OFFICINA ITALIA, Milano e lo Stivale bucato

mag 02

officinaitalia.jpgdi Giuseppe Genna
Il discorso sarà lungo, perciò è bene richiamarne la premessa concreta, che coincide con il finale. A Milano, dal 3 al 5 maggio, alla storica Palazzina Liberty, si tiene un festival di cultura che ruota intorno alla letteratura: scrittori che leggono inediti, cineasti e storici e docenti universitari e giornalisti che discutono di temi fondamentali del nostro tempo. Si chiama OFFICINA ITALIA, questa tre giorni che spacca l’inedia del panorama culturale milanese, e la specificità non risiede soltanto nell’altissima qualità degli interventi, ma soprattutto nell’organizzazione: scuratibertante.jpgdue scrittori, due intellettuali, entrambi nati nel ’69, hanno mobilitato forze che, dai tempi di Alfabeta non si ravvisavano operare in questa specie di Baskerville col Duomo. Sono Antonio Scurati, vincitore del Campiello due anni fa e ormai conosciutissimo opinionista (vedremo poi di che tipo), e Alessandro Bertante, romanziere con un fondamentale saggio in uscita, un testo che farà discutere perché mette a nudo le contraddizioni della generazione al potere, quella che esce dal ’68 e lo usa come scudo per i motivi opposti a quelli della contestazione. Grazie a Scurati e Bertante, Milano vede una breccia nel suo cielo cupo: OFFICINA ITALIA è di fatto l’occasione maggiore capitata in questi ultimi anni per riprendere un discorso interrotto e suturare un tessuto sconnesso.