Il Miserabile su mapendo.it

ott 12

mapendoIn lingua swahili significa “grande amore”. Il cuore e la testa ce li mette Lorenzo Viscanti, che sta realizzando, a mio umile parere, il miglior magazine tecnologico dell’attuale Web italico. Mapendo.it è l’osservatorio e l’avanguardia di ciò che sta accadendo e sta per accadere in Rete e nell’amnio digitale. E’ contenuto, tecnologia e servizio in un’unità inscindibile, che è data dalla narrazione. Da oggi incomincio a collaborare con mapendo.it, entrando dalla porta principale: quella dell’ospite intervistato. Non ci sarà da sorprendersi se appariranno, sulle pagine del “grande amore” (che non è affatto detto sia “il primo”) anche interviste a certi scrittori. Per questo lo segnalo qui, oltre ovviamente a vantaggio di chi abbia interesse a comprendere, senza esoterismi allucinati, la mappatura transitoria di questo ambiente mutabile e in continua evoluzione.

Vai a mapendo.it

Giuseppe Genna: l’esperienza di Clarence
Sei stato una delle persone dietro Clarence, forse la più importante esperienza Internet basata sui contenuti nella Internet italiana di alcuni anni fa. Vuoi raccontarci qualcosa, anche per chi non conosce Clarence?
clarence_logoClarence è stato un Proteo della Rete, almeno fino all’avvento del Web 2.0. Nata come chat e insieme di forum, si è trasformata nel 1996 in portale, per poi diventare una comunità e una piattaforma blog. I fondatori sono Gianluca Neri (attualmente gestore di Macchianera e organizzatore del BlogFest) e Roberto Grassilli, presuli del settimanale satirico “Cuore”. La satira è stato il perno attorno a cui ha ruotato un intero caleidoscopio di contenuti, dalla controinformazione alla letteratura alla imposizione e poi distruzione del “trash”. Per la geografia del Web 1.0 italiano, Clarence risultava tra i protagonisti, insieme a realtà come repubblica.it o Virgilio. Con lo sgonfiarsi della bolla speculativa che aveva investito la Rete, la nuova proprietà di Clarence ha deciso di dismettere le attività di contenuto, trasformando completamente concept e natura del progetto.
Ciò che posso dire è che si è trattato di un incrocio di menti e scritture che esprimevano una visione molto dinamica di ciò che accadeva nella realtà off line e on line. Alcune iniziative, considerando che si navigava con modem a 56k, sono risultate addirittura profetiche – per esempio l’abnorme area dedicata ai video, una sorta di pre-YouTube che sembrava impensabile ai tempi. In altri àmbiti, come quello editoriale spicciolo, l’impatto è stato abbastanza forte. L’editoria tradizionale, per un certo periodo, ha subìto la dinamicità e la sfrontatezza di questo produttore di contenuti e servizi. Lo stesso dicasi per quanto concerne il marketing. Eventi come l’assedio a bussolotti alla casa del Grande Fratello 1 o lo scatenamento di folle allo Smau (i cosiddetti “Kamiclarenz”) permisero in quegli anni di osservare come dalla Rete un’intera generazione poteva effettivamente incidere su processi comunicativi e sociali. Scrittori autentici sono “nati” su Clarence. La verve polemica e comica era una sorpresa giornaliera, o addirittura oraria, visto che sin dal ’98 si refreshava la homepage circa 8 volte al dì.
Leggi il seguito su mapendo.it