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Pubblicato il 13 ottobre 2009 | in Segnalazioni
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WEB 2.0
Sveltopedia, ironia in 140 battute
quando la definizione è fulminante
Si propone di rifare il verso a Wikipedia. Chiede e offre agli utenti spiegazioni con il metro di Twitter e Facebook. E la risposta del pubblico non si fa attendere
di RICCARDO BAGNATO
BREVI, ma soprattutto ironiche, e a volte – perché no – sopra le righe. Sono le definizioni di Sveltopedia, l’enciclopedia online in formato twitter che fa il verso alla più nota Wikipedia, lanciata da appena dieci giorni, e subito diventata un piccolo successo in Rete al ritmo di centinaia di definizioni pubblicate al giorno. Come funziona? Chiunque può spiegare un termine, un personaggio o un fenomeno, a patto, però, che la definizione non superi i 140 caratteri – Twitter docet – e che incontri il gusto dei promotori di Sveltopedia. In altre parole: che faccia ridere (e riflettere).
Ce n’è per ogni gusto e colore politico. Volete sapere chi sono i Cavalieri di Malta? Eccovi serviti: “Una specie di Dungeons and Dragons, solo che è vero”. Volete conoscere la definizione di arte contemporanea? Voilà: “Mah, prima o poi lo è stata tutta”. Di precario? “L’unica persona ad avere un futuro certo in tempo di crisi”. Freddure col sorriso o al vetriolo, pensate e pubblicate dagli utenti che, in costante crescita, stanno intasando il gruppo dedicato a Sveltopedia su Facebook, vero e proprio Zelig per linguisti, scrittori e non.
E in tempi di sentenze, primarie e scontri politici niente di meglio per stemperare gli animi e concedersi qualche risata in perfetto stile bipartisan. Basti consultare le dieci definizioni più lette su Sveltopedia. L’immancabile Silvio Berlusconi (“Qualcuno lodava, qualcuna la dava, qualcuno l’odiava. Ma era così, di Costituzione”), la Padania (“Nazione immaginaria situata tra il nord Italia e il cervello di Calderoli, quindi inesistente”), il quotidiano Libero (“Figura retorica detta “ossimoro”.”) o ancora Umberto Bossi (“Un uomo che mette i puntini sulle ü.”), Mike Buongiorno (“Essere superumano ed eterno fatto di etere, primo a scalare il Cervino con una mongolfiera rimanendo allegro.”) e infine PD (“Acronimo della nota bestemmia proferita guardando i risultati elettorali.”).
Per partecipare – non c’è bisogno di dirlo – oltre al sito si può usare twitter e facebook. Mentre quelli di Mikamai, media agency italiana che ha lanciato l’idea, e primi ad essere sorpresi del successo, fanno sapere che non si tratta solo di un esperimento nato per gioco “ma di una piattaforma grazie alla quale far crescere i futuri scrittori 2.0″ parola di Lorenzo Viscanti, fondatore della società e promotore del progetto insieme allo scrittore Giuseppe Genna.


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