Iperdinamica della retorica: indifferenza tra tropi e figure

apr 21

Iperdinamica della retorica: indifferenza tra tropi e figure

Che cos’è una figura? E’ possibile definire una figura? Si riesce per caso ad avere una visione di insieme di una figura? E se poi, in avanzo, si tratta di una figura vivente? L’abolizione della percezione delle retoriche come “luoghi” determinabili (anche quando le si definisce aperte, in eccedenza, non determinabili – il che è...

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Umano ed ultraumano: Porta e Celan

apr 07

Umano ed ultraumano: Porta e Celan

Sebbene non sia questa la sede per un raffronto tra prospettive di sguardo e di immagine emergenti in Antonio Porta e in Paul Celan, poeti apparentemente molto distanti per lingua e temi e ritmi, mi permetto di commentare brevemente, in maniera volutamente sintetica e orientata, due loro poesie in parallelo: da Week End di Porta (1971/73) il quinto movimento di...

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Oltre il tempo che narra

apr 03

Oltre il tempo che narra

Ieri sera leggevo un testo di critica americana su Don DeLillo. Emergeva una domanda: “Il mondo, che è temporale, concede la possibilità di una struttura narrativa – nemmeno solamente lineare, ma comunque narrativa. Il problema è: cosa accade se salta una temporalità del genere? Cioè: cosa accade se noi percepiamo il tempo e il mondo diversamente?...

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Silenzio, Essere, Donna

apr 01

Silenzio, Essere, Donna

Tra i commenti pervenuti su Facebook e le mail giuntemi in casella riguardo alla nota, idiosincratica e priva di pretese, Il silenzio, ovvero la tremenda potenza dell’universale seduzione, assumo due reazioni e cerco di svilupparle. La prima è una domanda di chiarimento circa il passaggio in cui abbozzo questo possibile percorso di percezione del testo (del...

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Il silenzio, ovvero la tremenda potenza dell’universale seduzione

mar 31

Il silenzio, ovvero la tremenda potenza dell’universale seduzione

[La riflessione che segue ha questa struttura: in prima battuta affermazioni ed enunciazioni che paiono astratte e prive di supporto testuale; infine, il testo a cui miro, che precede queste riflessioni e viene esposto solo all'ultimo] Esiste un livello ulteriore: l’ultimo non è mai l’ultimo. Però: non all’infinito. Che cosa intendono certi...

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Hölderlin, ovvero il tragico come vuoto

mar 24

Hölderlin, ovvero il tragico come vuoto

Prima di questa riflessione, vorrei dare notizia di alcune eventualità attuali e prossime. Da qualche giorno, con esercizio di pudore che corrisponde a un semplice sospiro di sollievo (che sarebbe poi la natura naturante del respirare autentico e cioè del respiro dell’autentico), tento di andare disciogliendo nodi teorici attraverso piccole sincrasie:...

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Dove posa il piede il nomade

mar 23

Dove posa il piede il nomade

“Non credere mai che uno spazio liscio sia sufficiente per salvarci” è un precetto, più che un consiglio, che Gilles Deleuze [nel ritratto a destra] e Félix Guattari forniscono nel loro plurinterpretato Millepiani. Nasce dall’opposizione apparente di due fenomenologie dell’universale percettivo e, probabilmente, extrapercettivo, ovverosia...

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Cristina Campo: fine della critica, analogia, figura

mar 20

Cristina Campo: fine della critica, analogia, <i>figura</i>

Salvatore Agresta (psicoterapeuta e saggista, di cui ricordo qui pubblicati il fondamentale intervento sul trauma e le osservazioni su Bion e la “testimonianza cieca” in Apocalisse con figure) mi segnala, con affetto impagabile, in merito al discorso sulla critica e sulla teoria della letteratura, un passo da Cristina Campo. E’ interessante, ai fini...

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Allegoria, metafora, epica – Péter Szondi: Speranza nel passato: su Walter Benjamin

mar 19

Allegoria, metafora, epica – Péter Szondi: <i>Speranza nel passato: su Walter Benjamin</i>

Di nuovo la metafora svolge una funzione particolare: il paragone porta l’uno verso l’altro il passato e il futuro, il presagio del bambino e la capacità conoscitiva dell’adulto L’allegoria aperta di cui Benjamin tratta, esplicitamente nel Dramma barocco e implicitamente ovunque nel corpus delle sue opere, ha subìto le più svariate interpretazioni....

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Gramsci sul X canto dell’Inferno: ovvero, la critica in atto

mar 13

Gramsci sul X canto dell’<i>Inferno</i>: ovvero, la critica in atto

Come si ragiona su un testo? In tanti modi. Avendo presenti idee e sentimenti di lingua, cioè di stile e retoriche, di forma, di struttura, di temi, di ombre inavvertite dell’implicito. Non concordo con una conclusione che sia una, tra quelle che Antonio Gramsci, in Letteratura e vita nazionale, trae esaminando il X canto dell’Inferno dantesco, in una...

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