Quando Foster Wallace incontrò Lynch

set 28

Quando Foster Wallace incontrò Lynch

“Che quello di Wallace non sia un lavoro critico ce lo riferiscono alcune considerazioni orgogliosamente schierate e che diremmo quasi ingenue se non sapessimo di stare a leggere una sorta di novello Proust che sa maledettamente il fatto suo: ‘Lynch proietta la visione oltre ciò che è dato vedere. Non è più questione di forme comunque spietate e perfette. La narrazione è una maschera…’” Continua

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Metafisica di Federica Fracassi

lug 30

Metafisica di Federica Fracassi

Canto caotico di colei che considero una delle più importanti attrici italiane, Federica Fracassi, osservata in assoluto allibimento mentre prova i “Canti del caos”, scrittura teatrale dall’omonimo lavoro letterario di Antonio Moresco, per la regia di Renzo Martinelli: lo choc di trovarsi di fronte la Donna, l’Arcaico, il Senza Tempo e l’esperienza del teatro come veicolo ad altro: la coscienza… Continua

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Bresson: L’ARGENT

lug 20

Bresson: L’ARGENT

Un formidabile (nel senso integrale di temibile: in quanto schierato, senza compromessi) saggio di Signorelli da ‘Cineformum’ su Bresson e la sua macchina antitrascendentale: “I personaggi de ‘L’argent’ non sono vittime del denaro, ma interpreti del mercato; oggetti funzionali, non conoscono il dover essere. Il grande moralista Bresson li abbandona al rispecchiamento di un’essenza. Prodotti di alienazione, essi sono chiusi alla trascendenza, intesa anche solo come il progetto esistenziale della scelta…” Continua

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‘L’Annunziata’ di Antonello da Messina

set 28

‘L’Annunziata’ di Antonello da Messina

Esegesi basale del capolavoro di Antonello da Messina, “L’Annunziata” di Palermo, una delle quattro annunciazioni di cui fu autore il genio siculo. Al di fuori da interpretazioni dialettiche o esoteriche, la storica dell’arte Marina Planti fornisce una pura descrizione suggestiva, con i minimali teologici a spiegare ciò che serve. Continua

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Gli scritti di Louise Bourgeois

giu 29

Gli scritti di Louise Bourgeois

L’introduzione di Hans-Ulrich Obrist a “Distruzione del padre / Ricostruzione del padre”, cioè la raccolta degli scritti di LB: pagine di diario, scritture connesse alle opere, carteggi, testimonianze sugli incontri con i massimi artisti del Novecento… Continua

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Su NON IO di Filippo Robboni

mar 23

Su NON IO di Filippo Robboni

“Entrai in contatto con alcune immagini che non lo erano. Erano sfregi al tempo, non sfregi procurati dal tempo. Strappi, dilacerazioni. Di cosa? Dell’immensa carne, questo aggregato colloidale che è il nostro eden o il nostro carcere, in cui siamo e ci muoviamo, la carne tutta intrisa di io…” Continua

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Gilles Deleuze e Francis Bacon

feb 20

Gilles Deleuze e Francis Bacon

Un saggio del 1995 su un testo fondamentale nella storia degli incontri tra movimento del pensiero e opera d’arte: “Logica della sensazione” dell’autore francese, che conduce alla ridefinizione del territorio e del fenomeno umano attraverso visioni tattili dell’opera di Bacon. Continua

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Su Valeria Parrella: Lo spazio tragico

feb 16

Su Valeria Parrella: Lo spazio tragico

Su colonna sonora di Murcof, una installazione web ispirata al romanzo “Lo spazio bianco” di Valeria Parrella, per sottolinearne il debito con la tragedia greca classica e la vocazione cosmica. Un atto critico idiosincratico. Continua

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Anish Kapoor: processo dell’identità

feb 16

Anish Kapoor: processo dell’identità

“Nulla è privo di significato psicologico, indagare è compito dell’arte”. “L’artista non crea oggetti. L’artista crea mitologie”. E: “Io non ho nulla da dire”. La metafisica di uno degli artisti Maestri del nostro tempo. Continua

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Intervista ad Anselm Kiefer

dic 10

Intervista ad Anselm Kiefer

“Di notte mi sposto in bicicletta da un quadro all’altro”
[Intervista ad Anselm Kiefer sul ciclo "Jason" e "Das Goldene Viels" - Süddeutsche Zeitung Magazin n. 46, 16.11.1990 - Intervista realizzata da Christian Kämmerling e Peter Pursche - traduzione e cura di Matteo Zadra]

SZ: Il viaggio degli Argonauti, che lei racconta nelle precedenti venti pagine, è un mito fortemente militare. Lei lo fa invece iniziare innocentemente da un incontro pomeridiano per il caffè…

K: Sì, voglio inserire questa storia in un contesto altamente banale e quotidiano. E proprio così è incominciato: stavo seduto con i miei collaboratori al tavolo a prendere caffè e dolcetti, e, dopo aver mangiato, improvvisamente il piano del tavolo stava davanti a me come un campo di battaglia: tazze vuote, avanzi nei piatti, briciole, tracce. Ecco: un tavolo da caffè tedesco – qualora si prenda il caffè nel modo corretto – lascia emergere Giasone.… Continua

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