Emanuele Tonon: IL NEMICO
giu 16
Sono orgoglioso di colloquiare, alle 19 presso la Libreria Centofiori di Milano (piazzale Dateo 5 – qui la mappa), con Emanuele Tonon a proposito del “romanzo eretico”, Il nemico (Isbn Edizioni). Non desidero scrivere molto, di questa che ritengo una delle narrazioni italiane più importanti degli ultimi anni (un articolato intervento è stato pubblicato qui, a firma di Andrea Ponso). E’ un’opera ed è arte in quanto necessarissima e necessitatissima. E’ un libro che si impone allo scrittore così come a chi legge, è tesissimo nel lavoro di reperimento di una verità vuota, di una luminosità che superi il conflitto tra luce bianca e buie tenebre. E’ un racconto (quindi è soprattutto finzione) sulla morte del padre e uno sulla morte del Padre per come l’occidente contemporaneo l’ha massivamente immaginato. Il Nemico non è il Padre e nemmeno il suo Avversario tradizionale: è il Figlio. Tutto è redento a priori, ma la redenzione stessa è l’abisso dell’inaccettabile, del non sostenibile e, in fin dei conti, una devianza dalla natura naturale di tutto, compreso il fenomeno umano. Tale devianza ha conseguenze anche sul piano immaginale, non solo su quello biografico. Le due parti del “romanzo” di Tonon sono una contro l’altra scherate e contemporaneamente sono agganciate l’una all’altra, reciproche. Due scritture diverse le dominano, formidabili entrambe. E’ davvero una letteratura teologica? Sì e no. Sì: è il tentativo di scrivere la Sacra Scrittura, di aggiungere il Libro che manca. No: lo stile è fondamentale, ma non è certo quello della tradizione bellettrista italiana,ciò che è “alto” nella lingua di Tonon è comunque qualcosa che attiene al pensiero. Qui mi fermo. Chi sarà stasera alle 19 presso la Libreria Centofiori ascolterà di più dalla viva voce dell’autore. Se non potesse o se volesse un anticipo, ecco un’audiointervista a Emanuele Tonon (dura 7 minuti circa):
