Agamben, da Che cos’è il contemporaneo?

Pubblicato il 12 settembre 2008 | in Meditazioni Nondualiste

[...] Tutti i tempi sono, per chi ne esperisce la contemporaneità, oscuri.
[...] Che significa “vedere una tenebra”, “percepire il buio”?
[...] Che cos’è il buio che allora vediamo? I neurofisiologi ci dicono che l’assenza di luce disinibisce una serie di cellule periferiche della rétina, dette, appunto, off-cells, che entrano in attività e producono quella specie particolare di visione che chiamiamo il buio.
[...] Percepire questo buio non è una forma di inerzia o passività, ma implica un’attività e un’abilità particolare.
[...] Può dirsi contemporaneo soltanto chi non si lascia accecare dalle luci del secolo e riesce a scorgere in esse la parte dell’ombra, la loro intima oscurità.
[...] Contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo.
Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo?, edito da Nottetempo, € 3,00

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