Ancora Canali sul Dies Irae

lug 04

coverbig.jpgIl Giornale effettua un sondaggio tra grandi intellettuali sui libri da portarsi in vacanza. Luca Canali, che già aveva steso una splendida recensione al libro-saga di Giuseppe Genna, sceglie il Dies Irae come libro dell’anno: un parere autorevolissimo su un iper-romanzo che ha conquistato la critica.

• GENNA ESPLORA IL DOLORE DEL MONDO
di LUCA CANALI 
[da il Giornale, 30/6/2006]

Ritengo che il libro più importante di quest’anno (eccellendo su alcuni altri testi di buon livello quali Lettere a Clizia di Montale, Caos calmo di Sandro Veronesi, Procida di Franco Cordelli, Gomorra di Roberto Saviano, Vita precaria e amore eterno di Mario Desiati, Il ritorno a casa di Enrico Metz di Claudio Piersanti, Il passato davanti a noi di Bruno Arpaia, Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo di Busi) sia Dies Irae di Giuseppe Genna (Rizzoli 24/7, pagg. 761, euro 17,50) per la ricchezza di temi, la forza travolgente dello stile, la crudezza e insieme la pietà nel narrare «il dolore del mondo», la cultura riassorbita dal talento affabulatorio, e infine l’energico realismo trasceso da lampi d’una catarsi metafisica: tutto ciò inserito in una evidente sperimentazione che non ha niente a che fare con gli sperimentalismi, e che è nutrita dalla volontà o dall’istinto di una costante e a volte ossessiva ricerca di un linguaggio che si adegui perfettamente agli argomenti trattati e insieme li trasformi trasferendoli dal piano della cronaca a quello della Storia e dell’Arte.