Thomas Pynchon: “Contro il giorno”
Pubblicato il 22 giugno 2009 | in Libri visti
Thomas Pynchon – Contro il giorno – traduzione (eccezionale) di Massimo Bocchiola – 32 euro
Ne ha detto Tommaso Pincio: “Quel che rende scomodo Contro il giorno è il suo piglio anarchico, la veemenza con cui si scaglia contro il capitalismo e la tecnologia di cui si serve. Per Pynchon, il capitalismo avrà anche avuto la meglio ma non è affatto il sistema migliore bensì un mostro assurdo, disumano, distruttivo che divora le risorse del pianeta per sfornare prodotti che hanno solo un rapporto accidentale con i bisogni della gente comune. Non è poi così difficile come morale. Ma essendo i tempi quello che sono, a molti critici simili idee sono parse bambinesche se non proprio intollerabili. Probabilmente Pynchon lo presagiva ed è anche per questo che si è rivolto direttamente ai suoi lettori di oggi, augurando loro «Buona fortuna».”
Quanto a me, l’ho comprato stamattina e lo inizio stanotte – quindi non so cosa dirne, ancora. Mi limito a riportarne un brano, per darne un’idea, la più pynchoniana possibile, poiché a mio parere, se esce un libro dell’autore di Vineland, va preso e letto, anche se viene da vomitare nel corso della lettura stessa:
“Quando si abbassarono sugli Stockyards, i recinti del bestiame, il fetore e il tumulto della carne che apprende la propria mortalità li investì, quasi come la controparte oscura di una favola alla luce del giorno che loro, come appariva sempre più probabile, fossero volati lì per contribuire a diffondere. Da qualche parte laggiù c’era la Città Bianca promessa dagli opuscoli dell’Esposizione Colombiana, da qualche parte fra le alte ciminiere che vomitavano senza sosta fumo grasso e nero, gli effluvi perenni del mattatoio entro i quali per leghe sottovento gli edifici della città si ritraevano come bambini in un sonno senza requie dal giorno. Negli Stockyards, i lavoratori a fine turno, in grande maggioranza cattolici, capaci di allontanarsi per qualche prezioso secondo dalla terra e dal sangue, alzavano stupiti lo sguardo al dirigibile, immaginandosi un distaccamento di angeli non necessariamente rassicuranti.
Sotto gli incuriositi Compari del Caso roteavano strade e vicoli in una griglia cartesiana, schizzati a seppia, un miglio dopo l’altro.”

-
• LE TESTE
• ITALIA DE PROFUNDIS
• HITLER
• MEDIUM
• DIES IRAE
• L'ANNO LUCE
• COSTANTINO E L'IMPERO
• GRANDE MADRE ROSSA
• IL CASO BATTISTI
• I DEMONI
• NON TOCCARE LA PELLE DEL DRAGO
• NEL NOME DI ISHMAEL
• CATRAME
• ASSALTO A UN TEMPO DEVASTATO E VILE
• I TITOLI TRADOTTI ALL'ESTERO