Certi processi di enfiamento dello io
mag 09
mag 07
Il nuovo romanzo di Teresa Ciabatti è un’impressionante narrazione a cui gli italiani non sono abituati e che con Oates e Munroe rischiara i cieli della letteratura. Una trama che ruota intorno a Marta Bonifazi, a mio avviso tra i personaggi indimenticabilii della nostra narrativa contemporanea. Un meccanismo romanzesco perfetto, che si intrude nella realtà di vilipendio morale e fisico che è la cifra di questo presente. Le recensioni del sottoscritto e di Giancarlo Liviano D’Arcangelo, uno degli scrittori italiani più strepitosi della nuova generazione italiana. Continua
Continuamag 05
L’autore de “La seconda mezzanotte” su “La Stampa analizza” temi e stili del nuovo romanzo di Alessandro Bertante, che “tiene fede al proprio disgusto, alle sue ragioni profonde, e questo fa di ’Estate crudele’ un testo esemplare di quella che Daniele Giglioli ha definito «scrittura dell’estremo» nella nuova narrativa italiana, una scrittura che, assediata da immagini e parole vuote, narcisisticamente compiaciute del proprio sedicente disgusto, sceglie, in presenza di un cadavere, di suscitare nel lettore la stessa reazione che scaturirebbe dalla cosa rappresentata…” Continua
Continuamag 04
Sul “Corriere della Sera”, uno dei maggiori critici italiani contemporanei affronta l’epica dell’autore di “New Thing” e del suo socio di scrittura: “Un’allegoria ben gestita, che elude ogni sovraccarico di significato. Non sono e non si sentono eroi gli eroi di questo libro, una patente che lasciano agli alfieri delle stragi. Non raggiungono la vetta più alta, non mirano alla gloria, non reclameranno per sé grandi spazi vitali a guerra finita. Non detengono il segreto della soluzione finale, espressione mostruosa se mai ve ne furono…” Continua
Continuaapr 25
“Nel tempo quando avevo i sentimenti, | da cui nessuna forza poteva ripararmi | nessun noa né tabu | il 25 aprile andando per i cippi | dei caduti, come per le stazioni di un calvario, | sopraffatto tremavo, e poi dalla piccola compagnia mi defilavo | come in una profonda definitiva pioggia…” Continua
Continuaapr 15
Uno dei migliori narratori italiani, nascosto dietro un pubblico ologramma da professionista editoriale: Antonio Franchini, protagonista di una svolta avantpop alla fine dei Novanta, racconta di delusioni, esistenzialismi e letteratura in questo inedito: “Così rimasi solo, in mezzo alle pile di quei libri morti, nei corridoi creati dalle cataste dei giornali, dietro la parete alzata dagli schedari di metallo dai cassetti arrugginiti, in quel cimitero di carta….” Continua
Continuamar 22
L’uscita della raccolta di racconti “L’angelo Esmeralda” di Don DeLillo (Einaudi, 19 euro, traduzione di Federica Aceto) consegna una galassia di fantasmi a un lettore che, a mio modo di vedere, è il lettore di questo tempo, se questo tempo ancora mantenesse in vigore il canone di lettura. Non mi soffermerei sulla natura limbica dei personaggi e dei dialoghi di DeLillo, che sfiorano il giro filosofico di un pensiero che annulla le proprie possibilità linguistiche – rimango invece alle reazioni che si sono date all’uscita del libro in America… Continua
Continuamar 18
Un intervento critico di Francesco Filia sulla raccolta vertiginosa “Millimetri” di Milo De Angelis, originariamente edita da Einaudi nel 1983 e prossimamente ripubblicata ne Le Silerchie de il Saggiatore. Una poesia assoluta, accecante, che costringe a un rapporto definitivo col testo: In noi giungerà l’universo / quel silenzio frontale dove eravamo / già stati”. Continua
Continuagen 21
“Parlare di Georges Simenon (qualcosa come 500 titoli fra i molti romanzi della serie Maigret e quelli ancora più numerosi che lui amava chiamare i suoi «romanzi-romanzi») costituisce appunto uno dei casi più macroscopici di refrattarietà a qualsiasi tentativo di catalogazione o, peggio, di ghettizzazione. Simenon è un grande scrittore di intrattenimento o un grande scrittore e basta?” Continua
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