Davide Longo: L’UOMO VERTICALE
apr 02
… consigliamo vivamente la lettura del recente romanzo scritto da Davide Longo, L’uomo verticale (Fandango, € 18). L’autore è giunto a un clamoroso e meritato successo editoriale con Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos) e recentemente ha curato una bella antologia per Einaudi Stile Libero (Racconti di montagna).
Il libro, che per più versi (tranne quello teologico) si iscrive in una tradizione post-apocalittica recentemente ravvivata dal Cormac McCarthy de La strada, è la storia di un fallito e di un fallimento – oppure della naturalezza della storia e della natura: la catastrofe e la tragedia come elementi naturali, che investono l’umano a partire dall’intera nostra nazione. L’Italia, nominata due volte in tutto il romanzo, è la scena primaria e avanzatissima di un crollo verticale, che manda a gambe all’aria ogni rapporto civile per come è conosciuto e sperimentato da noi occidentali contemporanei. Un ciclone che fa strage di economia, legge, sicurezza, solidarietà, istituzioni – tutto viene riportato ad aggressioni generalizzate, intere città vivono isolate in preda a scorribande violentissime, la Guardia Nazionale tenta di mantenere l’ordine costituito e ormai fatalmente minato. Esodi di massa verso Svizzera e Francia ottundono le arterie che fanno fuoriuscire dal Paese.
In questa caduta repentina, in questo choc che fa del futuro il ritorno all’arcaico e al precivile, l’ex professore di letteratura e scrittore Leonardo si trova isolato nel suo paesello di nascita, dove aveva trovato rifugio all’indomani di uno scandalo che lo aveva coinvolto e costretto alle dimissioni da docente. Quello scandalo aveva sfasciato l’esistenza borghese (quindi: esisteva ancora un’esistenza borghese) dello scrittore Leonardo – che aveva smesso di scrivere, era stato cacciato da sua moglie, si era visto interdire la figlia Lucia…
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