prossimamente.</p>
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		<title>Il Miserabile Sondaggio sul prossimo romanzo tra Affari Italiani e il boom di voti</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una spy story di 400 pagine? Un thriller di 600? Un romanzo borghese? Storico? Di formazione? SF? VOTA IL SONDAGGIO! Nemmeno un giorno, 250 voti: i Miserabili Lettori si sono espressi con un&#8217;intensità che mi sbalordisce, conoscendo da esperto i &#8220;numeri&#8221; del Web attuale (davvero: 250 votanti, quasi tutti in 12 ore, sono tantissimi). Ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una spy story di 400 pagine? Un thriller di 600? Un romanzo borghese? Storico? Di formazione? SF?</p>
<p><strong><a href="http://www.giugenna.com/2010/05/25/nuovo-sondaggio-quale-libro-deve-scrivere-per-te-il-miserabile/" target="_blank">VOTA IL SONDAGGIO!</a></strong></p>
<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/05/libro.jpg" alt="" title="libro" width="124" height="93" class="alignleft size-full wp-image-2611" hspace=4 vspace=2 />Nemmeno un giorno, 250 voti: i Miserabili Lettori si sono espressi con un&#8217;intensità che mi sbalordisce, conoscendo da esperto i &#8220;numeri&#8221; del Web attuale (davvero: 250 votanti, quasi tutti in 12 ore, sono tantissimi). Ieri su Facebook ho espresso la mia preferenza: a me piacerebbe scrivere una spy story &#8220;compressa&#8221;, sotto le 400 pagine, con scene brevi e incisive, facendo saltare i capitoli (un po&#8217; come nell&#8217;<a href="http://www.ibs.it/code/9788804592648/vollmann-william-t/europe-central.html" target="_blank">ultimo Vollmann</a>) e occupandomi dello snodo 80/90 dell&#8217;immaginario occidentale. I Miserabili Lettori Votanti non sono del medesimo avviso: chiedono a sorpresa un testo di fantascienza.<br />
Intanto devo personalmente ringraziare <strong><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1283813488" target="_blank">Antonio Prudenzano</a></strong> di <a href="http://www.affaritaliani.it" target="_blank"><strong>Affaritaliani.it</strong></a>, che <a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/genna_chiede_ai_suoi_fan_che_libro_scrivere250510.html" target="_blank">ha dedicato al nuovo Miserabile Sondaggio un articolo</a>. E&#8217; da tenere d&#8217;occhio, <strong><a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/" target="_blank">Affari Italiani</a></strong>: prossimamente, in quella sede, un annuncio che ritengo importante per tutti i lettori.</p>
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		<title>Nuovo sondaggio: quale libro deve scrivere PER TE il Miserabile?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 10:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il Miserabile sondaggio, con cui a 1.000 voti si è compreso che il nucleo irriducibile dei Miserabili Lettori desidera come editori per il sottoscritto o minimum fax o Einaudi Stile Libero o entrambi, passo a proporre un nuovo Miserabile sondaggio per me ancor più sigificativo &#8211; sia dal punto di vista affettivo sia dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/05/miserabile_genna.jpg" alt="" title="miserabile_genna" width="150" height="175" class="alignleft size-full wp-image-2595" hspace=4 vspace=1 />Dopo il <strong><a href="http://www.giugenna.com/2010/02/11/risultati-del-miserabile-sondaggio-sulleditore-ideale-per-il-miserabile-scrittore/" target="_blank">Miserabile sondaggio</a></strong>, con cui a 1.000 voti si è compreso che il nucleo irriducibile dei Miserabili Lettori desidera come editori per il sottoscritto o <strong><a href="http://www.minimumfax.com" target="_blank">minimum fax</a></strong> o <a href="http://www.einaudi.it/catalogo/%28codDivisione%29/01/%28codLinea%29/A4/%28searchSessionKey%29/Stile%20Libero" target="_blank"><strong>Einaudi Stile Libero</strong></a> o <strong>entrambi</strong>, passo a proporre un nuovo Miserabile sondaggio per me ancor più sigificativo &#8211; sia dal punto di vista affettivo sia dal punto di vista conoscitivo.<br />
Una volta esisteva il committente. Poi si è passati a un modello artistico ispirazionista, che corrispondeva all&#8217;intercettazione spettacolare di un pubblico. Oggi entrambi i modelli mi sembrano integrarsi o annullarsi. In quanto narratore, avverto diverse committenze. Certo, quella dell&#8217;editore, che può essere una blanda indicazione, un ragionamento a fronte di una intenzione narrativa oppure una richiesta esplicita. Colpisce più in profondo, a mio avviso, la committenza di quella che io e alcuni miei amati colleghi continuiamo a riconoscere quale <strong>Repubblica dei Lettori</strong>: nella quale avete cittadinanza voi che leggete queste righe. Conoscere la vostra opinione è per me abbastanza fondamentale. Vi chiedo quindi di esprimere liberamente un parere, votando una delle opzioni nel sondaggio qui sotto. Si può votare soltanto una volta al dì con lo stesso ip. E, nei prossimi giorni, un annuncio a sorpresa&#8230;</p>
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		<title>Risultati del Miserabile Sondaggio sull&#8217;editore ideale per il Miserabile Scrittore</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 11:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A quasi 900 voti, si è creata una situazione di certezza matematica per i risultati del podio relativo al sondaggio (http://poll.pollcode.com/y7Q9) su quale ideale editore dovrebbe pubblicare i libri del Miserabile sottoscritto. Secondo il 38% dei Miserabili Lettori che hanno partecipato al sondaggio, l&#8217;editore più qualificato presso cui pubblicare è minimum fax. Con il 16%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/02/poll.jpg" target="_blank"><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/02/pollmini.jpg" alt="" title="pollmini" width="200" height="157" class="alignleft size-full wp-image-2391" border=0 hspace=5 vspace=1 /></a>A quasi 900 voti, si è creata una situazione di certezza matematica per i risultati del podio relativo al sondaggio (<a href="http://poll.pollcode.com/y7Q9" target="_blank">http://poll.pollcode.com/y7Q9</a>) su quale ideale editore dovrebbe pubblicare i libri del Miserabile sottoscritto.<br />
Secondo il 38% dei Miserabili Lettori che hanno partecipato al sondaggio, l&#8217;editore più qualificato presso cui pubblicare è <a href="http://www.minimumfax.com" target="_blank">minimum fax</a>.<br />
Con il 16%, a pari merito, <a href="http://www.einaudi.it/catalogo/%28codDivisione%29/01/%28codLinea%29/A4/%28searchSessionKey%29/Stile%20Libero" target="_blank">Einaudi Stile Libero</a> e la soluzione ibrida (per certi libri un editore di stazza, per altri libri un editore più piccolo).<br />
Rivelo la mia preferenza (non ho partecipato al voto): è per la soluzione ibrida, che a questo punto dovrebbe essere minimum fax &#038; Einaudi Stile Libero.<br />
Comunico tutto ciò al mio agente Piergiorgio Nicolazzini. Non credo gli sarà utile in alcun modo, poiché trattasi di un gioco. Però è un dato, visto che ha votato circa il 10% dei lettori effettivi dei miei libri, a parte alcune eccezioni di titolo.<br />
PS. Da questo sondaggio è stata esclusa una possibilità (oltre a certi errori: mancano Adelphi e altre sigle, per distrazione mia). Mi riferisco alla possibilità di un editore unicamente digitale, wired. Esclusa dal sondaggio, tale possibilità non lo è dal futuro prossimo. Anzi.</p>
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		<item>
		<title>Si sta per chiudere il Miserabile Sondaggio sull&#8217;editore ideale per il Miserabile Scrittore!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; con allibimento che annuncio che, entro poche ore, se le votazioni proseguono al ritmo attuale, si chiuderà il sondaggio su quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri scritti dal Miserabile Sottoscritto (http://poll.pollcode.com/y7Q9). E&#8217; possibile votare una volta unica, a meno che non cambiate ip. Si è prossimi agli 800 voti, che sono davvero tanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; con allibimento che annuncio che, entro poche ore, se le votazioni proseguono al ritmo attuale, si chiuderà il sondaggio su quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri scritti dal Miserabile Sottoscritto (<a href="http://poll.pollcode.com/y7Q9"><strong>http://poll.pollcode.com/y7Q9</strong></a>). E&#8217; possibile votare una volta unica, a meno che non cambiate ip. Si è prossimi agli <strong>800 voti</strong>, che sono davvero tanti. <strong>A 1.000 voti, il sondaggio si chiude</strong> e io trarrò qualche conclusione. Votate e fate votare. O, come si dice oggi: viralizzate. Tanto è un gioco. Qui sotto: l&#8217;elenco degli editori da votare.</p>
<form method="post" action="http://poll.pollcode.com/y7Q9" target="_blank">
<table border="0" width="450" style="background-color:#EEEEEE;color:#000000;font-family:'Verdana';font-size:13px;" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tr>
<td colspan="2" style="padding:2px;"><strong>Secondo te, quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore?</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="1"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="2"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi Stile Libero</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="3"/></td>
<td style="padding:2px;">Guanda</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="4"/></td>
<td style="padding:2px;">Longanesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="5"/></td>
<td style="padding:2px;">Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="6"/></td>
<td style="padding:2px;">Bompiani</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="7"/></td>
<td style="padding:2px;">Rizzoli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="8"/></td>
<td style="padding:2px;">Marsilio</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="9"/></td>
<td style="padding:2px;">Baldini Castoldi Dalai</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="10"/></td>
<td style="padding:2px;">minimum fax</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="11"/></td>
<td style="padding:2px;">Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><center><br />
<input type="submit" value="Vota"/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<input type="submit" name="view" value="Risultati"/></center></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="white" colspan="2" align="right"><font size="1" color="black">pollcode.com <a href="http://pollcode.com/">free polls</a></font></td>
</tr>
</table>
</form>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Miserabile Sondaggio su &#8216;Pagina 3&#8242; di Radio Rai3 (e si continua a votare)</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2010/02/05/il-miserabile-sondaggio-su-pagina-3-di-radio-rai3-e-si-continua-a-votare/</link>
		<comments>http://www.giugenna.com/2010/02/05/il-miserabile-sondaggio-su-pagina-3-di-radio-rai3-e-si-continua-a-votare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nicola Lagioia, uno dei due conduttori della trasmissione cultuale mattutina Pagina 3 (in onda su Rai Radio3; insieme a Lagioia conduce Elena Stancanelli), ha dedicato una parte della trasmissione al Miserabile Sondaggio e alle questioni che il gioco solleva: potete ascoltare cliccando qui e andando al minuto 23&#8217;55&#8243;. Prosegue intanto il voto, che si chiuderà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/02/radio3.jpg" alt="" title="radio3" width="130" height="77" class="alignleft size-full wp-image-2358" hspace=4 vspace=1 /><a href="http://www.einaudi.it/speciali/Nicola-Lagioia-Riportando-tutto-a-casa" target="_blank">Nicola Lagioia</a>, uno dei due conduttori della trasmissione cultuale mattutina <strong><a href="http://www.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-a35c7c54-3b41-4ea2-a393-6b472ce0e9dd.html?refresh_ce" target="_blank">Pagina 3</a></strong> (in onda su <a href="http://www.radio3.rai.it" target="_blank">Rai Radio3</a>; insieme a Lagioia conduce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Stancanelli" target="_blank">Elena Stancanelli</a>), ha dedicato una parte della trasmissione al <a href="http://poll.pollcode.com/y7Q9" target="_blank">Miserabile Sondaggio</a> e alle questioni che il gioco solleva: potete ascoltare <a href="http://www.rai.it/dl/radio3/popupaudio.html?t=04%2F02%2F2010%20-%20Gli%20approndimenti%20di%20oggi&#038;p=04%2F02%2F2010%20-%20Gli%20approndimenti%20di%20oggi&#038;d=&#038;u=http%3A%2F%2Fwww.rai.it%2Fdl%2Faudio%2F1265284192404Gli%20approndimenti%20di%20oggi2010_02_04.ram" target="_blank">cliccando qui e andando al minuto 23&#8217;55&#8243;</a>.<br />
Prosegue intanto il voto, che si chiuderà quando 1.000 persone avranno espresso il loro giudizio. Al momento il podio dell&#8217;editore idealmente Miserabile è così composto: <a href="http://www.minimumfax.com" target="_blank">minimum fax</a> con quasi il 40%, l&#8217;opzione mista (certi romanzi con editore grande e altri con piccolo) ed <a href="http://www.einaudi.it/catalogo/%28codDivisione%29/01/%28codLinea%29/A4/%28searchSessionKey%29/Stile%20Libero" target="_blank">Einaudi Stile Libero</a> più indietro.<br />
Qui sotto, la tabella per votare. Diffondete a lettori interessati, eventualmente!</p>
<form method="post" action="http://poll.pollcode.com/y7Q9" target="_blank">
<table border="0" width="450" style="background-color:#EEEEEE;color:#000000;font-family:'Verdana';font-size:13px;" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tr>
<td colspan="2" style="padding:2px;"><strong>Secondo te, quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore?</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="1"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="2"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi Stile Libero</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="3"/></td>
<td style="padding:2px;">Guanda</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="4"/></td>
<td style="padding:2px;">Longanesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="5"/></td>
<td style="padding:2px;">Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="6"/></td>
<td style="padding:2px;">Bompiani</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="7"/></td>
<td style="padding:2px;">Rizzoli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="8"/></td>
<td style="padding:2px;">Marsilio</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="9"/></td>
<td style="padding:2px;">Baldini Castoldi Dalai</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="10"/></td>
<td style="padding:2px;">minimum fax</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="11"/></td>
<td style="padding:2px;">Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><center><br />
<input type="submit" value="Vota"/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<input type="submit" name="view" value="Risultati"/></center></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="white" colspan="2" align="right"><font size="1" color="black">pollcode.com <a href="http://pollcode.com/">free polls</a></font></td>
</tr>
</table>
</form>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Miserabile Sondaggio (che continua): intervista su Affaritaliani.it e ripresa su RadioRai</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2010/02/04/miserabile-sondaggio-che-continua-intervista-su-affaritaliani-it/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8226; VOTA IL MISERABILE SONDAGGIO! QUAL E&#8217; L&#8217;EDITORE IDEALE PER PUBBLICARE I LIBRI DEL MISERABILE SCRITTORE? Puoi scegliere qui: http://svel.to/ox Dopo il pezzo su Affaritaliani.it e quello sul Corriere della Sera, Antonio Prudenzano, già autore di un pezzo circa il sondaggio con cui i Miserabili lettori stanno decidendo per gioco (si fa per dire&#8230;) l&#8217;editore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&bull; <strong><a href="http://svel.to/ox" target="_blank">VOTA IL MISERABILE SONDAGGIO! QUAL E&#8217; L&#8217;EDITORE IDEALE PER PUBBLICARE I LIBRI DEL MISERABILE SCRITTORE? Puoi scegliere qui: http://svel.to/ox</a></strong></p>
<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/02/sondaggio1.jpg" alt="" title="sondaggio" width="200" height="193" class="alignleft boder=1 size-full wp-image-2347" hspace=4 vspace=1 />Dopo il pezzo su <strong><a href="http://www.giugenna.com/2010/02/03/su-affaritaliani-it-il-miserabile-sondaggio-sulleditore-ideale-che-va-avanti/">Affaritaliani.it</a></strong> e quello sul <strong><a href="http://www.giugenna.com/2010/02/03/sul-corriere-della-sera-il-miserabile-sondaggio-sulleditore-ideale/">Corriere della Sera</a></strong>, <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1283813488&#038;ref=mf" target="_blank">Antonio Prudenzano</a>, già autore di un pezzo circa il sondaggio con cui i Miserabili lettori stanno decidendo per gioco (si fa per dire&#8230;) l&#8217;editore ideale del Miserabile Scrittore, mi ha intervistato sempre su <strong><a href="http://www.affaritaliani.it/entertainment/giuseppe_genna_racconta_suo_rapporto_con_facebook030210.html" target="_blank">Affaritaliani.it</a></strong> (<a href="http://www.affaritaliani.it/entertainment/giuseppe_genna_racconta_suo_rapporto_con_facebook030210.html" target="_blank">qui la versione integrale</a>). Oggi ne ha parlato a RadioRai Nicola LaGioia, che conduce <strong><a href="http://www.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-a35c7c54-3b41-4ea2-a393-6b472ce0e9dd.html" target="_blank">Pagina 3</a></strong>: domani, il podcast. Sotto la citazione, il Miserabile Sondaggio: in due giorni, 500 voti &#8211; a 1.000 ci si ferma. Votate, votate, votate.</p>
<blockquote><p><strong>Giuseppe Genna racconta il suo rapporto con Facebook ad Affaritaliani.it e parla del sondaggio che ha lanciato sul suo sito&#8230;</strong><br />
di ANTONIO PRUDENZANO<br />
&#8220;In un momento di transizione, vista la fine del mio contratto con la Mondadori, ho sentito il bisogno di sapere cosa ne pensano i miei lettori. Ecco perché ho lanciato un sondaggio per chiedere loro qual è il mio editore ideale&#8230;&#8221;. Giuseppe Genna spiega ad Affaritaliani.it la sua ultima trovata &#8216;virtuale&#8217;, e racconta il suo rapporto con internet (cominciato già nel 1995) e con Facebook in particolare&#8230;</p></blockquote>
<form method="post" action="http://poll.pollcode.com/y7Q9" target="_blank">
<table border="0" width="450" style="background-color:#EEEEEE;color:#000000;font-family:'Verdana';font-size:13px;" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tr>
<td colspan="2" style="padding:2px;"><strong>Secondo te, quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore?</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="1"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="2"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi Stile Libero</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="3"/></td>
<td style="padding:2px;">Guanda</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="4"/></td>
<td style="padding:2px;">Longanesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="5"/></td>
<td style="padding:2px;">Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="6"/></td>
<td style="padding:2px;">Bompiani</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="7"/></td>
<td style="padding:2px;">Rizzoli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="8"/></td>
<td style="padding:2px;">Marsilio</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="9"/></td>
<td style="padding:2px;">Baldini Castoldi Dalai</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="10"/></td>
<td style="padding:2px;">minimum fax</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="11"/></td>
<td style="padding:2px;">Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><center><br />
<input type="submit" value="Vota"/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<input type="submit" name="view" value="Risultati"/></center></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="white" colspan="2" align="right"><font size="1" color="black">pollcode.com <a href="http://pollcode.com/">free polls</a></font></td>
</tr>
</table>
</form>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Su Affaritaliani.it: il Miserabile Sondaggio sull&#8217;editore ideale. Che va avanti</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2010/02/03/su-affaritaliani-it-il-miserabile-sondaggio-sulleditore-ideale-che-va-avanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non immaginavo che il sondaggio ludico per sapere dai Miserabili Lettori qual è l&#8217;editore ideale dei libri del Miserabile sottoscritto sortisse votazioni intense e sconcertanti. Anzitutto i numeri: chi conosce l&#8217;audience web sa che sono tanti, se vengono da un blog (un conto sono le visite di lettura, un conto le azioni che si compiono). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giugenna.com/wp-content/uploads/2010/02/sondaggio.jpg" alt="" title="sondaggio" width="144" height="149" class="alignleft size-full wp-image-2336" hspace=4 vspace=1 border=1 />Non immaginavo che <a href="http://www.giugenna.com/2010/02/02/richiesta-a-sondaggio-ai-miserabili-lettori-quale-editore-eventualmente-per-il-miserabile-scrittore/">il sondaggio ludico</a> per sapere dai Miserabili Lettori qual è l&#8217;editore ideale dei libri del Miserabile sottoscritto sortisse votazioni intense e sconcertanti. Anzitutto i numeri: chi conosce l&#8217;audience web sa che sono tanti, se vengono da un blog (un conto sono le visite di lettura, un conto le azioni che si compiono). Poi <a href="http://poll.pollcode.com/y7Q9_result?v">i risultati</a>: ai Miserabili Lettori non frega nulla né dell&#8217;anticipo né dell&#8217;eventuale prestigio che un editore di grossa stazza può concedere ai libri del sottoscritto &#8211; il quale, secondo ben più che 1/3 dei votanti, ha il suo editore ideale in minimum fax. Qui sotto, replico il sondaggio, che è ancora aperto. Vi invito a votare. Finché non sono raggiunti le 1.000 preferenze, continuo a proporre questo sondaggio. <a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/giuseppe_genna020210.html" target="_blank">Che, tra le altre cose, ha attirato l&#8217;attenzione della redazione di <strong>Affaritaliani</strong>, la quale gli ha dedicato un articolo</a>.</p>
<form method="post" action="http://poll.pollcode.com/y7Q9" target="_blank">
<table border="0" width="450" style="background-color:#EEEEEE;color:#000000;font-family:'Verdana';font-size:13px;" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tr>
<td colspan="2" style="padding:2px;"><strong>Secondo te, quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore?</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="1"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="2"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi Stile Libero</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="3"/></td>
<td style="padding:2px;">Guanda</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="4"/></td>
<td style="padding:2px;">Longanesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="5"/></td>
<td style="padding:2px;">Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="6"/></td>
<td style="padding:2px;">Bompiani</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="7"/></td>
<td style="padding:2px;">Rizzoli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="8"/></td>
<td style="padding:2px;">Marsilio</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="9"/></td>
<td style="padding:2px;">Baldini Castoldi Dalai</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="10"/></td>
<td style="padding:2px;">minimum fax</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="11"/></td>
<td style="padding:2px;">Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><center><br />
<input type="submit" value="Vota"/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<input type="submit" name="view" value="Risultati"/></center></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="white" colspan="2" align="right"><font size="1" color="black">pollcode.com <a href="http://pollcode.com/">free polls</a></font></td>
</tr>
</table>
</form>
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		<item>
		<title>Richiesta a sondaggio ai Miserabili Lettori: quale editore eventualmente per il Miserabile Scrittore?</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2010/02/02/richiesta-a-sondaggio-ai-miserabili-lettori-quale-editore-eventualmente-per-il-miserabile-scrittore/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nugae]]></category>
		<category><![CDATA[bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Detto che non è affatto detto che i libri del sottoscritto interessino ad alcuno degli editori qui sotto elencati, avendo terminato il medesimo sottoscritto il suo contratto con Mondadori, si chiede ai Miserabili Lettori quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore. E&#8217; un gioco, null&#8217;altro. Va tenuto presente che, dall&#8217;anno prossimo, torno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Detto che non è affatto detto che i libri del sottoscritto interessino ad alcuno degli editori qui sotto elencati, avendo terminato il medesimo sottoscritto il suo contratto con Mondadori, si chiede ai Miserabili Lettori quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore. E&#8217; un gioco, null&#8217;altro. Va tenuto presente che, dall&#8217;anno prossimo, torno in possesso di tutti i libri attualmente in Mondadori, tra cui <strong>Nel nome di Ishmael </strong>e gli altri thriller, che bisogna valutare se pubblicare presso collane economiche oppure sul Web.</p>
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<table border="0" width="450" style="background-color:#EEEEEE;color:#000000;font-family:'Verdana';font-size:13px;" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tr>
<td colspan="2" style="padding:2px;"><strong>Secondo te, quale sarebbe l&#8217;editore ideale per i libri del Miserabile Scrittore?</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="1"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="2"/></td>
<td style="padding:2px;">Einaudi Stile Libero</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="3"/></td>
<td style="padding:2px;">Guanda</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="4"/></td>
<td style="padding:2px;">Longanesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="5"/></td>
<td style="padding:2px;">Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="6"/></td>
<td style="padding:2px;">Bompiani</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="7"/></td>
<td style="padding:2px;">Rizzoli</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="8"/></td>
<td style="padding:2px;">Marsilio</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="9"/></td>
<td style="padding:2px;">Baldini Castoldi Dalai</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="10"/></td>
<td style="padding:2px;">minimum fax</td>
</tr>
<tr>
<td width="5">
<input type=radio name="answer" value="11"/></td>
<td style="padding:2px;">Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><center><br />
<input type="submit" value="Vota"/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<input type="submit" name="view" value="Risultati"/></center></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="white" colspan="2" align="right"><font size="1" color="black">pollcode.com <a href="http://pollcode.com/">free polls</a></font></td>
</tr>
</table>
</form>
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		<title>L&#8217;esperienza del fuoco, io te la consiglio&#8230;</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2009/11/22/lesperienza-del-fuoco-io-te-la-consiglio/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nugae]]></category>
		<category><![CDATA[corrado guzzanti]]></category>
		<category><![CDATA[Genna]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Genna]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/myibMOt2gEw&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/myibMOt2gEw&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Letteratura 2.0: Laura Scimone</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2009/10/30/letteratura-2-0-laura-scimone/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nugae]]></category>
		<category><![CDATA[Genna]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Genna]]></category>
		<category><![CDATA[laura scimone]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di scarto dalla norma che è indistinguibile dalla norma stessa: ecco un lavoro straordinario su icona e anti-icona, su immaginario e cultura dello hinterland occidentale. Quoad me, sono semplicemente entusiasta. Consiglio la visione fino all&#8217;ultimo secondo. E la lettura della di lei autodefinizione wiki. E&#8217; un genio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di scarto dalla norma che è indistinguibile dalla norma stessa: ecco un lavoro straordinario su icona e anti-icona, su immaginario e cultura dello hinterland occidentale. Quoad me, sono semplicemente entusiasta. Consiglio la visione fino all&#8217;ultimo secondo. E la lettura della di lei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Laura_scimone" target="_blank">autodefinizione wiki</a>. E&#8217; un genio.</p>
<div align=center><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2c3l9gD7co4&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2c3l9gD7co4&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></div>
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		<title>Ecce Bomba letteraria</title>
		<link>http://www.giugenna.com/2009/03/27/ecce-bomba-letteraria/</link>
		<comments>http://www.giugenna.com/2009/03/27/ecce-bomba-letteraria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 11:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Genna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nugae]]></category>
		<category><![CDATA[ecce bombo]]></category>
		<category><![CDATA[Genna]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Genna]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[nanni moretti]]></category>
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		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia amica D. ha enunciato ierisera, dopo che le avevo accennato a un&#8217;uscita recente di narrativa, un aforisma gnomico e sapienzale, che qui riporto integralmente: &#8220;Ma mi si nota di più se pubblico un romanzo oppure se non lo pubblico?&#8221; Buon divertimento, in ogni senso:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia amica D. ha enunciato ierisera, dopo che le avevo accennato a un&#8217;uscita recente di narrativa, un aforisma gnomico e sapienzale, che qui riporto integralmente:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ma mi si nota di più se pubblico un romanzo oppure se non lo pubblico?&#8221;</p></blockquote>
<p>Buon divertimento, in ogni senso:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/G5avM6ZNWm8&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/G5avM6ZNWm8&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
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